Anche il comune di Roncadelle aderisce alla campagna “Libera la domenica”

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Con l’approssimarsi del ponte natalizio e a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato legittime (e dunque coerenti con la legge vigente) eventuali aperture dei negozi anche il giorno di Natale, sale l’attenzione nei confronti della campagna "Libera la domenica", promossa da Confesercenti e Federstrade con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana. La notizia è che anche il Comune di Roncadelle, ha aderito ufficialmente alla campagna attraverso una delibera di Giunta approvata la scorsa settimana.

“Non vedo assolutamente contraddizioni – specifica il sindaco Michele Orlando, presentando l’adesione. Un conto, infatti, è prendere atto della oggettiva vocazione commerciale del proprio territorio, idonea all’insediamento delle grandi strutture di vendita, favorito dalla presenza della Tangenziale Sud e delle sue due uscite, dalla vicinanza del casello autostradale “Brescia Ovest”, dagli ampi parcheggi così vicini alle grandi vie di comunicazione. Un altro invece è prevedere che le attività commerciali possano restare sempre aperte, senza vincoli e limitazioni. E questo per noi è del tutto sbagliato. Per diversi motivi: intanto perché non è rispettoso del diritto dei lavoratori delle grandi strutture e dei piccoli esercenti a passare legittimamente la domenica assieme ai propri familiari; poi, perché toglie agli enti locali la facoltà di decidere quali aperture straordinarie consentire in funzione di periodi particolari (festività e saldi, ma anche alcuni eventi specifici); infine, e anche questo è ora che emerga con chiarezza, perché tutto ciò non sta per niente avvantaggiando il commercio, né piccolo, né grande. I dati ufficiali dell’ISTAT sono inequivocabili: i consumi sono in continua contrazione, quindi i minori fatturati si stanno distribuendo su 7, anziché su 6 giorni, e ciò comporta inevitabilmente un aumento dei costi gestionali”.

“Certo – conclude il sindaco Michele Orlando – sull’altro piatto della bilancia vanno messe le esigenze dei cittadini consumatori che possono trovare più comodi orari più ampi di apertura. Sono due esigenze che le istituzioni sono chiamate a comporre. Noi pensiamo che il punto di equilibrio sia tornare alla vecchia legge, che consentiva, d’accordo con gli enti locali, un certo numero di aperture straordinarie, però senza inutili esagerazioni. Per questo abbiamo aderito con convinzione alla campagna Libera la Domenica”.

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