Reati in calo nel 2012, a parte quelli predatori (colpa della crisi?)

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(a.c.) Meno 9% in città e meno 5% in provincia. Non è solo l’economia a registrare (ancora) dati in ribasso in questo 2012 ormai prossimo alla fine. Anche il numero complessivo dei reati, sia nel capoluogo sia in provincia, fa registrare una flessione piuttosto significativa.

Il questore di Brescia Lucio Carluccio nel bilancio di fine anno ha snocciolato alcuni dati, significativi per capire le tendenze dei fenomeni criminali sul territorio. Due i filoni più evidenti. Innanzitutto l’aumento di furti in abitazioni e di furti di automobil, fenomeno certamente da ricondurre all’aggravarsi della crisi economica. Ma la crisi, spiega il questore, non deve assolutamente giusticare alcun atto criminale. E’ difficile, ma le persone in difficoltà devono rivolgersi ai familiari, alle associazioni caritatevoli, non cadere nella tentazione di trovare vie più facilmente percorribili. A proprosito dei furti nelle abitazioni Carluccio invita i bresciani a mettere in atto strategie per cercare di non favorirle: non dire a nessuno quando si hanno in programma vacanze, farsi ritirare la posta dai vicini (per non dare l’impressione che la casa sia vuota), fotografare gioielli e oggetti di valore (per avere le prove del furto), e poi aiutare la polizia, segnalare se si sentono rumori sospetti, se si vedono individui loschi. 

L’altro fenomeno evidente il questore lo individua nell’aumento dei provvedimenti contro uomini resposabili di minaccie o violenze nei confronti di donne. Sono passati da 17 a 60 (in un anno) gli ammonimenti, e da 120 a 286 i fogli di via. Sintomo che le violenze sono in aumento, certo, ma anche che le donne stanno trovando il coraggio di denunciare i responsabili. 

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