Costruttori bresciani sul piede di guerra contro l’Imu. Pronto il ricorso al Tar

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Contro l’Imu è guerra aperta da parte dei costruttori e si adotteranno vie legali. L’imposta sulla casa reintrodotta dal governo Monti, nel caso delle imprese edili, si applica anche agli immobili invenduti e i costruttori gridano battaglia. "Siamo pronti a far ricorso prima al Tar e se non basterà anche alla Corte Costituzionale e alla giustizia europea contro una tassa che consideriamo davvero ingiusta e responsabile di aggravare ulteriormente la crisi un settore già allo stremo" dichiara al Corriere Giuliano Campana, presidente del Collegio costruttori di Brescia e vicepresidente dell’Ance nazionale con delega al Fisco, continuando "Come Ance nazionale abbiamo già dato mandato a uno studio legale di valutare le modalità di un ricorso. Se c’è anche la più piccola possibilità di farlo, noi siamo pronti". Il problema più grosso riguarda gli immobili invenduti  (sui quali si applica l’Imu come seconda casa) che dallo Stato vengono considerati patrimonio dell’azienda., mentre per i costruttori sono una "rimanenza". "Perdiamo un’azienda al giorno, – dice il Presidente –  più di 300 le imprese chiuse solo quest’anno, ben oltre mille dal 2008". Una crisi che Brescia e provincia hanno pagato con 6.700 posti di lavoro in provincia. Anche i ritardi nei pagamenti contribuiscono alla situazione negativa, "Una brutta abitudine che prima interessava soprattutto la pubblica amministrazione e che adesso si sta diffondendo sempre più anche tra privati".  

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  1. ma non vi pare che ci sia già troppo invenduto? avete fatto la pacchia con il 3monti e adesso patite la fame? considerate gli invenduti "rimanenza"? come a dire: io costruisco il più possibile, poi chissenefrega… vergogna!

  2. Concordo in pieno con il commento sopra. Se l’IMU è ingiusta lo è per tutti, ma visto che si paga è sacrosanto che i costruttori la paghino sull’invenduto, anzi andrebbe maggiorata, così la finite con le speculazioni e riallineate l’offerta alla domanda.

  3. Caro signor Campana, mi permetta un consiglio: svalutate le rimanenze nei vostri bilanci e vendetele al valore di mercato e non ci pagherete le tasse, palazzinari del menga.

  4. certo, quando si vendeva bene tutti felici di intascare soldi a palate x dei buchi di appartamenti.. ora piagnistei x l’Imu.. ma perfavore! evitare di costruire case in continuazione che sapeva anche mia nonna sarebbero rimaste invenute no??? pagate l’Imu come tutti e stop! questo paese è in m… grazie ad atteggiamenti come questi

  5. Semplice, basterebbe una legge come negli Stati Uniti, dove l’autorizzazione finale per costruire vine rilasciata previa verifica di aver venduto "sulla carta" almeno il 70% di quanto si vuol edificare. Così la smettono di piangere e sprattutto la smettono con le speculazioni edilizie, il vero marciume del settore.

  6. @piergi, hai ragione…. in un paese serio…. ma case vuote significano comunque oneri di urbanizzazione in ogni caso. A quale amministrazione non interessano?

  7. parlare a Bs di costruzioni rimane un fatto delicato…da un lato la speculazione che non si ferma di fronte a nulla.un meccanismo dove tutti possono fare i"costruttori" …dall’altra l’amm.ne che si è preoccupata solo con S.Polo del problema….con risultati che fanno discutere sia sul piano della qualità sia sul piano di non offrire servizi…dall’altro la classe dei professionisti che non hanno saputo offrire nulla se non essere asserviti al capitale rosso o giallo delle cooperative ….ma con il protocollo di Kioto,UNA NUOVA OCCASIONE,si dovrebbe ristrutturare tutto il patrimonio edilizio per farlo divenire meno onnivoro di petrolio,per una SmartCity e non solo per la mobilità e/o per l’informatizzazione del territorio…..ecco una via per uscire dalla crisi

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