Quadrini (Udc): agenda Monti riferimento anche per la Loggia

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(a.t.) “Anche a Brescia dovremmo puntare a costruire un percorso che faccia riferimento all’esperienza di Monti”. A dirlo è il segretario provinciale dell’Udc Gianmarco Quadrini, che chiarisce così le prospettive dei centristi per le prossime elezioni comunali rispondendo anche alle sollecitazioni arrivate – tramite Bsnews.it – dal capogruppo in Loggia Andrea Bonetti. “Bonetti”, spiega Quadrini, “ha ragione nel dire che la scelta spetta al partito. Al momento opportuno riuniremo gli organismi, ma non potremo ignorare la linea nazionale e regionale: il lavoro che stiamo mettendo in atto per costruire un raggruppamento che unisca tutti coloro che sostengono l’agenda Monti non potrà che condizionare anche la posizione che terremmo nella Leonessa. Insisto nel dire”, incalza il leader provinciale dell’Udc, “che anche qui dovremmo avere il coraggio di costruire un percorso che faccia riferimento esplicito all’atteggiamento di responsabilità e buon governo il cui punto di riferimento nazionale è l’agenda Monti. Il che presupporrebbe una corsa in solitaria per la Loggia, almeno al primo turno, in modo da marcare la diversità rispetto al centrodestra e al centrosinistra. Poi ovviamente”, precisa, “bisogna vedere le condizioni e i compagni di viaggio”.

Quadrini, quindi, commenta anche le indiscrezioni circa il malcontento di parte del movimento cittadino sulle scelte strategiche degli ultimi mesi. “In un partito pluralista”, spiega il leader dei centristi, “è naturale che possano esistere diverse sensibilità. Da tempo non siamo più un a forza saldamente ancorata al centrodestra, tanto che negli anni abbiamo acquisito classe dirigente e consensi con sensibilità diverse. Di queste non possiamo non tenere conto nel momento di fare sintesi”, continua, “ma non temo scissioni: in un partito si sceglie di stare per convinzione, non per convenienza oppure perché si sposa o meno una singola posizione. Diversamente lo si interpreta come una specie di tram da cui salire o scendere all’occorrenza. Io stesso non ho sempre condiviso tutte le scelte dei vertici, però”, conclude Quadrini, “le ho accettate facendole diventare il mio cavallo di battaglia perché in un partito a decidere deve essere la maggioranza”.

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  1. Tutti col naso al vento per fiutare l’aria che tira. Se si sbaglia la scelta si corre il rischio di restare a piedi:la concorrenza è massima e non è facile decidere su quale treno salire, tra le decine di passaggio. L’ideale in politica: il posto. Poveretti: anche loro precari?

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