Ori Martin, il comitato di salute e ambiente di Brescia tuona contro Paroli

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Francesco Pedrini, Coordinatore sez. San Bartolomeo del Co.Di.S.A., si sente preso in causa dalle parole di Paroli espresse nella conferenza stampa di fine anno sulla vicenda dell’ampliamento della Ori Martin e accusa il sindaco di non conoscere le problematiche del quartiere.

Di seguito la Lettera aperta al Sindaco di Brescia, Avv. Adriano Paroli

Egregio Signor Sindaco,

in riferimento alle dichiarazioni da Lei espresse in tema di sviluppo dell’azienda Ori Martin e al ruolo dei "comitati e comitatini", riportate dalla stampa cittadina sulle testate del 30 dicembre scorso, poiché non ci risulta che sul territorio di San Bartolomeo operino in forma strutturata altri gruppi di cittadini, riteniamo di essere i destinatari naturali delle Sue dichiarazioni e,  in qualità di Comitato Difesa Salute Ambiente (Co.Di.S.A.), che opera in aree di nota e ampia criticità ambientale, Le scriviamo per controbattere quanto da Lei espresso e per ribadire ulteriormente la nostra piena disponibilità verso l’azienda, attraverso il dialogo e la concertazione poiché, le attività dell’acciaieria hanno inevitabile ricaduta sulla salute, la qualità della vita degli abitanti, e la salvaguardia dell’ambiente.  

La Sezione Co.Di.S.A. di San Bartolomeo è nata in risposta all’esigenza di canalizzare le istanze dei cittadini, da sempre inevase, dando loro forza in un contesto organizzato, volontaristico e solidale, voce di base non ideologica, non preconcetta, espressione di un vicinato promozionale.

Da sempre per cultura condivisa nel Co.Di.S.A. il metodo è quello del dialogo, del confronto onesto e leale, della protesta abbinata alla proposta e per questo abbiamo sempre ribadito di non voler "criminalizzare" la Ori Martin, fiore all’occhiello dell’impresa manifatturiera bresciana.

In una nostra recente nota, indirizzata ai vertici della Società, dopo la presentazione del bilancio 2011, abbiamo auspicato per l’azienda di assurgere ad “eccellenza olivettiana” nel panorama industriale bresciano.   Lei, nostro primo cittadino, con le parole usate, appare fortemente disinformato, dimostra di non conoscerci come Associazione, di non conoscere i Sui concittadini di San Bartolomeo e la realtà del Quartiere, di non aver letto le richieste, riassunte nel "decalogo" che, fin dall’inizio della nostra attività, abbiamo depositato ai tavoli dove, invece del confronto, sovente, ci è stato assegnato un ruolo di semplici comparse. Lei mostra di non conoscere questi temi, che sono l’anima delle osservazioni al PGT, depositate col supporto di millesettecento firme di residenti, temi sollecitati in svariate lettere e ripresi nella petizione che Le abbiamo recapitato il 2 giugno scorso, sottoscritte da seicento cittadini di San Bartolomeo. Questa nuova petizione terminava con il seguente invito: “Attraverso il Consiglio comunale vorremmo poter dire tutti insieme alla Ori Martin: l’impresa può prosperare nel rispetto dei codici etici e attuando un patto civico con la comunità.”, aspettando un Suo riscontro, e un incontro in tempi ravvicinati.

A distanza di sette mesi attendiamo sempre un Suo cenno, e mentre la nostra petizione continua a rimpallare fra le stanze della Loggia, i desideri della Ori Martin presentati in data 13 dicembre, sono stati assunti in toto e portati in commissione il 19 dicembre, senza alcun confronto coi cittadini.

     Si tratta forse di due pesi e due misure? Attenzione immediata ai desideri dell’azienda, ritrosia nei confronti della comunità?

     Come non stigmatizzare i comportamenti e i metodi della Sua amministrazione che, in una prima fase ha aperto i tavoli di confronto con la Ori per abbandonarli in questi ultimi mesi, senza aver mai promosso un clima di dialogo e di apertura dell’azienda al confronto diretto con la nostra Associazione. Ora, invece di cercare  interlocuzioni promozionali,  Lei pare contrapporre il Quartiere all’azienda, con argomenti impropri quali il ricatto occupazionale.

     Tutta questa premura  prima delle elezioni si riflette nello stravolgimento del PGT, adottato da qualche mese, ora rimesso in discussione.

Vediamo per punti gli indirizzi in arrivo:

– L’area a sud dello stabilimento (Via delle Razziche) definita dal Comune "area di rilevante interesse paesistico ambientale ed ecologico" potrebbe venire occupata dall’allargamento dello stabilimento e da una bretella che, atterrando nel Seminario diocesano, non collegherebbe direttamente lo stabilimento alla tangenziale come invece previsto dalla scheda T1 del PGT;

– In via Canovetti, potrebbe essere introdotto il doppio senso di marcia bocciato dal PGT in quanto è necessario alleggerire la viabilità ordinaria;

– Potrebbe riapparire l’edificabilità del terreno a nord dello stabilimento (Via Montenevoso), nonostante sia stato bocciato nel PGT perchè l’area in questione era individuata come area strategica;

– Potrebbe essere accolta la richiesta per la costruzione di un parcheggio ad uso degli operai dell’azienda, su area pubblica (Via Salvadego), sacrificando uno dei campi del nostro centro sportivo.

   Insomma si prevedono interventi brutali in un Quartiere che attende invece, da tempo immemorabile, di essere risarcito da una città che lo ha voluto Lazzaretto, senza mai contemperare le istanze di tutti i portatori d’interesse.

Basta leggere il decalogo dei cittadini (radiografia dei problemi del quartiere/mitigazione ambientale/salvaguardia del verde/razionalizzazione delle viabilità etc) e l’istanza della Ori (consumo di suono/allargamento dello stabilimento/edificabilità residenziale etc)  per capire quanto sia sbilanciato questo orientamento.  Non possiamo che invitarLa ad un ravvedimento operoso e ad attuare una convocazione urgente del tavolo politico dove poter mostrare la qualità e l’eticità delle nostre ragioni e, al contempo, Le chiediamo di specificarci l’origine e la consistenza della Sua frase per la quale: “Qualche comitato e comitatino – osserva Paroli – che è perennemente contrario a qualsiasi cosa vorrebbe per propri interessi far sì che l’azienda abbandonasse la città senza pensare alle conseguenze che ciò comporterebbe”. (dalla testata Giorno Brescia, del 30/12/12). Frase che necessita di chiarimento, e che, da parte nostra, respingiamo.

Nell’attesa del Suo riscontro, La salutiamo cordialmente.

ASSOCIAZIONE CO.DI.S.A.

Angelamaria Paparazzo – Presidente

Francesco Pedrini – Coordinatore sez. di San Bartolomeo

Mario Bertuzzi – Segretario sez. di San Bartolomeo

 

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  1. "La Sezione Co.Di.S.A. di San Bartolomeo è nata in risposta all’esigenza di canalizzare le istanze dei cittadini," sig Francesco Pedrini ecche’ ci avete 40 anni per nascere e guarda caso alla vigilia di elezioni ? nell’ultimo 20ennio cattocomunista e ancor prima con un inquinamento maggiore di ora lei ed il suo comitato dov’eravate ? personalmente penso che la vostra e’ solo una boutade elettorale contro uno schieramento e che una volta passate le elezioni (vincesse la sinistra) ri-sparite per altri 40 anni se poi c’e’ qualcuno che vi crede contenti loro…

  2. Io penso ai miei figli e nipoti che non conoscono ancora il livello di diossina nei terreni in cui giocano (asili, scuole elementeri, oratori, campi sportivi, parchetti pubblici). Penso che tutte le spese di diagnosi e ripristino debbano essere a carico di chi ha manomesso l’ambiente e la salute dei suoi concittadini debbano essere a solo carico della ori martin così come sta avvenendo a Taranto. Penso che chi ha permesso alla ferriera di espandere la produzione in centro abitato sia altrettanto colpevole di chi ha inquinato e che non debba mai più poter accedere alla polica (vero Corsini e PD ?). Penso che ogni metro quadrato di verde residuo debba essere preservato con ogni cura.Penso che sia impossibile, e lo sanno tutti, che un’azienda di questo possa non farci respirare per sempre schifezze tumorali …..Viva la crescita infinita ed il "sano" lavoro a spese dei cittadini (vero PDL,UDC, Lega,PD,Sel) ?!!?????

  3. E’ mai possibile che non si possa entrare nel merito ma sempre si debba sventolare bandiere ideologiche (vecchie e peraltro ampiamente sp..tanate )?

  4. purtroppo non si puo’ entrare nel merito perche’ non ci fidiamo ( almeno quelli che la pensano come il sottoscritto ) piu’ di chicchessia sopratutto in vista di elezioni , pero’ se anche questo comitato( tra i tanti nati da poco )puo’ rispondere ad un altro mio quesito e cioe’ dov’eravate fino a ieri sarebbe cosa buona e giusta.

  5. Io aspetto sempre un "pensierino della sera" dedicato ai bresciani da Giovanni Comboni, Vicepresidnete operativo di Ori Martin. Perchè ? Fu uomo politico nostrano (PCI, Democratici prodiani con Alfredo Bazoli, PDS), fu assessore a Brescia nella Giunta Martinazzoli insieme a Corsini, fu Presidente di Selene (nomina pubblica in un’importante controllata di ASM). Ci dica qualcosa, magari che non si è dimenticato dei bresciani che amministrò come uomo pubblico.

  6. il filo rosso dell’inquinamento incomincia a far riparlare di se….purtroppo in questa città risulta difficile parlare in modo costruttivo dei problemi che ci attanagliano.ma partiamo con calma..questi insediamenti produttivi,altamente inquinanti,ci sono purtroppo da decenni ma la cecità dimostrata da tutti gli amministratori di non prevedere un piano di sviluppo della città,che accompagnasse fuori dagli ambiti cittadini questi insediamenti,NON E’MAI STATO PENSATO.anzi mai proposto…dai soloni dell’urbanistica…s olo per interessi??? e queste balene della produzione ci avvelenano tutti i giorni.. coperte da un capitalismo cieco e da un socialismo legato ai posti di lavoro e non al pensiero che la salute dell’uomo viene prima….ANTICA DOMANDA VIENE PRIMA L’UOVO O LA GALLINA??? ma queste situazioni sono state risolte in territori molto compromessi come la Ruhr in Germania…sarebbe ora di affrontare i PROBLEMI senza i PARAOCCHI della politica per guardare alla salute dei cittadini.

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