La gioia della Razzi su Facebook: il Ctb è salvo, torneremo a erogare i fondi

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Il Centro Teatrale Bresciano è salvo. Ad annunciarlo, con un post di Facebook, è l’assessore provinciale alla Cultura Silvia Razzi, che si felicita del fatto che l’ente Provincia possa tornare a erogare direttamente fondi alla cultura e spiega che “tra i primi atti ci sarà anche il contributo, fondamentale per la sua sopravvivenza, al Ctb”.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL POST DELLA RAZZI

Amici, nonostante il Principe delle bugie (quello che dice che fa il tecnico e non cerca il consenso, ma poi all’improvviso si rimangia tutto e si candida!!) abbia provato in tutti i modi ad ucciderci, NOI SIAMO ANCORA VIVI!!!! E siamo qua a sostenere il nostro territorio, non l’assistenzialismo tipico di altre aree. E’ per questo che annuncio che la Provincia può, per legge, tornare a sostenere la cultura territoriale e tra i primi atti ci sarà anche il contributo, fondamentale per la sua sopravvivenza, al Centro Teatrale Bresciano…. Prima il Nord, prima Brescia e il Garda!!!!!!

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  1. Prima il Nord, prima Brescia, prima il Garda, prima Puegnago, prima il bar al centro di Puegnago, prima il pirlo che servono nel bar di Puegnago…fine dell’elenco e dei contenitori leghisti.

  2. ….pensare che si debba/possa ancora utilizzare soldi pubblici per sostenere attività (eccetto che fore per quelle di natura assistenzale) riconducibili ad organismi che non sono in grado di sostenersi da soli è profondamente errato sia da un punto di vista "aziendale" ma soprattutto dal punto di vista morale e sociale, anche quando questi organismi sono di emanazione pubblica.

    vivere la gioia come assessore per riuscire ancora a erogare fondi ad un ente anti-economico che compete comunque sul libero mercato (quello degli spettacoli teatrali), forse denota che la logica che muove un assessore non è di buon senso, ma magari sono pronto a ricredermi…..

  3. Nel ringraziare Silvia Razzi davvero col cuore, vorrei spiegare all’"utente sotto non registrato" (a parte che io sono abituata, quando dico o recrimino qualcosa a "mettere nome e cognome", cioè quella che si chiama "faccia")cosa accade in un teatro stabile (16 in Italia)… Se vengono a mancare gli enti fondatori ( anche solo uno o Comune, o Provincia o Regione) pur avendo un buon andamento in attivo -forse quello bresciano è l’unico nel nostro Paese- il teatro di produzione "decade" (con tutta la sua storia)… Il nostro non è un ente antieconomico (noi adesso abbiamo una filosofia aziendale molto rigorosa, invito l’anonimo – che insisto sarebbe meglio si palesasse- a venire a vedere i conti uno per uno; sono lì chiari e limpidi, ma la questione è un’altra… è una questione statutaria imprescindibile, per poter far vivere (al di là del denaro, che noi ci procuriamo anche da vendite di spettacoli e da privati)il teatro di produzione. Ognuno può avere le proprie idee, ma sarebbe bene documentarsi con attenzione prima di fare facile demagogia e accusare di antieconomicità un ente che (almeno da quando c’è la sottoscritta) chiede ragione ai suoi dipendenti e addetti ai lavori, anche d’un caffè offerto ad un regista… forse per questo la logica dell’assessore mi è parsa assolutamente di buon senso!

  4. Cara Carla, ti ringrazio e come vedi ho mantenuto la mia parola…..non e’ stato facile votare contro ad un bilancio 2 mesi fa’ xe’ la legge con la vigilanza della corte dei conti me lo impediva……invito anch’io l’utente non registrato a registrarsi e a metterci la faccia….come faccio io ogni giorno ,quando intraprendo scelte a volte anche impopolari….. Ma da quanto leggo forse l’utente non registrato non conosce la storia ed il lavoro di un teatro stabile…… E non ne conosce nemmeno la natura giuridica…..!!!

  5. a Carla Boroni : quindi nel resto del mondo devono essere tutti rinco@@@@@ti se in quei paesi cinema e teatro sono sovvenzionati solo da privati ? Per quale motivo un cittadino ( qualsiasi partito voti )deve sovvenzionare ( obbligatoriamente ) la produzione di film come : mutande pazze o spettacoli teatrali oppure "comici" notoriamente di sinistra ?

  6. X Carla Boroni e Silvia Razzi, sono anonimo e resto anonimo, nella misura in cui un dibattito, civile credo, prescinda dal metterci la faccia anche in un contesto come quello che offre Bsnews dove ognuno é libero di replicare alle altrui riflessioni. Il fatto di firmarsi é una libera scelta e non il presupposto per il blogging al quale voi partecipate in forma anomala, ed avete voluto essere in "chiaro". Adattatevi al contesto, potreste anche chiamarvi pinco e pallo, e l’Assessore avrebbe potuto semplicemente rispondere senza necessariamente palesare, primo, il fatto di ostentare un (in)successo politico quale quello di avere finanziato un teatro, secondo quello di confermare implicitamente che l’articolo é forse un "favore" di visibilitâ della redazione.
    Sono contrario in generale al fatto di sovvenzionare con soldi anche miei un teatro, che a prescindere dalla sua natura (non per il fatto che una legge di cattivo senso abbia dato la possobilita di far fare agli enti locali), esercita comunque una attivita commerciale. Lo concepirei semmai in una fase di start-up, facendo molta fatica tuttavia a capire perche mai un ente locale si dedichi a tale sforzo.
    Ergo, ammetto si la mia ignoranza nel non capire quale relazione sussita tra il fatto di essere (la provincia) ente fondatore ed esserne anche finanziatire. La prima accettabile motivazione mi fa capire che se le provincie vengono meno il teatro decade (nn ci sono in caso soluzioni di prvatizzazione, domanda non provocatoria), la seconda (quella dell’assesore) che si torni ad erogare fondi é palesemente incongruente con la prima, in quanto la prima é condizine necessaria, la seconda no, e quindi la mia affermazione sul fatto che la provincia non debba/possa finanziare il teatro NON vuol dire che la provincia ne debba uscire dalla compagine.
    Attendo cortese risposta.
    Grazie

  7. Lasciamo perdere gli slogan. Capisco che sia difficile sottrarsi al fascino delle acque (questa volta del Garda) quando si è celebrata per anni l’ampolla padana. Qui il problema è un altro. Le attività teatrali devono essere economicamente autosufficienti. Purtroppo non lo saranno fino a quando la politica ci metterà lo zampino.

  8. L’intervento pubblico, o sovvenzione che dir si voglia, anche attraverso proprie società partecipate o controllate ha una ragione chiara: restituire servizi ai cittadini, in questo caso servizi culturali. Altro è l’equilibrio patrimoniale, economico e finanziario, ormai condizione imprescindibile per dare continuità ad interventi pubblici per anni visti come "il pozzo di S.Patrizio". Va preso atto che nel caso del CTB l’offerta culturale è forse l’unica, a Brescia, di alto livello e si è arricchita negli ultimi con interventi complementari alla sola stagione di prosa. Il successo è a tutti evidente e mi risulta che anche i conti, nell’attuale configurazione di fonti e impieghi, siano in ordine. Brava la Boroni, fastidiosa la Razzi in quella verniciatura verde padana forzatamente ed propagandisticamente data al sostegno della Provicnia.

  9. I conti sarebbero in ordine nell’attuale configurazione fonti impieghi? Se così fosse non ci sarebbe bisogno di finanziamenti pubblici, o fonti pubbliche che dir si voglia, per assicurare la continuità dell’attività del CTB. Lo stato deve fornire servizi essenziali; la gestione "collettivistica" partitica ci ha ridotto con uno dei debiti pubblici più alti al mondo. Per parte mia sono abbonato alla stagione del Sociale da qualche anno e riconosco che, finalmente, da un paio d’anni la qualità degli spettacoli si è elevata. Rimane discutibile, a mio modo di vedere, il vezzo di molti autori di "reinterpretare", meglio direi di manipolare i testi classici, troppo spesso svilendoli.

  10. Premesso che non ho motivo di dubitare ne di un addetto ai lavori (CTB), ne di un suo utilizzatore che ne conosce i numeri, e che se davvero la gestione CTB denota convenienza economica e fattibilità finanziaria sia un merito alla gestione del CTB stesso. Se ciò è vero allora converrete con me che soldi pubblici non hanno senso di essere erogati in quel contesto; se comunque ciò non fosse vero (perche magari la convenienza economica al netto del contributo in conto esercizio della Provincia è negativa, magari dico) sarebbe come buttare benzina sul fuoco.
    Essere abbonato al CTB e vedere che la Provincia eroga contributi (di qualsiasi natura) io al posto vostro mi sentirei come se stessi pagando due volte (tasse+abbonamento).
    Il tema semmai è che BS, Lombardia, Italia offrono una cosa più unica che rara: cultura e turismo come ricchezze su cui schiacciare il tasto RESTART, beni che pochi sanno valorizzare e che pochi paesi al mondo hanno come noi. Non siamo attrattivi, perchè non c’è suffciente visione e cultura imprenditoriale (finchè si pensa che la Provincia paga) e non siamo in grado di vendere ciò che abbiamo (i numeri dell’incoming a BS sono ridicoli rispetto al suo potenziale).

    Rest ituire ai cittadini servizi culturali (leggasi spettacoli teatrali a pagamento) è un concetto opinabile e nel contesto CTB mi pare inappropriato.

    PS resto ancora in attesa della risposta di Silvia Razzi e Carla Boroni.

  11. "restituire servizi ai cittadini, in questo caso servizi culturali" caro piergi se i servizi fossero superpartes sarei daccordo con lei ma siccome siamo in un paese dove ormai da decenni la "cultura" e’ in mano alla sinistra meglio azzerare tutto , si trovino gli sponsor organizzino gli spettacoli e se al popolo gli garba vedrai che accorreranno in massa alla biglietteria se invece la biglietteria restera’ deserta dovranno farsene una ragione .

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