Il messaggio di padre Mario Toffari: “Nessuno si senta straniero”

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(a.c.) Un messaggio di caritatevole amore cristiano, e allo stesso tempo un messaggio civile, indirizzato alle istituzioni: «Lo Stato riconosca la dignità che meritano a tutti i migranti che lavorano fra noi, per noi e soprattutto con i nostri anziani». 

Con il vescovo Luciano Monari impegnato a Roma per l’ordinazione di monsignor Zani, è stato il provicario generale monsignor Cesare Polvara a   celebrare la tradizionale Messa dei Popoli del giorno dell’Epifania in Duomo. Numerosissimi i fedeli stranieri residenti in città che hanno partecipato, in molti casi indossando gli abiti tradizionali dei loro paesi. La liturgia è stata celebrata con la partecipazione stessa degli immigrati, che hanno letto nelle loro lingue, o in inglese e francese, parte dei testi della messa. 

Chiaro, forte, il messaggio di padre Mario Toffari, storicamente molto coinvolto nelle questioni relative all’immigrazione nella nostra Diocesi, riportato stamane sulle colonne di Bresciaoggi. Dopo la precisazione che stava parlando da uomo di chiesa, e non da politico, padre Toffari ha proseguito: «Le genti sono chiamate, in Gesù Cristo, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e a essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo. Più di 400 mila figli di immigrati sono nati in Italia e crescono insieme ai bambini italiani, mentre altri 40 mila sono arrivati qui fin da piccoli. Ebbene: noi vogliamo che nessuno di loro si senta straniero nella nostra terra. La situazione civile dei nostri immigrati profuma ancora di mirra. Questi emigrati stanno vivendo da spettatori quanto succede nel nostro paese. Noi, gli italiani, e solo noi, con il nostro voto decideremo anche il loro futuro; loro si limitano a sperare e pregare, perchè il nostro Stato riconosca loro la dignità che proviene dal fatto che lavorano fra noi, per noi, per le nostre famiglie e soprattutto per i nostri anziani».

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