Una ventina i ricorsi contro il Pgt della Loggia, da domani al vaglio

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(a.c.) Privati cittadini e associazioni: in totale sono circa venti i ricorsi al Tar contro il Piano di Governo del Territorio approvato dall’amministrazione Paroli. 

Oltre a quello presentato da Legambiente, che fin dal principio aveva evidenziato un eccessivo consumo di suolo e una troppo massiccia cementificazione, sono arrivati sui tavoli dei giudici del Tar diversi altri ricorsi. A cominciare da quello, atteso, dell’associazione culturale islamica Muhammadiah, al centro dello scontro con la Loggia per la sala di via Piave. Secondo i vertici dell’associazione il comune colpevolmente non avrebbe inserito nel Pgt nuovi insediamenti per servizi religiosi, nonostante la presenza in città di molti nuovi stranieri e la realizzazione di nuovi quartieri residenziali.

Altro ricorso quello presentato dai Gnari de Mompià. Il presidente Mario Piovanelli sulle colonne di Bresciaoggi: «Lo studio geologico a supporto del Piano secondo le nostre valutazioni non è adeguato alla più recente normativa, ma è stato preso a riferimento un documento del 2005. Questo per noi non vuol dire che ci sia più o meno rischio, ma il fatto che le istituzioni, comprese Regione e Provincia, abbiano dato il via libera, crea qualche problema. Abbiamo presentato osservazioni sulla tangenziale Est, sull´area dell´ex Polveriera e abbiamo sostenuto il comitato Nord e questo era un iter legato ad alcuni elementi specifici. Certo, partiamo da una posizione contraria, eravamo critici sull´atterraggio dei diritti edificatori. Il ricorso che abbiamo presentato è anche uno strumento per mettere in discussione una serie di scelte della Loggia». Prosegue Piovanelli: «Nel Pgt manca sostanzialmente uno studio aggiornato che definisca quali sono i rischi, la metodologia di costruzione e dove si può costruire. Per questa ragione abbiamo chiesto la sospensiva di tutto il documento urbanistico».

Motivi economici invece alla base del ricorso presentato da Finsibi e da Giacinto Musicco, ideatore del progetto "Pietra Curva" per il recupero dell’ex area della Pietra. Secondo Musicco la Logia gli negherebbe la possibilità di lavorare, di creare posti di lavoro e recuperare un’area dismessa, questo senza che lui chieda soldi ad enti pubblici. Le parole di Musicco su Bresciaoggi: «Abbiamo fatto un percorso di dieci anni che ha avuto come riferimento Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio e Università. C´è stato un atto, Accordo quadro di sviluppo territoriale del 25 settembre 2009, nel quale tutte queste istituzioni avevano sancito che il nostro World Trade Center era il miglior progetto per Expo 2015: non solo perché portava occupazione, ma perché non prevedeva contributi dagli enti pubblici. Nel 2011, il 15 giugno, dopo un´analisi di un anno la giunta regionale e approvò l´avvio dell´accordo di programma». Il progetto poi è stato stralciato nell’approvazione del Pgt. Di questo l’imprenditore chiederà conto al comune, tramite i giudici. 

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