Caso Caffaro, Del Bono – Gaglia (Pd): “Bisogna tornare ad essere autorevoli a Roma e in Regione”

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Sulla pagina web ufficiale del candidato sindaco del Partito Democratico Emilio Del Bono sono stati pubblicati diversi testi che sembrano anticipare il programma elettorale in vista delle elezioni per la Loggia 2013. Tra questi anche un commento al caso Caffaro ad opera del consigliere del Pd della Circoscrizione Ovest Tommaso Gaglia.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE:

Nell’estate del 2001 esplose a Brescia il “Caso Caffaro”, con la scoperta dell’enorme inquinamento causato dall’azienda di via Milano che per decenni aveva trattato il pericoloso Pcb versando nelle rogge d’acqua ogni sorta di inquinanti cancerogeni, dalle diossine ai metalli pesanti: rifiuti che si sono diffusi nei terreni e nella falda di una vasta zona della città.
L’amministrazione di centrosinistra allora in carica condusse subito indagini scrupolose, che portarono a delimitare l’area inquinata, a realizzare alcuni interventi urgenti (la pulizia delle rogge, per evitare un’ulteriore propagazione dell’inquinamento) e a imporre una serie di divieti ai residenti della zona: di pascolo, di coltivazione, di movimento terra, etc.; per cercare una temporanea, anche solo simbolica, compensazione si decise di non far pagare la tassa sui rifiuti ai residenti finché non si fosse completata la bonifica.
Alla fine del 2007 si concluse un accordo con il ministero dell’Ambiente per la bonifica dell’area, che fra le altre cose prevedeva l’asporto della terra per i parchi pubblici (e la sostituzione con terra non inquinata) e una serie di diversi trattamenti chimici e biologici per le aree agricole. Per una prima significativa parte di questi interventi furono stanziati 6,5 milioni di euro dal ministero, che avrebbero coperto gli interventi sulle aree agricole e parte di quelli sui parchi pubblici.
Nel 2008 è cambiato il Governo, e Paroli è diventato sindaco della città e deputato alla Camera: da allora a oggi, nonostante il doppio ruolo del primo cittadino e l’unità politica Pdl-Lega dalla Circoscrizione al Governo, passando per Comune, Provincia e Regione, tutto si è bloccato.
I 6,5 milioni si sono persi in procedure burocratiche fra ministero e Regione (fallimento della ditta incaricata, vincoli assurdi del patto di stabilità voluto da Tremonti…), tanto che nel novembre 2012 è stato presentato alla stampa come una grande novità un “accordo” con la Regione per lo sblocco di soli 1,2 milioni, di cui poi si è peraltro persa ogni traccia.
Gli interventi diretti del Comune si sono rivelati un disastro: fermi i lavori in via Nullo (la ditta che lavorava al parco di via Nullo è sotto processo per aver sversato abusivamente la terra inquinata in una cava della bassa), che sembra possano ricominciare forse soltanto nelle prossime settimane.
E se via Nullo si è persa nel nulla, peggio ancora va per il quartiere Primo Maggio, dove il parco di via Passo Gavia è ancora transennato; per la zona di via Sorbana, dove le aree verdi sono di fatto fruibili, nella più totale ambiguità; per tutti i privati che possiedono aree agricole o anche solo giardini, lasciati soli. In questo quadro il Pgt voluto da Paroli prevede anche nuove edificazioni proprio nell’area inquinata.
E l’agevolazione sulla ex Tarsu? Dal 2011 tutti i residenti della zona inquinata pagano di nuovo la tassa sui rifiuti, nonostante la bonifica sia ben lontana, e nonostante le proteste della popolazione e del Pd.
È necessario un cambiamento rapido: bisogna tornare ad essere autorevoli a Roma e in Lombardia, e in Comune affrontare la questione con più costanza e serietà, qualità che sono mancate in questi anni alla Giunta delle parole e degli annunci!

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