Cultura e musei cittadini, Emilio del Bono (Pd): ricominciamo da uno e valorizziamolo

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I musei cittadini sono troppi? O troppo poco valorizzati? “Ripartiamo da uno e valorizziamolo”. Questa in sostanza la proposta del candidato sindaco alla Loggia 2013 per il Partito Democratico Emilio Del Bono che sul suo sito internet (www.emiliodelbono.it) ha riportato una riflessione firmata da Angela Tomasoni sul futuro della cultura a Brescia.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

La “Brescia culturale” non è mai stata vacante; personaggi diversi, per appartenenza, per professione, per età, hanno contribuito al suo procedere nel tempo, con azioni, supporti, dibattiti, ma la “Brescia culturale” sembra aver perso nel tempo un po’ di smalto e lasciato qualcosa per strada.
Si è cercato, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, di richiamare l’attenzione su questa città che è sì di provincia, ma che ha risorse artistiche e culturali importanti, attraverso grandi eventi.
Migliaia e migliaia di persone hanno potuto ammirare capolavori provenienti dal mondo intero ma, forse, questi capolavori hanno offuscato i contenitori, le strade, i cortili, i percorsi. Partiamo da Santa Giulia: grazie ad un progetto Fio per la realizzazione del Museo della Città, negli anni ha visto ridurre i propri spazi per lasciarne alle grandi mostre: perché non rivalutare il progetto originale? Patrimonio dell’Unesco, patrimonio mondiale, un museo che possa mostrarsi nel suo complesso come la vetrina di una città, dove la storia e l’arte si respirano a pieni polmoni, e dove i visitatori vengano accolti da strutture funzionali, dove trascorrere il tempo, bere un caffè, fare uno spuntino, leggere un libro o un giornale. Un museo che sia parte della vita della città, che appartenga a cittadini orgogliosi di possederlo. E la Pinacoteca? Coinvolgiamo i bresciani, facciamo loro seguire i progressi dei lavori, cerchiamo di trasformare un problema in una opportunità. Il Castello? Meraviglioso spazio ricco di verde, di storia, di atmosfera. Vero e proprio complesso museale…..sulla carta: e il Museo delle Armi? E il Museo del Risorgimento? E il Piccolo Miglio? Proviamo a “ricominciare da uno”, con una strategia organizzativa e strutturale dalla visione più ampia, legata in primo luogo alla particolarizzazione delle diverse realtà e, nel contempo,ad una ragionata gestione e comunicazione complessiva. Il Museo di Scienze? Praticamente abbandonato, obsoleto. Il Museo Internazionale di fotografia? Affidato alle cure di volontari, trascinati dalla passione storica di Sorlini. Il Museo dell’Industria? Il Museo d’Arte Contemporanea? Il Museo del Design? Non possiamo lasciare che continuino ad essere occasioni mancate. Le risorse economiche sono minime, quasi inesistenti: valutiamo cosa si può recuperare, cosa salvare e a cosa rinunciare. Facciamo partire la forza, la creatività, l’intuizione dei bresciani: Insieme ricominciamo da uno.

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  1. Brescia culturale non è vacante, ma è stata "mandata in vacca" dall’amministrazione Paroli. Vedasi mostra Maya: in bresciano maia e bef ale spale dei citadì.

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