Bettoni: gas dalle valli bresciane? E’ una delle sfide del futuro

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(a.m.) Qualche mese fa negli Stati Uniti hanno dato autorizzazione all’estrazione del gas di scisto, o shale gas, gas metano intrappolato tra le rocce del sottosuolo. La sua estrazione avviene tramite la discussa tecnica del fracking, che prevede l’utilizzo di sostanze chimiche nel processo, per liberare i depositi fossili trattenuti nel sottosuolo. La continua necessità di energia e la certezza che petrolio, carbone e nucleare non sono più sufficienti ha portato gli Usa a dire sì, nonostante i dubbi che la tecnica ancora solleva dal punto di vista ambientale. L’Unione Europea ha detto no e di conseguenza l’Italia anche. La ragione? L’uso degli agenti chimici che un giorno, migliorando la tecnologia, non saranno più necessari. Sta di fatto che estrarre gas dalle montagne ridurrebbe di tanto la bolletta energetica, ma non solo, favorirebbe anche la ripresa industriale in tempi molto più rapidi (si prevede che i giacimenti di gas tra le rocce del sottosuolo americano permetteranno al paese di raggiungere l’indipendenza energetica intorno al 2030).

E lo sa bene anche Francesco Bettoni, presidente della Camera di Commercio di Brescia che è convinto di come tra un paio d’anni gli Usa ricominceranno a viaggiare a gran velocità, trascinando con sé anche l’Europa. D’accordo sulla crescita Usa, ma poco d’accordo sulla scelta dell’UE di dire no alla tecnologia. "Ci dicono che siamo la città più inquinata d’Europa, abbiamo siti spaventosi e non solo a Brescia. In Italia abbiamo messo rifiuti persino sotto la grotta azzurra, abbiamo discariche ovunque, ma quando si tratta di attingere al gas che abbiamo fuori dalla porta di casa, dalle Dolomiti ma anche dalla stesse valli bresciane, sembriamo quasi schifati. L’Inghilterra ha già detto di sì, Polonia e Ucraina quasi non ci credono di poter divenire indipendenti a livello energetico… In ogni caso", conclude, "sono certo che l’ondata di ripresa degli Usa contagerà anche il nostro Paese e ci sarà una grande crescita nei prossimi anni".  

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  1. Questa volta il nostro Bettoni punta direttamente al Nobel, perchè tra "ondata di ripresa che contagerà l’Italia" e direttrice peresguibile di "autonomia energetica" non c’è nessun altro sul pianeta che si sia così sbilanciato. O magari si prepara solo a scrivere e parlare in quartine per emulare e possibilmente superare Nostradamus…

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