A Lonato riflessioni sulla malattia mentale con le autrici del libro “Passi bianchi e silenziosi”

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Le autrici del libro “Passi bianchi e silenziosi” Anita Ledinski e Francesca Gardenato presentano una serata-testimonianza in comune a Lonato del Garda, questo mercoledì 23 gennaio alle 20.45, con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato ai Servizi sociali. È l’ultimo appuntamento della 55° Fiera regionale di Lonato del Garda, un incontro per riflettere sul disagio della malattia mentale e le difficoltà di chi lavora a stretto contatto con pazienti psichiatrici in luoghi di riabilitazione come l’Opg di Castiglione d/S, prossimo alla chiusura.Mercoledì 23 nella Sala del Celesti presso il Municipio di Lonato del Garda, in piazza Martiri della libertà, le voci recitanti di Paola Bignotti e Angela Tizzano accompagneranno la presentazione di Francesca e Anita, con l’introduzione dell’assessore ai Servizi sociali Ettore Prandini.

 

 Anita Ledinski, operatrice sociosanitaria (oss), da quasi otto anni trascorre le sue giornate fra le pazienti dell’Opg di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano. Con l’aiuto e la penna della giornalista Francesca Gardenato, prova a spiegarci cosa significhi assistere persone malate di mente. È un racconto avvincente, che racchiude altre storie: la narrazione presenta varie situazioni di reparto, tutte vissute in prima persona, le sensazioni e le difficoltà personali, ma anche le esperienze e gli stati d’animo di pazienti e colleghi operatori. Anita svela tormenti, dubbi, emozioni e vicissitudini che quotidianamente deve affrontare in questo luogo di malattia e di cura. Descrive anche il rapporto di fiducia simbiotico che si crea fra chi deve condividere la maggior parte della propria esistenza tra le mura dell’Opg e chi può alleviare la sofferenza.

Quello che ne esce è un quadro di assoluta umanità, insieme profondo e lieve, un microcosmo in cui i muri dei pregiudizi vengono abbattuti e la comprensione reciproca diventa l’unico linguaggio possibile. Con “Passi bianchi e silenziosi” Anita e Francesca offrono quindi una testimonianza che restituisce dignità e un tratto umano a tante persone, pazienti in primis.

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