Brescia mobilità risponde a Legambiente: “Idonee polizze assicurative sono state contratte fin dall’inizio del cantiere”

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Non tarda ad arrivare la risposta alle affermazioni e ai dubbi sollevati dal sig. Balotta di Legambiente, sugli organi di stampa, che coinvolgono Brescia Mobilità, Brescia Trasporti e Metro Brescia. Riguardo all’accusa che i ritardi della metro fossero dovuti alla mancanza di assicurazione le società sottolineano che "Idonee polizze assicurative sono state  contratte fin dall’inizio del cantiere, così come la decennale postuma oggetto della garanzia verso i difetti di costruzione per i prossimi 10 anni di esercizio".

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Per quanto riguarda l’ipotesi che gli impianti della metropolitana non abbiano copertura assicurativa, precisiamo essere una valutazione priva di fondamento alcuno. Idonee polizze assicurative sono state  contratte fin dall’inizio del cantiere, così come la decennale postuma oggetto della garanzia verso i difetti di costruzione per i prossimi 10 anni di esercizio. Tali polizze sono state e sono a carico dell’ATI costruttrice, che ha oltretutto costituito la società di gestione e manutenzione Metro Brescia. Non va fatta confusione tra i vari ruoli: al costruttore spettano le polizze inerenti la costruzione e l’esercizio provvisorio fino al prossimo avvio con il pubblico; al proprietario dell’opera (Brescia Infrastrutture) le polizze attinenti la proprietà a partire dalla consegna dell’opera finita, a Metrobrescia le polizze sulla gestione e a tutela dei passeggeri dalla data della partenza dell’esercizio.

In merito invece al definito “carrozzone Apam”, in data 7 settembre 2012 è avvenuta la cessione, da parte di ATM Milano, della propria partecipazione in NTL a Bergamo e Brescia, che detengono così, in esclusiva,  lo strumento societario che si è aggiudicato la quota del 45% di APAM Esercizio spa, società che gestisce il trasporto pubblico locale di Mantova e provincia, anche con destinazione Brescia. Va precisato innanzitutto di come si stia parlando di una società con risultati in utile e non in perdita come erroneamente asserito. L’acquisizione, inoltre, risponde ad una logica d’integrazione di rete, sinergie e risparmi su larga scala che va proprio nella direttrice dell’ottimizzazione delle risorse, ormai sempre più scarse, in un comparto così importante per il territorio quale è quello del trasporto pubblico, così caro a Legambiente. Non ultimo, ricordiamo di come si tratti altresì di un’ulteriore tappa del percorso di aggregazione tra società lombarde di trasporto pubblico locale anche in vista delle prossime gare per la gestione dei bacini unici del TPL in Lombardia.

Per quanto riguarda infine il giudizio espresso sull’inopportunità di “lasciare” al pubblico la gestione di grandi infrastrutture o servizi, quali la metropolitana di Brescia, desideriamo sottolineare, con orgoglio, come le società pubbliche del Comune di Brescia, ASM in testa, abbiano da sempre, anche nella fase realizzativa, dato dimostrazione di avvedutezza, competenza ed innovazione, ed in particolare sui “grandi progetti e le grandi opere”, esemplari per questa città e spesso motivo di vanto per i nostri concittadini quando si confrontano con persone di altre realtà. I bilanci sempre in utile per il nostro Gruppo dimostrano, senza bisogno di ulteriori parole, che questa qualità è stata ottenuta e si continua ad ottenere sempre con un occhio attento all’efficienza aziendale e al risparmio.

Metropolitana e trasporto pubblico necessitano di indiscutibile sicurezza (per i clienti e le maestranze, per i consumi e le emissioni) e alta qualità delle opere prestate. In questo servizio rivolto alla collettività come in altri (senza arrivare a doverci riferire alla gestione del servizio idrico) la presenza pubblica è spesso una garanzia in più per la sicurezza, in primis, ma anche per la qualità del servizio erogato. 

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  1. Acquisizione della mantovana APAM come ottimizzazione delle scarse risorse e aggregazione tra società lombarde in vista di prossime gare ? Infatti, se ne è uscita proprio l’ATM milanese non ritenendo la partecipazione strategica e incassando un bel gruzzoletto, quello sì strategico di questi tempi. Avvedutezza, competenza e innovazione finiscono con ASM e con la sua pluridecennale storia. Quanto all’occhio attento alla parola risparmio, l’affermazione è smentita dal piano finanziario del progetto Metrobus e dalle inquietanti prospettive del piano gestionale. Ma coltiviamo una speranza, perchè il tutto sarà in mano a Ettore Fermi: un nome, una garanzia…

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