Loggia, primo consiglio in diretta web. E’ subito polemica sulla scissione del Pdl

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E’ iniziato con oltre 30 minuti di ritardo il consiglio comunale di oggi in Loggia. Il primo della storia di Brescia trasmesso in diretta streaming sul sito istituzionale (con qualche problema tecnico sull’audio per i primi minuti). La seduta si è aperta con la comunicazione della presidente del consiglio comunale Simona Bordonali sull’uscita di Angelo Piovanelli dal gruppo Pdl (passato al Gruppo Misto). Quindi ha preso la parola Claudio Bragaglio (Pd).

“Ci sono sei consiglieri, sette se si conta la collega Ferrari che si sta predisponendo ad organizzare una civica, che hanno lasciato il gruppo del Popolo della libertà”, ha detto l’esponente del Partito democratico, “un fatto che ha un riflesso istituzionale nella conferenza dei capigruppo, ma che ha anche una valenza politica. Non si può tacere in quest’aula la nuova conformazione di un gruppo sostanzialmente dimezzato. Questa è una maggioranza sfasciata che non ha nemmeno il coraggio di rendere esplicito questo passaggio”.

A rispondere è stato il sindaco Adriano Paroli, che ha bollato le parole di Bragaglio come “banalità e insulti”. “Lei”, ha ribattuto il primo cittadino, “siede in questo consiglio da oltre 20 anni e fu parte della forza che ricattò la città e il sindaco Panella minacciando elezioni anticipate a tutti i costi se sindaco non fosse stato dato all’allora Pds. Questo accadde. E questo è il vostro metodo. Quanto alla scelta di Piovanelli, la trovo comprensibile. Come non è un mistero che nel Pdl ci sia stata una scissione nazionale che ha portato alla nascita di Fratelli d’Italia. In Loggia il gruppo Pdl deciderà come muoversi, se differenziare i gruppi o costituirne uno articolato. Ma la questione non nasce da problemi locali. E’ comunque singolare”, ha aggiunto Paroli, “che a muoverci certe accuse sia proprio Bragaglio: non è ancora chiaro se lei faccia parte o meno del gruppo Pd. Eravamo rimasti alla sua sospensione e alla successiva riammissione a patto che presentasse delle scuse. Lì ci siamo fermati. Se anche lei volesse darci qualche spiegazione ne saremmo lieti”.

Quindi ha preso la parola il leghista Nicola Gallizioli che ha rivendicato la coerenza del suo gruppo: “Abbiamo sostenuto Paroli in maniera granitica”, ha spiegato, “e oggi siamo virtualmente il gruppo più numeroso tra quelli che sostengono il sindaco. Credo che usciremo dalle prossime regionali come il principale partito dall’alleanza e da qui dobbiamo partire per costruire un nuovo progetto”.

“Credo che nei prossimi giorni la conferenza dei capigruppo dovrà prendere delle decisioni”, ha commentato l’Udc Andrea Bonetti, “lo farà nel pieno rispetto delle regole e delle procedure”.

“La questione riguarda anche l’assetto delle commissioni e le presidenze”, ha sottolineato Donatella Albini (Sel), “ma è anche politica. Gallizioli si è comunque dimenticato che un posto vuoto c’è anche nella Lega, perché un consigliere comunale (Marelli, ndr) è indagato sulla questione dei rimborsi elettorali in Regione”.

“Il sindaco”, ha quindi incalzato Emilio Del Bono, “afferma che la disgregazione del Pdl non è una questione istituzionale e deriva solo da logiche nazionali. Questo vale per Fratelli d’Italia, non per tutte le fuoriuscite precedenti come Agnellini, Acri, Recupero. Per quanto riguarda il Pd”, ha aggiunto, “siamo ormai il principale gruppo di quest’aula e, al di là delle dinamiche interne, non ci siamo mai rotti. Nella maggioranza comunque”, ha continuato l’ex deputato, “il problema principale, come rilevato da Gallizioli, è chi sono gli interlocutori della Lega”.

“Il dibattito di oggi ha rasentato il ridicolo”, ha affermato Luigi Recupero (Ali), “questa maggioranza è nata da un accordo nazionale: dal 2008 a oggi il centrodestra è cambiato: non ha più la leadership, la compattezza e una prospettiva chiara per il futuro. Quanto avviene in quest’aula è il frutto di un processo inevitabile”.

“Non daremo a Bragaglio alcuna spiegazione politica”, ha risposto Mariachiara Fornasari a nome del Pdl, “quel che accade nel nostro partito riguarda solo noi. A prescindere dall’assetto che decideremo di assumere, comunque, nulla cambierà all’interno della maggioranza. La stabilità del sindaco rimarrà invariata”.

A seguire l’intervento di Angelo Piovanelli, la cui fuoriuscita dal Pdl (per sostenere Albertini in Regione) ha fornito l’occasione per il dibattito. “Brescia”, ha sottolineato, “si appresta a rinnovare la propria amministrazione, con un bilancio di questa maggioranza che credo di poter definire positivo. Paroli ha saputo mantenere una coesione sociale e questo non è marginale. Si poteva fare di più e meglio. Ma per discutere di alleanze è necessario aspettare l’esito delle elezioni. Comunque il 27 noi presenteremo la lista e saremo in campo anche alle prossime amministrative”. 

 

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  1. Apprendiamo dai suoi soci del (ex) PDL che l’unico merito di Paroli è aver mantenuto la coesione sociale. Come dire che, visto il lungo elenco delle cose non fatte e di quelle fatte male, i cittadini avrebbero potuto anche arrivare con i forconi in Piazza Loggia. E’andata bene, contenti loro…

  2. Bella iniziativa la diretta streaming. Permette ai cittadini di sentire e vedere cosa succede all’interno del “palazzo”. E di poterlo vedere anche in differita se non ci riesci perché, magari stai lavorando… o hai altro da fare. Buon esempio di trasparenza. Oltretutto riesci anche a vedere chi c’è e chi no, chi se ne va a spasso, chi interviene o chi, magari dorme. E magari dorme seduta dopo seduta, senza mai intervenire.
    Sul consiglio di ieri: peccato per i problemi tecnici iniziali… ma era la prima volta. Sull puntualità: concordo…. 40 minuti di cartello “aspettiamo l’inizio” mi paiono un po’ troppi. E poi… diciamola tutta: se c’è stato un dibattito su tali argomenti è grazie a Bragaglio, che pur “silenziato” all’inizio (cause tecniche eh) ha fatto partire la discussione. Mi chiedo proprio se ci sarebbe stata discussione in merito, altrimenti.

  3. E’ interessante assistere al fervore con il quale i nostri rappresentanti si rinfacciano ogni quanto devono cambiarsi le mutande.

  4. Si, è interessante. E potrebbe farci capire se se le cambiano oppure no. Oltre a farci capire se capiscono qualcosa di quello di cui parlano. O se sono lì a scaldare la sedia… quando ci sono a scaldarla.

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