Operazione “Vento d’Oriente”, arrestate 16 persone della mafia cinese

0

L’operazione si chiama «Vento d’Oriente» ed ha portato la Polizia Locale di Brescia in collaborazione con Guardia di Finanza e su delega del procuratore aggiunto Sandro Raimondi, a infliggere un duro colpo alla Mafia cinese. L’indagine ha individuato una famiglia orientale che gestiva diversi centri massaggi della città, dove veniva perpetrato lo sfruttamento di giovani. Secondo la ricostruzione del Corriere sono 16 le persone denunciate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e associazione a delinquere di stampo mafioso. Oltre agli arresti sono stati sequestrati: oltre 300 mila euro in contanti, preziosi e orologi di valore stimato in 135 mila euro, automobili di grossa cilindrata per circa 150 mila, conti correnti e depositi in varie banche per circa 200 mila e innumerevoli immobili per oltre un milione e mezzo di euro di valore.

Comments

comments

1 COMMENT

  1. Conti correnti e depositi in varie banche, che ovviamente non segnalavano le "operazioni sospette" come la normativa anririclaggio prevede nientemeno che dal lontano 1991 (legge ideata da Giovanni Falcone per aggredire i patrimoni finanziari della malavita organizzata). Altra "perla" del sistema bancario italiota.

  2. La notizia è incompleta e di scarsi interesse ed efficacia se non corredata da nome (del locale, la sua ragione sociale, non delle persone fisiche)e indirizzo di ognuno degli otto centri di prostituzione chiusi e sequestrati da Guardia di Finanza e Polizia Locale (che, salvo errori, andrebbero ad aggiungersi ai quattro che hanno subito eguale sorte il 18 gennaio c.a.). Esiste forse un diritto alla privacy anche per i locali in cui sono reiteratamente commessi reati?
    Potreste quindi completare la notizia già data con le informazioni mancanti?

LEAVE A REPLY