Lo spirito di Desenzano nelle foto e nell’arte

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Dal 10 febbraio nella galleria civica di Desenzano saranno esposte le fotografie di Togazzari e le opere di Ferro. Giornalista, scrittore, profondo conoscitore di storia locale e del nostro lago, Tullio Ferro è meno conosciuto come poliedrico artista. All’insaputa di quasi tutti celava nella sua abitazione una collezione di statuette di grande espressività da lui realizzate, le “Tavine”. Da instancabile ricercatore di vicende antiche, Ferro ha narrato la storia della ninfa Tavine “glauca il pié verde la chioma, argento e d’oro il petto” che visse molto tempo addietro sulle rive del Lago di Garda, suscitando ammirazione per la sua bellezza. L’affabulatore desenzanese si è rifatto al poema “De hortorum cultura” di Giuseppe Milio Voltolina, il quale nacque a Salò e visse tra il 1536 ed il 1580. E vicino alle opere le immagini di Maceo Togazzari  che nel 1930 lasciava Lodi ed un prestigioso incarico direttivo della Banca Popolare per trasferirsi a Desenzano del Garda, città già nota per la sua bellezza.Era stato suo cugino Napoleone Marchetti, che aveva intrapreso una attività commerciale a Desenzano, a fornirgli le informazioni sulla città. Poi l’animo artistico dell’appassionato fotografo prevalse e lo portò a stabilirsi, con la moglie Maria, nel nostro paese dove prese casa e bottega in riva al lago.La sua vena artistica si espresse nelle fotografie formando, nel tempo, un poderoso archivio che documenta sia il progredire dell’arte fotografica che la trasformazione della città.Ebbe due figli, Marcello e Lucio: il primo tenne aperta l’attività, passandola poi al nipote  Giuliano, mentre il secondo ha fatto carriera in una grande azienda a Brescia dove vive tutt’ora. Giuliano, con profondo affetto, mantiene viva la fama del nonno distribuendo ad amici e conoscenti copie delle sue foto. Da queste immagini è nata la mostra allestita oggi in galleria civica, che esprime sia il lato artistico che quello documentaristico di una Desenzano che non c’è più, ma nella quale la comunità attuale può ancora riconoscersi e provare sensazioni di grata condivisione e di appartenenza. Desenzano vive anche attraverso queste immagini.

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