Niente più macello a Manerbio? Il candidato alle regionali Zaltieri è contrario

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Con un comunicato il candidato alle regionali Renato Zaltieri, già segretario generale della Cisl di Brescia, è tornato sulla questione del macello di Manerbio per esprimere la propria contrarietà all’annuncio del Gruppo Pini di voler rinunciare al progetto.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

L’annuncio del Gruppo Pini di voler abbandonare il progetto di un insediamento produttivo a Manerbio può far felice solo degli irresponsabili. In una situazione economica e occupazionale come quella che stiamo vivendo, fare le barricate contro chi vuole creare opportunità di lavoro è inconcepibile. Io per primo chiedo al Gruppo Pini un piano industriale dettagliato e garanzie non solo sul numero dei posti di lavoro potenziali ma anche sulla natura dei contratti di lavoro che intenderebbe applicare. Si mettano da parte i fanatismi e i processi alle intenzioni, e ci si confronti sulla realtà delle cose. L’insediamento produttivo a Manerbio sarebbe anche un valore aggiunto per gli allevatori suinicoli bresciani, alle prese con costi pesanti per l’adeguamento dei loro impianti alle normative più recenti in materia di benessere animale. Per tutte queste ragioni mi faccio promotore di un appello al Gruppo Pini perché riveda la decisione di abbandonare il progetto del macello a Manerbio. Invito e sollecito le Istituzioni e la politica bresciana a mettere da parte le divisioni e ad unire le forze per rendere possibile, in tempi certi e a condizioni chiare, la realizzazione dell’opera.

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  1. Ci si lamenta della mancanza di lavoro, ma quando si presenta l’occasione per averlo si ostacolano in tutti i modi le iniziative. Dove volete che si faccia il macello? All’estero? Oltre che un danno per l’occupazione un danno per l’economia del Paese!

  2. Tutti belli e bravi gli imprenditori con lo spauracchio del lavoro in mano. Vogliamo dire una volta per tutte che non esiste nessun tipo di norma che obblighi un’impresa ad assumere manodopera locale? Quindi già il cardine dei posti di lavori distribuiti sulla zona di insedimaneto è una favola bella e buona. Vogliamo dire una volta per tutte che lo sviluppo deve essere sostenibile? O tra venti anni cercheremo campagna dove coltivare in Romania?

  3. Con questa politica dedita alla estorsione fiscale nessuno riuscirebbe a sostenere onestamente una azienda. Meglio restare chiusi e onesti. Non fate il gioco di questa accozzaglia di fancazzisti. Sarebbero poi i primi a condannarvi con i loro mezzi mediatici e la catechizzazione dei loro tesserati e iscritti.

  4. Smettiamola con questa demagogia della politica se un imprenditore con i suoi sodi vuole investire in un progetto in regola con tutte le leggi di sicurezza e quant’altro va supportato ben venga un posto di lavoro in più è manna dal cielo. Ma se si vogliono eliminare le tutele di legge con in cambio il posto di lavoro non va bene. Quindi mi sembra semplice la questione, ma non vorrei che sotto ci sia ancora qualche richiesta di tangente o sono fuori strada?????

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