Folk songs, la musica di Luciano Berio

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Avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. Questo l’obiettivo condiviso dalla Fondazione del Teatro Grande e dall’ensemble Sentieri selvaggi che nella prima parte della Stagione 2013 prevede due appuntamenti. Il primo, Folk Songs, sarà mercoledì 6 febbraio alle 21.00 e sarà un concerto dedicato alla musica del compositore italiano d’avanguardia Luciano Berio nell’anno in cui ricorrono i 10 anni dalla morte.

Nel concerto del 6 febbraio si esibirà come voce solista Cristina Zavalloni, una delle più talentuose voci italiane. Con Cristina Zavalloni, complice di tante avventure nei linguaggi della musica contemporanea, Sentieri selvaggi affronta uno dei più sconvolgenti, rivoluzionari e lungimiranti capolavori del secolo appena trascorso, ossia Folk Songs di Berio nella versione per voce e orchestra del 1973: un potente affresco che affonda le sue radici nella affascinante molteplicità del canto popolare, proiettando melodie antichissime in una dimensione sempre parallela al tempo presente.

Scritti da Berio nel 1964, su di una suggestione di Cathy Berberian, ed eseguiti poco prima della fine della loro unione matrimoniale, i brani si snodano tra vere e proprie canzoni popolari – dalla tradizione statunitense, sarda, occitana – e comprendono anche due i brani legati alle radici armene della cantante americana, Loosing Yelav (armeno) e Azerbajan Love Songs (un ciclo di canti tradizionali dell’Azerbajan). A questi, Berio ha aggiunto alcuni ‘falsi-storici’, Ballo e La donna ideale, a rivendicazione della possibilità, anch’essa offerta dall’arte, di fare sembrare “naturale” ciò che è puro artificio.

“Ho incontrato Berio poco prima che morisse”, racconta Cristina Zavalloni – la prima cantante a porsi come interprete unica dei song, dopo Cathy Berberian, giacché Berio riteneva ogni altro interprete inadatto all’esecuzione integrale del ciclo. “Assieme al pianista Andrea Rebaudengo, gli facemmo sentire le sue 4 Canzoni Popolari, che avremmo inciso di lì a poco. Era il 2003, l’anno in cui misi in scena l’omaggio alla Berberian a Reggio Emilia, per il ventennale dalla morte. Fu un bell’incontro, nell’Auditorium del Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Mi chiese di cantare anche altre cose, brani dal mio repertorio jazz. Era affascinato dalla mia versatilità. Alla fine mi disse che sperava avremmo fatto grandi cose insieme. Poi morì di lì a poco. Sono stata fortunata a incontrarlo, appena in tempo.“ …. “In Folk Songs, il recupero dell’elemento terreno, emozionale dal repertorio di matrice folclorica, praticato sin da inizio Novecento da molti compositori si sposa a una sorta di riflessione sulla musica. Il risultato, di fatto, è in pieno contrasto con la tendenza, accentuata negli anni ’60 e ’70, di scarnificare gli strumenti dal loro potere evocativo, trasformandoli in puro suono; un esercizio che, applicato alla voce, risulta particolarmente estremo, perché la voce è lo strumento espressivo per eccellenza".

Nello spettacolo del 6 febbraio per L’Ensemble Sentieri selvaggi si esibiranno Paola Fre al flauto, Mirco Ghirardini al clarinetto, Andrea Dulbecco e Luca Gusella alle percussioni, Elena Gorna all’arpa, al violino e alla viola Piercarlo Sacco e al violoncello Aya Shimura. I musicisti saranno coordinati dalla direzione del Maestro Carlo Boccadoro.

I biglietti sono in vendita sui siti teatrogrande.it e vivaticket.it e alla Biglietteria del Teatro Grande (apertura: dal martedì al venerdì dalle 13.30 alle 19.00 e il sabato dalle 15.30 alle 19.00).

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