Scuole in città tra le peggiori della Lombardia: «Sos Scuola» chiede le dimissioni di Arcai

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(a.c.) Le classifiche contano, non solo nel campionato di calcio. Ne sa qualcosa, proprio in questi giorni, l’assessore all’Istruzione Andrea Arcai, del quale il comitato «Sos Scuola» chiede a gran voce le dimissioni (che sarebbero in qualche modo simboliche, visto che fra poco si andrà a nuove elezioni) in seguito alla pubblicazione della classifica della qualità delle scuole lombarde dei comuni sopra i 20mila abitanti.

Secondo "Tuttoscuola" il sistema scolastico cittadino occuperebbe la 64° posizione su 68 (leggi la notizia, clicca su questo link). Inaccettabile secondo il comitato «Sos Scuola», che si è riunito in un’assemblea pubblica tenutasi ieri presso l’istituto Bettinzoli. La situazione è grave, dicono, con la carenza di interventi di manutenzione nelle scuole, bagni fatiscenti, laboratori informatici inutilizzabili per mancanza di assistenza e aggiornamenti, barriere architettoniche che ancora impediscono l’accesso ai piani alti di alcuni disabili, e sempre meno risorse destinate all’istruzione. Il tutto mentre «si buttano via soldi per il Bigio e la pensilina».

La parola passa all’assessore. 

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  1. Chiedete a qualsiasi utente delle scuole bresciane e/o italiane (insegnanti, studenti, genitori) com’è la situazione reale. Tagli di 8 miliardi hanno ridotto la scuola ad uno schifo che si trascina a solo merito di chi stringe i denti e fa il proprio dovere. Mancano mezzi per ogni attività. Evviva la scuola privata finaziata sempre più da berlusconi-lega e da Monti…qs la semplice verità. Distruggere la scuola pubblica e finaziare i preti ed i truffatori dei diplomifici a pagamento per abbienti zucconi (La gelmini che si laurea in Calabria …)

  2. Basterebbe vedere chi sta DIETRO la sigla di "SOS Scuola" per capire tutto e come la pensano questi SINISTRI e CGILotti !!!!

  3. Non svicoliamo: il problema specifico è quello dell’edilizia scolastica anch’esso da tempo finito nel mirino dei cosiddetti tagli trasversali (-20%) e poi della spending review che hanno coinvolto le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli. Basti pensare che due miliardi di fondi deliberati nel 2009 e confermati nella Finanziaria 2010 non sono mai usciti ad oggi dalle casse dello Stato. Anche Brescia non fa eccezione per le sue competenze specifiche, ma è certo e assodato che troppe migliaia euro sono stati mal destinati e ancor peggio spesi dall’Amministrazione Parolfi, distintasi per improvvisazione e dilettantismo.

  4. NO … on ci sto : prova mettere SOS SCUOLA BRESCIA in google e ti escono le fotografie e le info delle manifestazioni di SOS Scuola … e capisci subito da che parte stanno !!! Anche perchè assieme a SOS Scuola da google esce anche MAGAZZINO47 !!! Che strana coincidenza …..

    Che ARCAI non sia un "illuminato" lo sappiamo … tutti abbiamo dei limiti, ma che la scuola bresciana sia un disastro sappiamo anche perchè …
    L’ insegnante del Calini in una delle fotografie di SOS Scuola è stato insegnante di mia figlia e và sempre a scuola con IL MANIFESTO, L’ UNITA’ e IL FATTO QUOTIDIANO !!!! Questo è il disastro della scuola italiana !

  5. Invece se un insegnante va a scuola con la Padania, Il Giornale e Libero è tutto a posto ? Non diciamo sciocchezze: la scuola è finita da quando gli insegnanti non sono stati più abilitati con rigore e selezione (concorsi pubblici nazionali). Ed è finita da quando al centro dell’istruzione non è stata più scritta la parola cultura, ma le parole conoscenze e (blandamente) competenze, anche qui senza più il rigore nella selezione dei più meritevoli. Ed è finita infine quando le famiglie anzichè prendere a sberle i pargoli fannulloni hanno cominciato a dire che se i ragazzi sono degli asini la colpa è solo degli insegnanti, sottraendosi in realtà alle loro responsabilità di genitori ed educatori. Un bel mix di concause…

  6. Concordo totalmente con l’ultimo scritto. Non mi manca l’esperienza avendo insegnato per quarant’anni in istituti superiori bresciani. Aggiungo che la scuola italiana è zeppa di "insegnanti" che sono soliti dire: "…per quel che mi pagano, faccio fin troppo…" Nessuno di loro, però, si è mai sognato di mettersi alla prova fuori dell’accogliente nido pubblico. Li ho sempre visti con disgusto.

  7. I guai della scuola non sono tutti imputabili ad Arcai(che sarebbe un padreteno ,in tal caso), ma all’incuria assodata dei governi di vario colore ed ai nefasti attori del 1968 e dintorni, che , hic et nunc, con faccia tosta continuano a parlarsi addosso.Con "per mancanza di assistenza e aggiornamenti" non è che hanno qualcuno da sistemare, lucrosamente, nel settore? Comunque, un po’ di dignità, all’istituzione scolastica, resta: Il trota la laurea è dovuto andare a comprarsela in Albania

  8. Ma non raccontiamoci c*****e. Il mio primo giorni di I.T.I.S. nel lontano 1977 era inziato con un picchetto ed una manifestazione studentesca perchè mancavano le aule. Da allora ad oggi non è cambiato nulla. L’ingresso della scuola sembrava la sede del partito comunista cinese. Brutti ricordi di una scuola che invece di insegnare faceva politica. E non era nemmeno la peggiore. Immagino le altre!

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