Apostoli (Civica Ambrosoli): voto disgiunto in Lombardia? Non inciucio ma patriottismo costituzionale

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“Il voto disgiunto in Lombardia non è un inciucio, ma un gesto di patriottismo costituzionale”. Così Adriana Apostoli, docente di diritto costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza dell’università statale di Brescia e candidata nella Lista Civica per Ambrosoli alle elezioni regionali di fine febbraio, apre un appello pubblico in favore del voto all’avvocato milanese candidato del centro sinistra, Umberto Ambrosoli, contro il leader della Lega e del centrodestra, Roberto Maroni.

La nostra Costituzione difende l’integrità territoriale, l’unità del Paese mentre con l’ipotesi secessionista della macroregione del Nord, tanto cara a Maroni e a tutto il centro destra, in una fase delicata come l’attuale, sarebbe una scelta devastante e anticostituzionale. “Senza contare che Maroni è stato ministro dell’Interno in un Governo che ha subito bocciature, anche sotto il profilo giuridico e non solo politico, dalla Ue in giù: fino a alcune scelte amministrative di qualche comune cassate dai tribunali regionali”, ha continuato Apostoli e il riferimento corre sia ai respingimenti anti- immigrazione, sia ai bonus bebè di cui si ha memoria locale.

Lo stesso leader Mario Monti, ma anche il suo candidato in Lombardia, Gabriele Albertini, prosegue l’appello lanciato da Adriana Apostoli nel corso di un incontro con la stampa, “capisce, anche se non lo può affermare pubblicamente, il vantaggio di una scelta di discontinuità nel governo regionale che oggi andrebbe a premiere la coesione, la solidarietà e la trasparenza, tutte quelle politiche di inclusione contrastate fino ad oggi dal centrodestra”.

Nessun tradimento, dunque, con il voto disgiunto che peraltro è previsto dalla legge elettorale regionale. In fondo il “sacrificio di un candidato, non collocato in pole position, premierebbe una vittoria storica sul centrodestra dopo quasi vent’anni di oligarchia forza-leghista” conclude la bresciana Apostoli, mettendo in evidenza che si tratterrebbe anche di una affermazione più netta del civismo, rispetto agli apparati dei partiti.

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  1. Sintesi: anche se la pensate diversamente da noi, votateci, perche’ siamo i migliori fichi del bigoncio. Da una costituzionalista ci si sarebbe aspettati di meglio, ma, ormai, cosi’ siamo ridotti.

  2. In un paese veramente democratico tutto è opinabile e modificabile: anche la costituzione.
    Poi mi piacerebbe sapere quanti sono i costituzionalisti in servizio (dipendenti pubblici), ed il relativo costo annuo pro-capite. E’ una curiosità perchè se la costituzione non è modificabile (se non per piccolissime ed ininfluenti modifiche), non ne dovrebbero servire così tanti.

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