Istruzione e formazione in Lombardia, Bonardi (Fdi): maggior sussidiarietà e vicinanza col mondo del lavoro

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Interviene Flavio Bonradi sul sistema di istruzione e formazione della Lombardia, un sistema ritenuto "sicuramente una delle eccellenze italiane e al passo con i sistemi europei". Ma secondo il candidato di Fratelli d’Italia c’è ancora da fare e "Il programma di gestione della Regione Lombardia per il quinquennio 2013-2018 dovrà prevedere  un aumento della sussidiarietà (con il sistema della dote), offrendo sempre più la possibilità alle famiglie di scegliere l’Istituto scolastico o il Centro di formazione più rispondente alle aspettative del giovane, dando priorità alle richieste provenienti dalle aziende lombarde. Una delle peculiarità del futuro sistema scolastico sarà quella di  consentire  di rinsaldare il legame tra il mondo della scuola (istruzione e formazione professionale) e il mondo del lavoro, arrivando ad un nuovo “sistema duale”, già utilizzato in modo efficace ed efficiente nella FP (Formazione Professionale), che sia caratterizzato proprio dall’integrazione tra teoria e pratica. I programmi scolastici e di formazione dovranno tener conto delle esigenze del sistema economico non solo Lombardo ma Europeo. La stessa UE promuove sempre più questo tipo di modello che rappresenta un fattore di successo per molti Paesi in quanto crea una vera sinergia fra le esigenze delle aziende e l’offerta formativa delle scuole. Nella stessa ottica andrà rivisto anche il sistema di accreditamento degli Enti di Formazione, con l’intento di migliorare la qualità dei servizi erogati, mettendo al centro il giovane e quindi la persona e rendendo così i centri di formazione sempre più luogo di eccellenza e di crescita professionale oltre che umana. L’impegno di Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale – sarà anche quello di attuare concretamente il “Quadro Europeo delle Qualifiche e dei Titoli per l’Apprendimento Permanente” (EQF), con l’obiettivo di equiparare sempre più i livelli dei titoli di studio all’interno dei Paesi membri dell’Unione".

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  1. Buone intenzioni, sicuramente lodevoli. Peccato che nell’era formigoniana si sia dato sitematicamente seguito alla privatizzazione dell’istruzione a qualsiasi livello distogliendo risorse alle scuole pubbliche e privilegiando (vedasi buono scuola assegnato "a pioggia" semplicemente per la scelta fatta) quelle private. Quanto alla formazione professionale, delegata istituzionalmente alla Provincia, anche recenti casi di cronaca ne fanno oggi uno dei punti di debolezza del sistema istruzione-scuola-la voro nei quali l’efficacia e l’efficienza sono ben lungi dall’essere perseguite. Non ultima la revisione (come nella sanità) del sistema di accreditamento dei privati: requisiti generici, controlli minimi sul mantenimento, numerosità ingiustificata meriterebbero scuramente un giro di vite per restituire così denaro pubblico alla scuola pubblica.

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