Brescia, Pinardi (Fare per fermare il declino) sigla il documento delle Associazioni familiari della Lombardia

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Carlo Maria Pinardi, candidato alla presidenza di Regione Lombardia per "Fare per fermare il declino", ha sottoscritto nei giorni scorsi a Brescia, il documento del Forum delle Associazioni familiari della Lombardia. “Sono molti i punti che accomunano le nostre proposte con quelle del Forum”, ha spiegato Pinardi al momento della firma. “Penso ad esempio – ha proseguito – alla richiesta di ‘rinnovamento rivolto alla ricerca del bene comune che può realizzarsi solo attraverso una grande partecipazione di popolo che, messo nelle condizioni di esprimersi, scelga i propri rappresentanti tra persone di indiscussa moralità, trasparenza, onestà e competenza’, che rappresenta uno dei principi cardine del nostro movimento”.

 

Alla presenza dei candidati bresciani per il movimento di Oscar Giannino, Nino Sutera, presidente regionale del Forum, ha espresso apprezzamento per l’adesione di Fare per fermare il declino. “Ci sono alcuni temi, come quello della famiglia – ha sostenuto -, che sono trasversali alla società civile e che vanno sostenuti e tutelati in modo organico da amministratori che operino per il bene della comunità e non mossi da rivincite ideologiche”. Pieno accordo fra Pinardi e Sutera anche sulla necessità di “offrire alla famiglia un sistema di servizi integrati ed essenziali per rispondere in modo sempre più efficace e appropriato alle sue domande, unitamente a specifiche politiche familiari ‘di promozione’ che si affianchino a quelle sociali.

“Fra i punti che abbiamo segnalato come prioritari nel nostro programma – ha ricordato il candidato di Fare – c’è la necessità di riequilibrare le disparità esistenti nella distribuzione degli oneri familiari tra uomini e donne (specialmente la cura dei figli, ma anche quella degli anziani non autosufficienti) e, al di là delle grandi dichiarazioni di intenti, l’inadeguatezza di politiche e investimenti a sostegno delle famiglie”.  Pinardi ha ricordato, ad esempio, che la percentuale di copertura dei servizi all’infanzia in Italia è attorno al 19%, quando il target previsto dal protocollo di Lisbona è del 33%, e presenta enormi disomogeneità sul territorio: si passa dall’Emilia Romagna con circa il 30% alla Campania sotto il 3%. Sutera ha sottolineato, infine, che: “La famiglia deve essere riconosciuta come soggetto primario sul piano fiscale. Non è fiscalmente equo tassare in modo praticamente uguale chi ha carichi familiari e chi non li ha, la famiglia di due lavoratori senza figli e quella di due lavoratori con figli o, addirittura, penalizzare le famiglie monoreddito rispetto a quelle che godono di più redditi”.

 

 

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