La verità della Locale sull’uomo multato perché sorpreso alla guida con il cellulare: “Nessuna fidanzata in pericolo”

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La Polizia Locale ritiene corretto precisare alcuni particolari relativi alla vicenda della multa comminata per utilizzo del telefono cellulare durante la guida a un cittadino che stava soccorrendo la fidanzata, a suo dire in pericolo. L’episodio, verificatosi nella serata di lunedì 11 febbraio alle ore 21.30, ha avuto una dinamica differente da quella emersa dalle prime ricostruzioni: il conducente, a prescindere dal contenuto della telefonata che avrebbe scoperto soltanto rispondendo, utilizzava il cellulare durante la guida senza i dispositivi consentiti.

Ciononostante, gli agenti una volta venuti a sapere dall’uomo che la fidanzata lo cercava insistentemente perché in pericolo, hanno seguito l’autovettura fino in via Luzzago per accertarsi della situazione: qui hanno raggiunto la ragazza cui hanno chiesto cosa fosse successo. La donna ha raccontato che un ragazzo, passando in bicicletta, l’avrebbe guardata due volte, senza fermarsi né dire nulla. Lei, spaventata, ha chiesto al fidanzato di raggiungerla. Una volta giunti sul posto, gli agenti le hanno chiesto una descrizione del “disturbatore” senza che lei fosse in grado di fornirla; ancora le hanno chiesto come mai non si fosse rifugiata in uno dei locali presenti sulla via e se avesse avvisato le forze dell’ordine, anche a questa domanda la risposta è risultata negativa. “Per noi le situazioni di emergenza vengono sempre prima di tutto il resto – ha dichiarato il Comandante della Polizia Locale di Brescia Roberto Novelli – Gli agenti hanno infatti dichiarato che prima di elevare qualsiasi verbale, hanno accertato le condizioni della ragazza e non sussistendo alcuna situazione di disagio né di disturbo, hanno proceduto a elevare la sanzione al conducente. Mi preme ribadire che il cellulare lo si utilizza in auto sempre e soltanto con i dispositivi consentiti dal codice della strada, comportamento non riscontrato dalla persona in questione che, tra le altre cose, prima ancora di accertarsi di come stesse la fidanzata, si è preoccupato di informare gli agenti che essendo giornalista della rivista “Quattroruote” necessitava di tutti i punti sulla patente.”

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  1. Mi piacerebbe aver fiducia ai vigili, come facevo un tempo. Dopo le vicende della movida non credo a una sola loro parola. Troppo inquinati dalla politica. Quanto al comandante, il mio auspicio è che venga cambiato.

  2. I vigili hanno agito correttamente: un sacco di gente pensa di poter disporre delle norme a proprio piacimento: fanno i bulletti e poi alzano la voce. Alla fine chi è davvero nei guai non verrà più preso in considerazione.

  3. quando penso a molti vigili, mi torna in mente il conte di Culagna, de "La secchia rapita" di Tassoni,"…ch’era fuor de’ perigli un sacripante, ma nei perigli un pezzo di polmone…". Cosa fanno i vigili a fronte delle centinaia di persone che bloccano le strade (art. 190 del codice della strada) e delle decine che, sbronze, circolano in auto mettendo a rischio le persone? NULLA.

  4. I vigili per strada sono _pochi_, ed hanno degli ordini ben precisi. Per i parcheggi ci sono gli "operatori", chi blocca la strada non può essere toccato perché altrimenti fa ricorso, chi guida ubriaco non deve essere toccato perché altrimenti frana l’economia dei bar della città. I nostri vigili si vedono in giro sempre di meno (nonostante siano aumentati di numero), ma non fanno altro che obbedire agli ordini.

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