Matteo Gaddi (Etico, a sinistra): “Vanno ripubblicizzate A2A, Cogeme e tutte le altre”

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Con un comunicato il candidato bresciano per il consiglio regionale per la lista "Etico, a sinistra" Matteo Gaddi esprime le proprie proposte sui temi che riguardano acqua, energia, rifiuti, società ex municipalizzate. DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

La Regione Lombardia ha fatto di tutto in questi anni per privatizzare i servizi pubblici fondamentali e consegnare al mercato e al business privato l’acqua, i rifiuti e l’energia.
Per questo la Regione Lombardia nella legge regionale aveva previsto, per l’acqua, l’obbligo di separazione tra reti-impianti e la gestione del servizio stesso da mettere a gara. O ancora, per i rifiuti, sono stati, di fatto, cancellati i bacini provinciali per consentire il libero trasporto di rifiuti su tutto il territorio e conferirli ai grandi impianti di incenerimento. Per Formigoni e la Lega non esisteva più il concetto di servizio pubblico, ma tutto questa diventava l’occasione per il business privato secondo le ferree leggi del mercato (abbattimento dei costi, cioè abbassamento del costo del lavoro. Ancora: le maggiori conseguenza delle privatizzazioni sono state scaricate sui lavoratori: con il loro corollario di esternalizzazioni, appalti al ribasso, gare ecc. si sono prodotti risultati concreti sulla pelle dei lavoratori del settore. 1) si è rotta l’unità contrattuale; 2) sono stati introdotti contratti molto penalizzanti per i lavoratori; 3) lo strumento delle cooperative sociali non è stato usato per tutelare il diritto al lavoro delle persone svantaggiate ma solo per abbassare il costo del lavoro. Per questo serve immediatamente una legge regionale che nel settore dei servizi pubblici tuteli in maniera chiara il lavoro: va previsto che le società che operano sul territorio regionale appplichino ai dipendenti un unico contratto, il CCNL di settore; e questo va applicato a TUTTI I dipendenti della filiera. Non è accettabile che se si introdurrà un sistema di raccolta porta a porta a questi lavoratori vengano applicati contratti che abbassano drasticamente il costo del lavoro.
La Regione Lombardia ha rinunciato al proprio ruolo pubblico di programmazione: l’ultimo Piano Rifiuti Regionale risale al 2004, mentre l’ultimo Piano Energetico risale al 2007. Cioè, entrambi questi documenti risalgono a prima della crisi del 2008/2009 e quindi sono basati su dati di consumo energetici e di rifiuti completamente sballati.  Per questo servono immediatamente strumenti di programmazione pubblica a livello regionale finalizzati al perseguimento di obiettivi pubblici, nell’interesse della collettività, dei lavoratori e dei territori e non finalizzati al business di chi intende lucrare sui servizi fondamentali. Anche il Piano Industriale di A2A desta preoccupazioni. In esso sono previsti due soli investimenti: l’estensione del teleriscaldamento a Milano (quindi non riguarda Brescia) e la costruzione di nuovi impianti di trattamento rifiuti (2 nuovi inceneritori – e nemmeno questo riguarda Brescia). Quali sono gli obiettivi che l’azienda intende perseguire su tutte le filiere di servizi che riguardano il territorio bresciano ? quali investimenti intende realizzare per il territorio ? Quali opere di manutenzione di reti ed impianti si intendono fare per realizzare servizi di qualità a favore dei cittadini ? Per questo riteniamo che vada recuperato un forte ruolo del pubblico, restituendo potere democratico ai territori e limitando lo strapotere dei manager. Vanno applicati lo spirito ed il risultato del referendum del giugno 2011 e vanno avviati processi di ripubblicizzazione delle aziende che hanno cedute quote ai privati e alla Borsa utilizzando gli strumenti pubblici della Cassa Depositi e Prestiti e di Finlombarda. La nostra è una proposta che guarda a tutte le società del settore: A2A, Cogeme, Garda 1, Valcamonica Servizi ecc. perché riteniamo che il patrimonio rappresentato da queste aziende e, soprattutto, dai loro lavoratori, vada adeguatamente valorizzato.

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  1. Da dove sbuca questo soggetto, con i suoi pistolotti? Ditegli che non c’è bisogno di "ripubblicizzzare" (neologismo orrendo) A2a visto che, seppur soggetto di diritto privato, è in mano pubblica (27,5% ciascuno i Comuni di Brescia e di Milano, per un totale del 55%!

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