Servizi metro, al Comune costeranno 23 milioni di euro. E la cifra è destinata a salire

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Siamo alle porte dell’inaugurazione, ma già l’entusiasmo lascia il posto alle cifre. Dopo quelle stabilite per i biglietti, ecco arrivare il valore della prima tassa che dovrà esborsare il comune. Nella delibera che ieri ha approvato il contratto di servizio con Brescia Mobilità si legge infatti che il Comune, per la metro, dovrà pagare 23 milioni di euro. E come riporta il Corriere la cifra è destinata a salire, visto che bisogna mettere insieme gli ammortamenti (circa 1,6 milioni al mese) e l’esercizio vero e proprio dell’infrastruttura (6 milioni l’anno). Con le linee degli autobus, infine, si arriva a 43 milioni. Un aiuto potrebbe arrivare dalla lombardia, infatti, con l’entrata in funzione del metrò bisognerà rivedere le cifre dei rimborsi regionali (attualmente 12 milioni) che andrebbero a coprire parte di quei costi. 

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  1. 43 milioni : 365 giorni : 1,20 = 98173. Solo per andare in pareggio la metro dovrebbe trasportare circa 100.000 passeggeri al giorno. Almeno secondo la mia calcolatrice.

  2. Quanti furono i cittadini che partecipò al referendum che, nel 1998, si tenne per chiedere il parere dei Bresciani in merito a quest’opera? 61000 su 161000 circa: menefreghismo generalizzato.Chi se ne stette a casa allora, taccia oggi e paghi. Chi partecipò, ha diritto a protestare.

  3. Visto che fra pochi giorni si vota, può essere utile ricordare che nel 2001 si svolse un secondo referendum, per il quale si recò alle urne solo il 45% circa di cittadini. Per il NO si espressero Verdi, Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Lega Nord, convinti che l’ opera sarebbe sovradimensionata per il bacino d’ utenza della città, a fronte di una spesa eccessiva per le casse del Comune. Tutti gli altri, centrosinistra e centrodestra, erano favorevoli.

  4. Qualcuno a Brescia (Corsini-PD PDL-Forza italia) ci ha infognato (noi cittadini , non lor signori oligarchici) per 20 anni con spese fuori da ogni buon senso amministrativo e che la gente o non ha saputo o a ciu ha esplicitamente negato l’assenso. Stesso discorso per il fiscal-compact firmato con costo insostenibili (45-mld-restituzione + 85- interessi…tot 130 mld annui da estrarre dalle nostre tasse e servizi )nel totale silenzio di politici e mezzi asserviti di cosidetta informazione. Votateli votateli…

  5. Ci vorrebbero ben più di 100.000 corse al giorno, perché molti si abboneranno sicché il loro contributo, per ogni corsa, sarà nettamente inferiore. La metropolitana nasce moribonda, a meno che per rianimarla no tolgano il sangue ai cittadini. Questo è un regalo della giunta Corsini, similmente alla uccisione della gallina dalle uova d’oro ASM. Hanno voluto occuparsi di tutto, ben oltre le loro competenze: questi sono i risultati. Un antico proverbio recita:" il modo migliore per dimostrare i limiti delle proprie competenze, è superarli". E’ quanto fece il Narciso "so tutto io".

  6. Nessun servizio di trasporto pubblico al mondo si finanzia completamente con gli introiti dei biglietti, e chi dice il contrario o è ignorante o è in malafede.
    Esiste un contributo pubblico per integrare le entrate da biglietti, pubblicita(nessuno ne parla ma conta molto anche questa) e abbonamenti.
    Detto questo la metropolitana può essere una grande occasione per migliorare la vita cittadina oppure una catastrofe per le casse del comune.
    La discriminante sarà l’utilizzo da parte dei cittadini, ma anche una gestione oculata di questa infrastruttura.
    Per ora la giunta non sembra intenzionata a crederci nonostante le inaugurazioni di facciata e dichiarazioni deboli dei politici.
    L’integra zione degli autobus extraurbani non è ancora stata decisa, il riordino di quelli urbani è solo abbozzato, i parcheggi scambiatori sono stati tagliati all’osso e quelli salvati non saranno pronti fino all’estate.
    Sicuram ente queste non sono le condizioni migliori per far partire la metro, speriamo che la prossima giunta crei le condizioni per renderla profittevole… E che i bresciani inizino a usarla più spesso, cercando di raggiungere il 30% di utilizzo di mezzi pubblici per spostamenti cittadini che è lo standard del resto d’europa

  7. Secondo uno studio della stessa ASM, la capacità di attrazione della metropolitana arriva a 200 metri, vale a dire che viene usata da chi si trova entro un raggio di 200 metri dalla stazione di partenza e deve recarsi in un posto distante non più di duecento metri dalla stazione di arrivo. Metteteci tutti i collegamenti coi mezzi di superficie ( con quale frequenza? non certo uguale a quella dei treni/metrò), che pure costano, e si capirà l’assurdità della decisione passata. Altra cosa, sia in termini di utilità che di costi, sarebbe stato costruire per primi i collegamenti dai paesi alla città. Certo il trasporto pubblico è in perdita, ma la metropolitana si prospetta come qualcosa di catastrofico per i conti.

  8. Vorrei contestare questi 200 metri (è norma considerare 500 metri come capacità di attrazione di una fermata) ma conoscendo la mentalità bresciana ho idea che per alcuni non servirebbe nemmeno avere l’ascensore diretto casa-stazione e stazione-ufficio per utilizzare la metro…
    Neanch’io penso che la metro fosse la soluzione migliore per Brescia, io avrei preferito un paio di linee di tram fatte bene.
    Ma mi ritengo pragmatico nel pensare che ormai quel che è fatto è fatto e che non fa bene a nessuno gufare per la disfatta della metro.
    Se ci sarà volontà da parte di tutti per renderla profittevole, alla fine ne trarremo tutti dei vantaggi. E l’impegno è meno gravoso di quello che si può pensare

  9. Mace fa un buon ragionamento, sottolineando l’importanza dell’integrazione con denaro pubblico agli introiti da biglietti ed abbonamenti; il problema vero è che 1,20 è un costo esagerato e scoraggiante, almeno per i non abbonati: una famigliola di 4 persone o 4 amici si troverebbero a spendere quasi 10 euro per un’andata e ritorno: anche viaggiando in SUV a benzina risparmierebbero. Se al posto degli incapaci che pretendono di governarci ci fossero brave (sotto ogni punto di vista) persone, prenderebbero in considerazione il trasporto pubblico a costo ZERO che, se ben gestito, produrrebbe persino risparmi considerevoli per la collettività. Ma sono concetti estranei all’ideologia capitalista imperante. Tanto per evidenziare il fatto che non parlo di fantascienza, incollo a seguire un articolo illuminante, dello scorso 4 febbraio, tratto da visitaretallin.it:

    Dal primo gennaio per tutti i cittadini residenti a Tallinn il servizio di trasporti pubblico è diventato completamente gratuito. La città estone diventa quindi la prima capitale europea a seguire l’esempio tracciato da Hasselt (Belgio) e Castres (Francia) che già da diverso tempo hanno introdotto il trasporto pubblico gratuito per i propri cittadini.

    Per usufruire di questo importante benefit è necessario munirsi di una speciale carta verde (che si può acquistare in posta o nei chioschi della città al costo di 2€) ed associarla alla propria carta di identità attraverso una apposita pagina internet. L’operazione è molto semplice ed è gestita in 3 lingue diverse (inglese compreso) quindi anche tutti gli stranieri che risiedono in città possono facilmente registrarsi e poi muoversi per Tallinn grazie ai bus gratuiti.

    L’inizi ativa è stata lanciata dall’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Edgar Savisaar e votata con larga maggioranza dal 75,5% dei consiglieri comunali e si prefigura un duplice obiettivo: combattere il traffico cittadino riducendolo drasticamente, ma anche aumentare il numero di abitanti registrati nel comune (e conseguentemente ricevere quindi più tasse).green-card-ta llinn

    I numeri dopo il primo mese di servizio parlano chiaro e mostrano una diminuzione del 20% del numero delle auto che circolano in centro (dato comparato con i precedenti mesi di novembre e dicembre). Inoltre al momento sono più di 174.000 i residenti che hanno richiesto la carta vedere per circolare gratuitamente su una popolazione complessiva che raggiunge i 420.000 abitanti. Il numero totale di tram, bus e filobus che circolano in città è di 445.

    Infine, terminiamo con un dato curioso: anche il numero di multe sanzionate a coloro che, pur non essendo residenti in città, tentano di prendere l’autobus senza pagare il biglietto, è diminuito notevolmente. Nel mese di gennaio infatti le multe complessive sono state 426 contro le 1830 nello stesso periodo dell’anno scorso.

  10. Onofri organizzò, ormai due anni fa, un incontro con i responsabili della metro di Rennes. Senza andare tropo lontano e senza fare fatica, sarebbe stato sufficiente copiare quello che hanno fatto a Rennes. Lì la metro, il sistema di trasporti connesso ed i posteggi scambiatori funzionano benissimo, e si ripagano le spese di gestione, quindi debiti zero. Al convegno organizzato da Onofri c’erano Prignachi, Medeghini e compagnia bella. In tutto questo tempo non si sa bene cosa abbiano fatto (probabilmente hanno perso tempo a progettare posteggi sotto i castelli o a inaugurare stazioni), ma della gestione delle metro non se ne sono occupati. Eppure li paghiamo profumatamente.

  11. Non sono d’accordo con l’idea di rendere il trasporto pubblico gratuito.
    Ciò che è gratis in italia viene di solito visto con sufficienza e menefreghismo, ho paura in un degrado del servizio sia a causa dell’utenza, sia a causa dell’amministrazione .
    Secondo me bisogna seguire l’esempio di altri paesi europei che cercano di fidelizzare l’utenza proponendo abbonamenti molto convenienti rispetto a biglietti dal costo elevato.
    Nell’esemp io che hai portato, se i 4 amici avessero l’abbonamento, il costo del servizio costerebbe 1 euro al giorno circa, e i 4 amici pagherebbero il servizio solo 4 euro invece di 10 euro (spannometricamente parlando).
    In più le ricerche dicono che chi è abbonato è invogliato a utilizzare il mezzo pubblico più spesso di chi non è abbonato, indipendentemente dal costo del biglietto.
    Una delle poche iniziative che ho apprezzato di questa amministrazione è l’invio delle Omnibus card a tutti gli over 16 perchè permetterà a tutti di poter provare la metro.

  12. Concordo a grandi linee e, soprattutto, mi rendo conto che la mentalità diffusa in Italia tende in generale a disprezzare e sprecare ciò che è pubblico e gratuito. Tuttavia rimango convinto che l’unico modo per levare ogni alibi ai sostenitori del trasporto individuale sia offrire un servizio efficiente e non solo immediatamente conveniente, ma gratuito. A quel punto non ci sarebbero discussioni: le vetture private semplicemente rimarrebbero fuori dalla città, pena sanzioni draconiane in termini di sequestro dei mezzi (non multe che qualsiasi benestante può permettersi). Il rifornimento merci per le attività potrebbe essere circoscritto in orari precisi e non molesti, senza deroghe e senza bisogno di discussioni (vuoi l’attività in centro? ne guadagni e ti sobbarchi eventuali "disagi", come in tutto il mondo civile) e per i residenti del centro storico varrebbe lo stesso discorso: vuoi abitare in centro? Renditi conto che è un lusso, un privilegio, quindi se hai un box ti rilascio un permesso di transito per raggiungerlo, altrimenti lasci l’auto fuori. In 10 anni avremmo una bomboniera invidiata dal 90% del mondo e fruibile per tutti…

  13. Inutile lamentarsi: la metro c’è, bisogna rassegnarsi (dubito si possa ricoprire la buca) e cercare di trovare il modo di farla utilizzare a beneficio dell’abbattimento dei costi e dell’ambiente. Paroli ha fatto passare 5 anni senza preoccuparsi di un piano di mobilità cittadina orientata alla metro. Bastava, in questi 5 anni, avere l’umiltà e la lungimiranza di guardarsi attorno in Europa per mutuare buone idee.Si vede che per lui Brescia non ha il problema dell’inquinamento (chissà dove vive??). Certo, sarà stato occupato in altre faccende: spostare pensiline (a suon di euro – nostri, non suoi); progettare una Brescia del futuro di cemento; assistere allo svuotamento del centro senza fare niente (aveva il Bigio da ripulire)…bah.. E che dire della sede unica del Comune lontana dalla metro (mentre oggi le sedi sono tutte a 2 passi dalle stazioni)? non sembra che abbia voglia di capitalizzare il super investimento fatto per avere la metro(mica la voluta lui…come la pensilina). E che non ci dice più che non l’ha voluta lui. C’è. Dobbiamo cercare di usarla per contenere i costi, per lottare contro l’inquinamento (è SCANDALOSA l’inerzia del Comune nei confronti del problema ambientale a Brescia), per una città più sostenibile. Ma Paroli su questi temi non c’è.

  14. La società Brescia Metro, società mista pubblico-privata creata ad hoc per gestire l’infrastruttura, dovrebbe esattamente dire prima del 2 marzo ai bresciani quali sono le linee guida, quale il piano economico-finanziari o, quali i numeri dei budget previsionali che ne connoteranno l’attività. E’ il minimo che si possa pretendere difronte ad un esborso, al netto dei rimborsi regionali, che pesa e peserà sulle casse comunali per circa 30 milioni di euro l’anno non non più destinabili alla già martoriata spesa corrente. Questa analisi è uno dei tanti tasselli che ancora mancano all’appello per cercare di capire quale sarà il futuro.

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