Notai, Santosuosso: le regole per rinnovare ci sono già, vanno applicate

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Il 23 febbraio, il giorno prima delle elezioni politiche, si svolgeranno le elezioni del nuovo consiglio dell’Ordine provinciale dei notai.  La crisi, che tanto duramente colpisce l’Italia, ha influito fortemente anche sul numero degli atti effettuati da tutti i notai. Per questo abbiamo deciso di parlarne con i diretti interessati. Dopo Luigi Zampaglione e Franco Treccani, ha deciso di rispondere alle nostre domande il notaio Fabrizio Santosuosso.

D – Atti societari, acquisti di auto e di immobili. In quali di queste pratiche si è riscontrato il maggior calo nel 2012?
R – Passaggi di auto non sono più prerogativa dei notai e quindi il calo per quella pratica supera il 95%. Gli atti societari hanno subito una flessione del 25% /30% c.ca. Gli atti immobiliari idem. Un crollo anche del 60% invece per gli atti di mutuo ipotecario.

D – Quando si effettua un atto, i costi dei bolli quanto incidono mediamente sul costo finale?
R – Dipende dal tipo di atto. Per le compravendite 230 Euro, i mutui sono esenti da bollo, gli atti societari vanno dai 156 ai 225 Euro, le procure notarili e altri atti dai 30 ai 45 Euro.

D – In Italia, il numero dei notai per abitante è inferiore alla media europea. La liberalizzazione ridurrebbe il costo degli onorari o questo risultato si potrebbe ottenere anche a parità di studi presenti oggi?
R – Non per tutti gli Stati. In Portogallo la media dei notai, ad esempio, per abitante, parrebbe molto più bassa. La liberalizzazione porterebbe enormi vantaggi in termini di prezzi. Probabilmente ci sarebbero notai molto cari e notai low cost. E’ chiaro che anche altri fattori si differenzierebbero (qualità del servizio e qualità della prestazione). Come per gli alberghi, si potrà scegliere a chi affidarsi. Bloccare l’offerta è comunque sempre contro il mercato.

D – I notai sono dei professionisti che effettuano atti di valore legale. A cosa sono dovuti i diversi “prezzi” tra notaio e notaio?
R – Ci sono sicuramente differenze nella qualità del servizio. In alcuni casi anche differenze nella qualità della prestazione. Inoltre ritengo che le strutture grosse, anche se aspramente criticate, come per molti settori riescono a ridurre costi e tempi e, in molti casi non tutti, anche migliorando la qualità, sia del servizio che della prestazione.

D – Possono influire, e come, scelte diverse del consiglio sul tessuto sociale e sul servizio all’utenza?
R – Assolutamente si. Si guardino le istruttorie avviate (e in corso) contro alcuni Consigli Notarili che di fatto, tramite la minaccia disciplinare, reintroducono tariffe minime. Oppure i richiami scritti (trasmessi anche ad alcune Procure della Repubblica) fatti dal Ministero della Giustizia, nel potere di Alta Vigilanza, contro alcuni Presidenti di Consigli Notarili per come in concreto esercitano, all’interno del Distretto di appartenenza, il potentissimo potere disciplinare che, di fatto, incide su concorrenza, mercato, tariffe, ecc. (cfr.”Italia Oggi” del 25/1/2013, pag. 21).

D – Pensa che anche per i notai, come per altre categorie e ordini, sia opportuno introdurre un numero massimo vincolante di mandati per gli organismi elettivi di rappresentanza?
R – Già esiste per il Consiglio Nazionale un limite. Sono previste, invece, precise norme, indicazioni e delibere assunte anche per i membri dei Consigli Locali. Ma le stesse vengono costantemente disattese, senza che nessuno dice nulla, a parte qualche voce isolata. Forse per timore di “ritorsioni” disciplinari.

 

LEGGI LE INTERVISTE PRECEDENTI

Il notaio Treccani: l’abolizione delle tariffe non ha portato benefici ai cittadini

http://www.bsnews.it/notizia/22834

Notai e crisi, Zampaglione: ormai i guadagni sono ridotti all’osso

http://www.bsnews.it/notizia/22723 

Fiordiliso: c’è bisogno di nuovo anche tra i notai

http://www.bsnews.it/notizia.php?id=22995 

 

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  1. L’ASSEMBLEA ANNUALE DEI NOTAI BRESCIANI: UNA QUESTIONE NON SOLO INTERNA.

    E’ fissata per sabato prossimo l’ assemblea dei Notai di Brescia che, tra gli altri argomenti all’O.d.g., prevede l’elezione dei membri del Consiglio notarile, organo dei Notai con pubbliche funzioni.

    Ho già evidenziato in varie sedi l’importanza delle funzioni che tale Organo ha per i Cittadini, per l’utenza notarile (banche, società di Leasing, associazioni professionali) ma anche per gli Uffici Pubblici, che con il medesimo Organo si relazionano (Agenzie del territorio, Tribunali, Procure della Repubblica, Comuni, Autorità di Pubblica Sicurezza ecc..), che evidentemente danno per presupposto un sistema legittimo di ricandidature .

    Ho altresì sottolineato la problematica, documentata, che esiste da anni nel Distretto Bresciano dove alcuni componenti (pochi ma sempre gli stessi) dell’Organo pubblico non si adeguano, da tempo e ripetutamente, ne’ alle norme deontologiche nazionali, ne’ alle indicazioni scritte dall’Osservatorio nazionale di deontologia del Notariato, ne’ alle indicazioni recepite in un recente Congresso Nazionale del Notariato.

    In sintesi, chi è chiamato a far rispettare le regole, per primo non le rispetta, creando equilibri non certamente utili ai Cittadini. Basta guardare i richiami scritti fatti dal Ministero della Giustizia, nel potere di alta vigilanza e trasmessi alla Procura della Repubblica proprio sulle anomale modalita’ di esercizio di iniziative disciplinari (che incidono ovviamente sulla concorrenza) o le indagini dell’Antitrust in corso su alcuni Consigli Notarili (in relazione alle tariffe ed ai costi di ogni atto).
    E, poi, esista o meno violazione, condividendo pienamente le osservazioni gia’ espresse dai Colleghi Zampaglione e Fiordiliso, perché tanto attaccamento alla Funzione che, a proprio dire, e’ solo fonte di seccature, oneri e responsabilità? O forse sarà solo un grande, passionale, sincero e del tutto disinteressato amore viscerale per la pubblica funzione, per il Cittadino, per il povero utente notarile ? Sarà un caso ma a Brescia quell’ amore si traduce in una fascia di onorari repertoriali (guadagni) molto elevati.

    E’ normale che queste considerazioni non siano gradite e che potranno portare ancora una volta a (re)azioni a vario titolo, tutte supportate ovviamente dal "trasparente imparziale e doveroso candore" della Casta.

    In attesa di qualche reazione (evidentemente mai diretta), nel frattempo attendiamo l’ elenco dei candidati per capire anche quest’anno cosa accadrà.

    dr. FABRIZIO SANTOSUOSSO – Brescia

  2. Per un controllo nei registri e per la scritta di 3 paginette fatte fare da impiegate a basso costo si beccano migliaia di euro che chi lavora guadagna in mesi a 40 ore settimanali. Tutto ciò è ovviamente fattibile da un qualsiasi impiegato pubblico che becca al massimo 1500 eurini al mese. Il resto è fuffa di casta che non mollerà mai se non costretta dalla ribellione dal basso.

  3. I notai devono essere aboliti altro che primarie, parassitismo sociale ereditario, un lavoro medioevale che meriterebbe un espiazione medievale! E con questa vi tolgo dai preferiti.

  4. I notai devono essere aboliti altro che primarie, parassitismo sociale ereditario, un lavoro medioevale che meriterebbe un espiazione medievale! E con questa vi tolgo dai preferiti.

  5. 90 notai e oltre 1.700 voti! o l’argomento interessa davvero molto i cittadini o i notai si sono scatenati per farsi votare. Evidentemente un qualche interesse deve esserci…

  6. Simile commento lo si è letto per le primarie AIB. Io do’ una terza lettura, diversa da quella banale di matematica: a qualcuno questi sondaggi danno proprio fastidio perché evidenziano problemi reali e scomodi.

  7. Si vede proprio che i commenti di "il capo dei notai" e "funzione inutile" sono privi di qualsiasi fondamento! Primo perché non si rendono conto che non tutti gli impiegati pubblici sono in grado di svolgere il lavoro di un impiegato di uno studio notarile (provate a passarrci una giornata intera prima di parlare a sproposito!) e secondo perché se, questa casta come dite voi, venisse abolita, dove andrebbe a prendere i soldi tutta la gente che lavora per loro??? È proprio vero che un buon tacer non fu mai scritto!
    Se non siete informati, non perdete nemmeno tempo nella stesura di un commento!

  8. Seguendo il suo alto ragionamento non si sarebbere mei dovute chiudere le fabbriche di pennini per non perdere quei posti di lavoro… ma poi sono arrivati i computers o no ?. In quanto alla estrema difficoltà del lavoro di controllo su gli atti…se lo fai Lei lo può fare….. anche mia zia …oltre che un impiegato pubblico…o no ?? Mi pare al contrario che Lei stia perdendo tempo con argomentazioni risibili.

  9. E si ricordi, caro utente senza nome, che il lavoro svolto in uno studio non si basa solamente sul mero controllo degli atti, come dice lei, ma il lavoro che sta dietro ad un atto è molto più complesso di quanto crede.
    Evito di continuare il discorso, perché il suo commento non merita di sprecare altro tempo!

  10. Ovviamente non ce l’ho con Lei ma con i notai che continuo a considerare come tutti, a parte i loro dipendenti, un residuo fossile del medioevo quando uno stato garante ancora non esisteva. Con lo stesso criteri i controlli per le licenze edilizie dovrebbero essere non pubblici ma delegati ad una casta di geometri, architetti o ingenieri che oltre al servizio ci caricano esose creste ingiustificate. Lei deve capire che la gente non ce l’ha con i dipendenti degli studi notarili ma con le notarili creste…capisce!
    L e posso dire anche che non necessariamente si debaeno prevedere licenziamenti di massa ma che Lei con la sua professionalità aquisita potrebbe passare ad un pubblico ufficio pagata allo stesso modo con cui lo è ora. Non mi dica che i notai non abbiamo fama giustificata di nababbi.

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