Bigio, Giovani democratici all’attacco: giunta miope

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Con una nota la segretaria dei giovani democratici Giulia Zambolin interviene sulla polemica del ritorno della statua del Bigio in piazza Vittoria, attaccando duramente la giunta Paroli e accusandola di miopia.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

Nel marasma che ha travolto la nostra politica, e che in questi giorni ha preso il sopravvento anche su giornali ed internet, mi è capitato di imbattermi in una notizia che sembra passata sotto silenzio: il Comune di Milano ha stanziato per il 2013 fondi che consentiranno di garantire a disoccupati e precari abbonamenti annuali gratuiti ai mezzi pubblici della città. Il sito del comune riporta i dati: un milione di euro per i disoccupati e duecentomila euro per i precari, che si vanno ad aggiungere a cinquecentomila euro destinati ad agevolazioni per le famiglie in difficoltà.
Un esempio di buona politica che ha il doppio merito di sostenere chi è in difficoltà e di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, pratica che è ancora,purtroppo, ben lontana dall’essere un’abitudine nelle nostre città.
Una notizia che ci dimostra che la politica può e deve essere diversa da quella che ci viene descritta ogni giorno, che il cittadino, soprattutto quello più debole, può ritornare ad essere il centro delle attenzioni di chi ci governa.
Stesso periodo, altra città: l’operazione di ricollocamento del “Bigio” (più precisamente “L’Era Fascista”, nome originale dell’opera) in Piazza Vittoria, costerà alle casse del nostro Comune circa 460.000 euro.
Un’ iniziativa di dubbia utilità, peraltro caratterizzata da fastidiosi richiami ideologici, che forse in un periodo di crisi grave come questo si sarebbe potuta evitare.
Inutile dire che, con la stessa cifra, si sarebbero potute attuare manovre a favore di quelle fasce di cittadinanza che più sentono il peso di questi mesi difficili.
Proprio da queste cose, infatti, si misura la qualità di un’amministrazione: dalla capacità di non lasciare nessuno indietro, dall’attenzione agli ultimi – quelli che la politica avrebbe il compito ed il dovere di mettere sempre al primo posto nel suo agire – dalla capacità di saper discriminare, almeno nei momenti di difficoltà, le spese utili dai capricci, le operazioni economicamente “sacrificabili” dalle priorità che vanno invece tutelate a tutti i costi.
Priorità, queste, che hanno nomi precisi: welfare, politiche sociali, assistenza, agevolazioni per le fasce più deboli. Tutte realtà che hanno subito tagli gravissimi negli ultimi anni, e che dovrebbero invece rappresentare le fondamenta di una città ben governata.
Non è populismo, l’iniziativa della Giunta di Milano ce lo dimostra concretamente: si tratta solo di saper scegliere se stare dalla parte della politica dei grandi proclami e delle “facciate” sgargianti oppure da quella della Politica con la P maiuscola, una politica che sa mettere da parte ciò che è più conveniente od elettoralmente vantaggioso per essere al servizio della città.
Una scelta, questa, che ogni buon amministratore è chiamato a fare, e della quale dovrà rispondere davanti ai cittadini.

Giulia Zambolin – Segretario Giovani Democratici Città di Brescia

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  1. Quando le priorità di una giunta sono quelle di costruire un parcheggio sotto il castello adiacente a quello non completamente utilizzato di Fossa Bagni, una statua onerosa di cui non se ne sente la necessità e permessi di costruire ovunque quando il mercato immobiliare non è sicuramente brillante, si capisce quali siano gli interessi in gioco. D’altra parte che si può fare con un sindaco che si vede ben poco a Brescia e che delega il lavoro… alla Lega?

  2. Cosa ci si può aspettare da chi come il duo Paroli e Rolfi non voleva la metropolitana e ci ha fatto buttare un sacco di soldi e di tempo con il referendum e adesso sono in prima fila nel dire che è una cosa bellissima e utilissima. O da chi ha, come Paroli, ha portato a Brescia Artematica un’azienda senza alcuna esperienza in materia di grandi mostre che poi ha imbrogliato una valanga di soldi ai bresciani. E ancora da chi vuole fare un costosissimo parcheggio sotto il Castello ma non realizza i 5mila e rotti posti previsti per i parcheggi necessari alle fermate della metropolitana. Senza dimenticarci quello che hanno mangiato e bevuto con le carte di credito o le multe prese da Paroli perchè sfrecciava a 200 all’ora con la macchina del Comune. Di bigiate i LaboParoliRolfi né hanno fatte moltissime e se vinceranno le prossime elezioni ne faranno ancora molte altre.

  3. Si chieda al più presto l’intervento del Presidente della Repubblica per scongiurare questo infame tentativo di revisione storica che vuole trasformare in opera d’arte un simbolo della dittatura fascista, già abbattuto dalla popolazione dopo la guerra.

  4. Questi giovani democratici, emuli dei vecchi democratici, riescono nella missione impossibile di far apparire simpatici persino Labolani e Arcai. Mitici!

  5. peccato che la giovane PDina meno la elle non abbia completato l’informazione scrivendo dove il kompagno Pisapia ( ve lo ricordate sul palco con Vendola …gli zingari sono nostri fratelli ) abbia trovato i fondi…lo scrivi tu Zambolin o ti devo fare la lista degli aumenti in tasse e tassine che ha rifilato ai milanesi ?

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