Il Caffè Impero molla la presa e lascia piazza Vittoria dopo 80 anni

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Ultimo giorno di lavoro per il Caffè Impero, aperto in piazza Vittoria sin dal lontano 1932. Il bar dei ciapèt – così veniva chiamato perché la vista dei tavolini era sulle terga della statua del Bigio – non ha retto alla crisi e poche ore dopo l’inaugurazione della metro si è ufficialmente trasferito in via Gualla. Senza nemmeno aspettare il ritorno del colosso di Arturo Dazzi. Anzi: guardandosi bene dall’aspettarlo. Il principale motivo della chiusura sono infatti i troppi cantieri: quelli della metro, durati otto anni, ma anche quelli che dovranno arrivare per la posa del Bigio e del rifacimento del manto stradale.

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  1. Altra perdita storica per il centro di Brescia che fa il paio con il trasferimento della centenaria Pasticceria Piccinelli di Via Palestro. Considerando l’invenduto immobiliare in zona, compreso l’intero Quadriportico, e le chiusure a raffica di attività commerciali, c’è di che essere davvero allarmati.

  2. Ecco. C’era da aspettarselo, dopo Piccinelli adesso anche il Caffè Impero se ne va. Cosa ne sarà del nostro bellissimo centro storico? Ulteriore esempio dell’incapacità di Paroli e della sua giunta di pensare alla città PER la città. Il centro storico di Brescia si svuota. L’avvio della metro avrebbe dovuto essere l’occasione del rilancio del centro, ma una giunta incapace di occuparsi dei bisogni della città non ha saputo provvedere nel modo opportuno. D’altra parte, c’era da aspettarselo: il pgt che prevede 3 centri commerciali non è un segnale di interesse per il cuore storico della città. Cosa ce ne facciamo di una metro bellissima che porta in un centro abbandonato? Eppure si trattava solo di mutuare esempi di successo attuati in altre città…ma anche copiare bene non è da tutti. Una vergogna che noi bresciani non ci meritiamo. Brescia esige IL cambiamento ed è evidente che i partiti non sono in grado di interpretarlo (purtroppo nemmeno il pd è in grado di garantirlo..deve prima rinnovarsi profondamente al suo interno per avere qualcosa di buono da proporre). Le amministrative di maggio sono l’occasione per cambiare e l’unica alternativa seria, credibile e concreta è quella rappresentata dal candidato sindaco Onofri (anche se aspetto con curiosità la proposta grillina…). Brescia ha problemi (che non sono di destra o di sinistra) la cui risoluzione non può essere vincolata alla volontà di chi ha fatto della politica la propria professione (il ritorno personale impedisce il vantaggio collettivo…ormai abbiamo troppe prove che è così). Non c’è alternativa, mi sembra. L’unico tentativo è la strada del civismo costruttivo, preparato e competente.

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