Il Banco di Brescia chiude bene i conti del 2012 e conferma la sua solidità. Nonostante la crisi

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Il consiglio di amministrazione del Banco di Brescia ha approvato il bilancio del 2012. I conti dell’istituto bresciano si chiudono con una raccolta dalla clientela, al netto dei prestiti obbligazionari infragruppo e a controparti istituzionali, a 10,9 miliardi (10,4 miliardi a fine 2011) e una raccolta indiretta da clientela privata a 12,5 miliardi (12,9 miliardi a fine 2011). Mentre i crediti verso clientela sono stati di 13,2 miliardi (13,6 miliardi a fine 2011). Eccellente la solidità patrimoniale: il patrimonio, al netto dell’utile di esercizio, è pari a 1.391 milioni di euro (+ 1,2% rispetto alla consistenza di fine 2011), mentre il Tier 1 al 17,60% (15,43% a fine 2011). Nonostante un calo del margine di intermediazione e una politica più stringente in tema di accantonamenti su crediti, inoltre, l’utile di esercizio della Banca si è attestato a oltre 23 milioni di euro. Numeri significativi, raggiunti nonostante la stagnazione del quadro macro economico, la caduta della domanda interna, il crollo dei consumi e tassi di mercato ai minimi storici. Che confermano la solidità dell’istituto, riferimento del tessuto economico, delle famiglie, delle imprese e dei piccoli operatori economici della Leonessa.

DI SEGUITO IL COMUNICATO

Il Consiglio di Amministrazione del Banco di Brescia, presieduto da Franco Polotti, ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2012, che verrà sottoposto all’Assemblea degli Azionisti convocata per il 21 marzo 2013, per l’approvazione del bilancio e per la proposta di distribuzione di un dividendo di 0,01477 euro per ciascuna azione totalmente detenuta dalla Capogruppo UBI Banca.

I proventi operativi, pari a 459,4 milioni di euro, hanno mostrato un calo del 15,2% rispetto all’anno precedente. In quest’ambito, il margine di interesse è ammontato a 252,9 milioni di euro, con una diminuzione del 16,8% per effetto soprattutto della contrazione dei tassi. Le commissioni nette, pari a 187,6 milioni di euro, hanno registrato un decremento del 6,1% rispetto al 2011 per il minor apporto della componente relativa all’intermediazione e gestione di prodotti finanziari, mentre le commissioni connesse all’attività bancaria commerciale sono risultate in lieve crescita. L’attività di negoziazione e di copertura ha prodotto un risultato negativo di 3,1 milioni di euro, contro uno positivo nel 2011 di 1,4 milioni, per il maggior costo delle coperture dei mutui a tasso fisso. I proventi netti di gestione sono risultati pari a 21,7 milioni di euro, in calo rispetto ai 35,5 milioni del 2011 per il venir meno degli introiti derivanti dall’operazione di cartolarizzazione. Al netto di questa componente straordinaria, il saldo sarebbe risultato di poco inferiore a quello del 2011. Sul versante dei costi, le azioni strutturali di contenimento delle spese hanno consentito di registrare un’ulteriore decrescita. In virtù di questa attività di monitoring, gli oneri operativi, pari a 304,2 milioni di euro, sono diminuiti del 2,7% rispetto a quelli – già compressi – dell’anno precedente. In sintesi, essi comprendono: spese del personale per 171,5 milioni di euro (-1,2% rispetto al passato esercizio, pur comprendenti accantonamenti per gli incentivi all’esodo pari a 7,2 milioni di euro), altre spese amministrative per 122,6 milioni di euro (-4,8%) ed ammortamenti per 10 milioni di euro (-2,4%). Come anticipato in premessa, l’utile dell’esercizio è stato influenzato dal generalizzato deterioramento della situazione economica e dalla crescita delle rettifiche su crediti attestatesi a fine anno a 112,2 milioni di euro (65,7 milioni nel 2011), anche in applicazione di più stringenti regole sugli accantonamenti. A seguito delle sopra descritte dinamiche, il Bilancio 2012 della Banca ha chiuso con un utile netto di 23,2 milioni di euro, in calo del 75,6% rispetto a quanto registrato nel 2011.  

I DATI PATRIMONIALI AL 31 DICEMBRE 2012 A fine 2012, gli impieghi con la clientela si sono attestati a 13,2 miliardi di euro, contro i 13,6 miliardi di euro dell’esercizio precedente. L’aggregato è stato positivamente influenzato dalla crescita dei crediti da attività commerciale (conti correnti, in particolare), mentre si evidenzia la riduzione dei mutui e degli impieghi finanziari a breve termine. Rispettando l’impegno di continuare a sostenere le economie locali dove la Banca è storicamente presente, si è privilegiato l’accesso al credito alle imprese di più piccola dimensione ed alle famiglie, rispetto alla componente “large corporate”, ulteriormente ridimensionata. Nel 2012 la consistenza della raccolta diretta è risultata pari a 12,1 miliardi di euro, contro un saldo di 12,7 miliardi di euro a fine 2011. Depurando l’aggregato complessivo di componenti Istituzionali passate alla Capogruppo, nonché dei prestiti obbligazionari sottoscritti con la stessa, la Raccolta da Clientela presenta una crescita del 4,7%. Buona la dinamica delle obbligazioni di propria emissione, al netto dei prestiti obbligazionari sottoscritti dalla Capogruppo, che ammontano a 3,3 milioni di euro (+ 18,4% rispetto al 2011). La raccolta indiretta da clientela privata, ai valori di mercato, si è attestata a 12,5 miliardi di euro, con una contrazione del 3,4% rispetto alla consistenza di fine 2011. Il patrimonio, al netto dell’utile d’esercizio, è risultato pari a 1.391 milioni di euro, l’1,2% in più di quello dell’anno precedente. La solidità patrimoniale della Banca è confermata da coefficienti ben al di sopra delle soglie minime fissate dall’Organo di Vigilanza, difatti: il rapporto fra il patrimonio di base ed il totale delle attività a rischio ponderate (Tier 1) si è fissato al 17,60% (era il 15,43% nel 2011) ed il rapporto fra il patrimonio di vigilanza ed il totale delle attività a rischio ponderate (Total Capital ratio) è aumentato dal 15,75% al 17,60%. Oggi, a seguito del processo di ottimizzazione territoriale, l’articolazione della rete commerciale, risulta composta da 9 Direzioni Territoriali, 322 sportelli dislocati in 17 province, 9 Private & Corporate Unity e 12 Corner, 7 Centri Estero e 2.555 dipendenti (2.584 collaboratori e 364 sportelli a fine dicembre 2011).         

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UN COMMENTO

  1. ..eccellenti risultati….a me non sembrano…se guardo agli 135 milioni della popolare di bg dello stesso gruppo ubi abbiamo da vergognarci…

  2. Bene, si mostrano soddisfatti della raccolta fatta con il lavoro ed il sudore di altri, obbligati per disposizioni di legge a portare tutto il prodotto del loro lavoro in banca. Divideranno i frutti di questo tra pochi convinti di essere nel giusto.
    Come Farisei di venerata memoria godono i frutti delle lacrime delle vedove e degli orfani, degli interessi fatti sui fallimenti di altri, dei mutui alzati in modo unilaterale, dei conti chiusi chiedendo il rientro dai fidi, dai soldi ricevuti dalla BCE ed usati per ripianare perdite dovute ad azioni finanziarie indegne ed immorali. Bene …Vantatevi…..div idete il vostro frutto…a noi poveri mortali non resta che invocare la giustizia di Dio..

  3. UBI ? L’incorporante era BPU (i bergamaschi) gli incorporati Banca Lombarda (i bresciani): ovvio che uomini, strutture e strategie fossero finalizzati a dimostrare chi aveva vinto e chi aveva perso. Il problema, comune a tutte le fusioni per incorporazione ed aggravato dall’adozione suicida della governance duale, è dopo sei anni tuttora irrisolto nelle guerre interne fra i top manager. E le conseguenze continuano a pagarle tutti: soci, dipendenti e non ultimi i clienti…

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