Visite psicologiche per 46 profughi, probabili vittime di torture, stupri e violenze

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Si è svolta in Prefettura la seduta del “Tavolo provinciale chiusura emergenza migranti”, a cui hanno partecipato tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Questo ciò che è emerso: i profughi presenti sul territorio provinciale bresciano sono 79, di cui 67 ospitati nelle strutture alberghiere e 12 nelle varie realtà associative. Con le partenze del prossimo 15 marzo, gli stessi saranno 60, di cui, rispettivamente, 56 nelle prime e 4 nelle seconde. Tra di essi, 6 sono da considerare rientranti nelle “categorie vulnerabili” (nei confronti dei quali dovrà essere assicurata l’assistenza fino all’inserimento nello Sprar).

Per i restanti 54 profughi, il tavolo provinciale ha verificato che 8 rientrano in una delle “altre categorie” indicate dal Ministero dell’Interno, e cioè coloro che sono in attesa di ricevere il rinnovo del permesso di soggiorno e del titolo di viaggio. Il Tavolo, invece, ha ritenuto che, per le rimanenti 46 persone, sia necessario procedere a definitive valutazioni in ordine alla residua possibilità, da molti paventata, che possano rientrare in quella parte della categoria dei vulnerabili che fa segnatamente riferimento alle “persone per le quali è stato accertato che abbiano subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale”. A tal proposito, uno psicologo dell’azienda sanitaria locale di Brescia e uno psicologo individuato dallo Sprar procederanno con immediatezza alle opportune verifiche e ne daranno notizia al Tavolo, che tornerà a riunirsi il 27 marzo prossimo per le decisioni conclusive.

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