Scomparso in Brasile, probabile vittima di omicidio. L’appello disperato dei genitori

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Sono ore di apprensione e di paura per i genitori di un giovane bresciano del 1980, Gabriele Fogazzi, scomparso nelle giornate tra l’1 e il 2 febbraio scorso in Brasile, nella circoscrizione di Porto Seguro nello stato di Bahia, in località Taperapuam. I genitori, che nel mese di gennaio avevano acquistato un’abitazione nella zona, hanno potuto denunciare la scomparsa di Gabriele alle autorità locali solo dopo 48 ore, in data 4 febbraio. Due giorni dopo la denuncia, il 6 febbraio scorso, le Autorità locali hanno rinvenuto un cadavere riverso su un cespuglio ai margini della strada che collega il quartiere Projeto Mangabeira al resto della città di Porto Seguro e che dalle stesse è stato associato all’identità di Gabriele Fogazzi. Il cadavere, secondo quanto indicato dal primo esame medico-legale, si trovava in evidente stato di decomposizione, con un fenomeno di scheletrizzazione del cranio e maniche della camicia strappate in tutta la loro estensione, “il ché fa pensare che l’uomo sia stato assassinato”, fa notare l’avvocato dei genitori Luca Dagnoli. Le stesse Autorità locali hanno qualificato l’evento come “omicidio”. I genitori sono stati chiamati al riconoscimento del cadavere, ma le pessime condizioni del corpo “ci hanno impedito di esprimere un certo giudizio se si trattasse o meno di nostro figlio Gabriele”, scrivono i genitori nella lettera di denuncia inviata al Ministero degli Esteri per fare chiarezza sul caso. Successivamente i genitori di Gabriele sono stati sottoposti a prelievo di sangue e tampone salivare prodromici all’esame del D.N.A con l’intento di confermare o escludere il legame genetico con il cadavere ritrovato a bordo strada. Dopo più di un mese però, “non abbiamo ancora avuto risposta sull’esito delle analisi e nessuna delle autorità di polizia della zona ci ha contattato dal momento del nostro rientro in Italia che è avvenuto il 22 febbraio scorso”, lamentano i genitori. Gli stessi fanno sapere che durante le indagini i poliziotti brasiliani hanno sequestrato anche due cellulari appartenenti a Gabriele, ancora in loro possesso. “Dopo più di un mese dalla scomparsa di nostro figlio Gabriele non sappiamo ancora se il cadavere ritrovato il 6 febbraio scorso corrisponde o meno alla persona di nostro figlio – continuano i genitori nella lettera di denuncia – e nemmeno gli avvocati brasiliani a cui abbiamo conferito mandato per tutelarci e rappresentarci davanti alle autorità locali ci hanno più contattato”.

Disperati per la scomparsa del figlio e determinati a ritrovarlo, o almeno a conoscere il motivo della sua morte, i coniugi Abele Fogazzi e Faustina Bignardi hanno deciso di rivolgere il loro disperato appello al Presidente della Repubblica, al Ministero degli Esteri, al Consolato italiano a Salvador di Bahia e alo comando dei Carabinieri di Brescia. Questi ultimi, ricevuta la lettera di denuncia, hanno convocato i genitori in caserma per conoscere i dettagli sulla scomparsa del figlio Gabriele. Risposta immediata anche da parte del Ministero degli Esteri che ha trasmesso la comunicazione alle autorità brasiliane per fare luce sulla vicenda. Ad oggi però la scomparsa di Gabriele rimane ancora un mistero.

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