Rezzato, esasperata dalle violenze denuncia il figlio tossico di 16 anni

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Per mesi ha provato a reagire, cambiando casa, esortandolo a smettere. Ma nulla. Alla fine ha ceduto e ha chiamato i carabinieri, denunciando il figlio di 16 anni. Una madre esasperata dalle continue minacce e aggressioni del figlio che le chiedeva con violenza i soldi per la droga e le ricariche del cellulare. Dopo un mese di verifiche i militari di Rezzato sono intervenuti il 20 marzo, portando il 16enne al carcere minorile Beccaria. Data l’età probabilmente il ragazzo lascerà la casa di pena e si valuterà un suo ritorno a casa o la permenenza in una comunità.

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  1. Se una madre arriva a questo punto vuol dire che proprio i tentativi erano inutili: Ha fatto bene, sicuramente ne avrà sofferto…
    Ma un giorno, il suo pargoletto, se sarà servita la lezione, la ringrazierà!

  2. Certo, è probabile che anche altri fattori abbiano contribuito al determinarsi, in questo caso, di una situazione esasperata, ma è evidente che il proibizionismo in materia di stupefacenti non fa che rendere costoso il procurarseli (senza impedirne davvero la possibilità) e rende il commercio delle sostanze rischioso ma altamente remunerativo, quindi favorisce la diffusione di un mercato illegale ma invincibile che mira ad espandere al massimo la clientela, colpendo anche gli adolescenti. Altre sostanze, pericolose quanto e più di quelle illegali, sono gestite in un mercato legale e perciò, quantomeno, pur provocando problemi anche gravissimi, difficilmente sono alla base di situazioni come quella descritta. I cervelli collegati, se sono guasti, servono a poco, anzi rischiano di essere dannosi.
    Bob

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