Tra le proposte di Forza Nuova per il rilancio del commercio cittadino il controllo degli esercizi stranieri

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A gennaio e febbraio di quest’anno, nel solo settore della distribuzione commerciale, sono “spariti” quasi 10.000 negozi, con un vistoso crollo (-50%) delle aperture di nuove attività rispetto al 2012. Lo afferma la Confesercenti, segnalando che si tratta del dato peggiore degli ultimi 20 anni: praticamente hanno chiuso 167 imprese al giorno. Se tale trend restasse invariato, dice la Confesercenti, a fine anno si avrebbe la scomparsa di 60.000 negozi con il licenziamento di 200.000 addetti nel settore. Forza Nuova, considerato il forte impatto che un fenomeno di tale portata sta esercitando sul tessuto socio-economico italiano e l’urgente necessità di provvedimenti concreti per invertire questa tendenza negativa, ha sentito il bisogno di indire una consultazione per tutti i commercianti del centro storico bresciano chiedendo loro di segnalare i problemi più urgenti riguardo alla crisi della propria attività, insieme alle relative proposte sui provvedimenti attuabili già dai prossimi mesi. Presentando il proprio candidato sindaco alle elezioni comunali di Brescia 2013, Forza Nuova ha promesso di portare in Loggia le tematiche che risulteranno più sentite, “ma fino ad ora rimaste inascoltate”. Tra le proposte che potrebbero aiutare la ripresa economica, Forza Nuova individua:

– Abolizione della campagna “Libera domenica” imposta dal governo Monti, che, con l’autorizzazione alle aperture domenicali, sfavorisce i piccoli esercizi a favore dei grandi centri commerciali;

– Controllo della proliferazione di esercizi stranieri, che spesso non rispettano le regole in materia fiscale o igienico-sanitaria, mettendo in atto una “concorrenza sleale” e svalutando le aree cittadine colpite (Corso Garibaldi, Carmine, Stazione, Via Milano);

– Riduzione della tassazione competente al Comune (Tares, aliquota Imu) e ricerca di sistemi alternativi per coprire le spese comunali, come la proposta di una “moneta comunale parallela”, già sperimentata efficacemente in più regioni e comuni italiani;

– Snellimento della burocrazia nei rapporti con le istituzioni e incentivi fiscali per l’assunzione di giovani italiani in difficoltà lavorativa;

– Revoca del mandato di riscossione a Equitalia e gestione diretta delle entrate nelle casse comunali, con conseguente risparmio economico annuo e un trattamento meno oppressivo verso gli esercenti in difficoltà.

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UN COMMENTO

  1. Potreste spiegare meglio il punto della "moneta comunale parallela" e la sua sostenibilità economica e legale per favore. Grazie

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