La prostituzione? E’ da legalizzare. Parola dei lettori di Bsnews.it e 12 Mesi

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Il business del sesso a pagamento sembra decisamente meno in crisi di altri. E anche per questo in molti sono convinti che sia opportuno legalizzare il fenomeno, costringendo le lucciole a pagare le tasse. E garantendo così un’entrata cospicua allo Stato. Così sembrano pensarla molti lettori di Bsnews.it e 12 Mesi, che nelle scorse settimane sono stati sentiti telefonicamente per dire la loro sull’argomento. Anche spulciando le risposte non sono in pochi a pensarla in maniera diversa.

Di seguito riportiamo la domanda che abbiamo posto, e le generalità dell’intervistato: comune di residenza, attività lavorativa e nome (o nickname scelto). Buona lettura.

LA DOMANDA

"Si parla tanto d’evasione fiscale, di redditometro, di crisi. Tenendo conto di alcuni numeri (70 mila prostitute circa nello Stivale, per un business di 5miliardi di euro annui), e dell’esistenza dei già tollerati "centri benessere" a marchio cinese, lei sarebbe favorevole alla legalizzazione della prostituzione, a fini fiscali? Insomma, farebbe pagare le tasse alle "lucciole"? In secondo luogo, non pensa che, ufficializzare le case chiuse oggi formalmente proibite e controllarle sia sotto il punto di vista amministrativo e fiscale sia igienico-sanitario agevolerebbe la lotta alla criminalità e allo sfruttamento?"

LE RISPOSTE

Brescia – Bar – Commercio – Francesco Taveri

E’ giusto legalizzare la prostituzione: le case di tolleranza sono controllate, non solo a livello fiscale. Sulle strade c’è troppo marciume… La legge Merlin si può anche cambiare.

Brescia – Arredatrice Interni – Professionisti – Francesca

Sì sarei favorevole alla legalizzazione delle prostitute e alla ufficializzazione delle casa chiuse.

Brescia – Giornalista – Professionisti – Bruno Forza

Credo che quella della prostituzione sia una delle ferite più dolorose della nostra società. Dal punto di vista puramente economico e strategico il discorso non fa una piega, ma credo che chi gestisce il nostro Paese debba ragionare innanzitutto come un buon padre di famiglia. Quale genitore sano di mente direbbe alla propria figlia: “Prostituisciti pure, l’importante è che tu sia in regola con il fisco”?. Credo sia inaccettabile che nel 2013 delle donne siano ancora costrette a vivere vendendo il proprio corpo. Non si può pensare di risolvere il problema creando, di fatto, posti di lavoro nel mondo della prostituzione. Le soluzioni sono altre e istituire un mercato legalizzato che non rispetti la dignità umana è inammissibile.

Brescia – Pensionata – Privato – Ornella

Non ufficializzerei mai le case chiuse. A me piace la legge Merlin: lo Stato deve starne fuori.

Brescia – Insegnamento – Privato – Flavia

In linea di massima sarei favorevole, anche se bisognerebbe debellare a monte il problema: alla radice, combattere il sistema col quale la mafia si arricchisce.

Brescia – Psicologa – Professionisti – Orietta Belotti

La prostituzione non è certo un segno di evoluzione sociale. Molto discutibile da più punti di vista: affettivo, sociale, igienico-sanitario, morale. Che tristezza una donna che vende il proprio corpo e che tristezza pensare ad un uomo che paga per questo. Ma l’analisi oggettiva ci dice che è un fenomeno di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Di tutti gli strati sociali e culturali. Insomma, dobbiamo ammetterlo, sembra proprio ineliminabile. E allora? Va bene la tassazione. Mi sembra una scelta equa. Abbiamo bisogno di soldi, andiamo a prenderli dove ci sono.

Brescia – Pasticcera – Commercio – Rosyzur

Mi trova perfettamente d’accordo sul tassare la prostituzione.

Brescia – Impiegata – Marta

Sì, sono favorevole alla legalizzazione della prostituzione. Francamente non ne posso più di andare in giro in macchina (anche in orari poco sospetti) e trovarmi ad ogni crocicchio lucciole ed anche, talvolta, mezze lucciole e mezzi "luccioli"…mezzi nudi per la città. Comincia anche a turbarmi il pensiero che mia figlia di tre anni comincerà a mettere il naso fuori dalla macchina e a notare "certi movimenti" che non mi sembrano il massimo della finezza. Si potrebbe provare e poi confrontare i vari dati e risultati eventualmente ottenuti grazie a questa grossa novità, tutto potrebbe poi essere rivisto ed in mancanza di certi obiettivi raggiunti si potrebbe tornare a chiuderle come già propose la Senatrice Merlin alla fine degli anni ’40.

Brescia – Bar – Commercio – Giorgio

A livello fiscale non credo che questa sia la soluzione ai nostri problemi. La legalizzazione della prostituzione potrebbe essere uno strumento per la lotta allo sfruttamento ad opera della malavita.

Brescia – Accessori, bigiotteria – Commercio – Lidia Braion

Sono d’accordo, la reputo sicuramente una cosa da fare, e non solo per le tasse. Questi "centri massaggio" continuano a chiudere, segno che questa realtà è presente, inutile far finta che non esista: con il provvedimento, scemerebbe questo "commercio".

Brescia – commercialista – Professionisti – Gio’

E’ un "mestiere" che non scompare, e che viene permesso e tollerato sulle strade: o si riesce ad eliminare il fenomeno, cosa purtroppo difficile, oppure quantomeno lo si mette in sicurezza. In quest’ottica, quindi, sarei favorevole alla riapertura delle case chiuse: meno sporcizia, sfruttamento, malattie.

Brescia – Giornalista – Professionisti – Edonista Epicurèa

La proposta è illogica e tradisce unicamente la volontà di mettere in pratica il (triste) motto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. Non voglio pensare, infatti, che la maggioranza di chi si prostituisce lo faccia per vizio e ferma volontà: quale donna non vorrebbe dare un altro corso alla propria esistenza, un quotidiano che non preveda lo svilimento di sé stessa, nel senso più laico possibile? Chi, difatti, oggigiorno si prostituisce volontariamente non lo fa certo per pochi spiccioli, alla mercé di malattie e violenza: queste donne, senza che lo Stato ci metta becco, si sono già perfettamente organizzate per esercitare la professione a loro piacimento. Sono le tante escort dello Stivale, le “coscelunghe” ammantate di pellicciotti e paccottiglie d’oro che non di rado finiscono per ricoprire – ahinoi – ruoli di pubblica utilità. Facciamole pagare a loro le tasse, anche domattina, sui redditi a tanti zeri. Le altre, quelle che ci mettono la faccia, quelle con le calze smagliate e il trucco biascicato, il passo malfermo e la risata triste, le donne che fanno baccano sotto alle finestre di periferia agguantando 10 euro e un virus letale, tutto insieme, quelle, per carità, recuperiamole (e penalizziamo chi le sfrutta, chi le cerca).

Brescia – Artigiano – Alberto Benzoni

Parto dal presupposto che ufficializzare la prostituzione per il ritorno economico fiscale è aberrante. Eventualmente preferirei ragionare sul fatto che trovo giusto, per togliere la criminalità di mezzo, dare sicurezza alle donne, dar loro la possibilità di visite periodiche, ufficializzare un mestiere che c’era c’è e ci sarà sempre. Se da questo poi verrà un vantaggio fiscale va bene ma suona male come il guadagno che lo stato fa sul gioco e sulle persone malate che ne usufruiscono.

Brescia – Accessori, bigiotteria – Commercio – Frassine Pasqua Enghebeen

Favorevole: la prostituzione esiste e, aldilà del fattore morale, è giusto che sia legalizzata sia dal punto di vista economico che sanitario.

Brescia – Accessori – Commercio – Viviana Mantovani

Io credo che sia giusto legalizzare un mercato che gia’ esiste da tempo, contro il quale non si e’ fatto nulla per abolirlo, anzi e’ sempre incentivato, sia nel web che nella vita reale, quindi legalizziandolo le lucciole darebbero il loro contributo allo stato con il versamento delle tesse come tutti noi lavoratori. Inoltre ci sarebbe un maggiore controllo sanitario e si eviterebbero situazioni di sfruttamento e maltrattamento, perche’ spesso le donne che fanno questo lavoro sono costrette dagli uomini che vogliono lucrare su di loro, quindi piuttosto, che ci sia questa tratta di persone che equivale a quella della schiavitu’ in chiave moderna, sarebbe meglio che ci fossero luogo ben definiti dove adempiere a questo mestiere, in modo tale che si abolirebbero le figure degli sfruttatori.

Brescia – Pensionata – Privato – Delia

Dico "no" alla legalizzazione della prostituzione, sì alla legislazione punitiva anche nei riguardi dei clienti.

Brescia – Cartoleria – Commercio – Andrea

Debellare è impossibile, meglio quindi cercare di "legalizzare" in qualche modo, tendando di far emergere un po’ di "sommerso", anche se la criminalità ci si infiltrerà massicciamente così come avvenuto per le sale gioco. Per quanto riguarda l’aspetto igienico-sanitario credo che sia un aspetto da non sottovalutare.

Brescia – Insegnamento – Privato – Anna Black

Non ritengo questa misura efficace per combattere criminalità ed evasione fiscale, in quanto la criminalità stessa prevederebbe altre strategie per aggirare il problema.

Brescia – Insegnamento – Privato – Red Mandala

Sono tendenzialmente d’accordo, perché tale legalizzazione potrebbe avere conseguenze positive, quali: il controllo sullo sfruttamento e la riduzione in schiavitù delle prostitute straniere, un maggior controllo della diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, una minore esposizione delle prostitute ai pericoli degli incontri sulla strada, una minore esposizione dello sguardo infantile su fenomeni poco educativi presenti in spazi pubblici e, in ultimo, la possibilità di ricavare da parte dello Stato parte degli introiti legati a tale attività. Rimango in dubbio sui possibili risvolti negativi che nella società italiana potrebbero insorgere. Vista la diffusa tendenza all’illegalità, ciò che può essere efficace all’estero non è detto lo sia in Italia, dove è minore il senso civico e maggiore la propensione alla truffa e alla corruzione. Per cui, chi conosce persone potenti, chi ha contatti con la politica, la mafia, la Chiesa ecc sarà protetto mentre verranno colpiti i cittadini indifesi.

Brescia – Commercio – Do

Concordo con la legalizzazione della prostituzione in toto, in particolar modo come lotta allo sfruttamento ed alla criminalità.

Brescia – Insegnante – Cinzia

Sì alla fiscalizzazione delle prostitute. No alle case chiuse, la criminalità ci sarebbe comunque.

Brescia – Personal trainer – Professionisti – Sipario Girl

Sono si favorevole alla legalizzazione della prostituzione, non di certo a finalità fiscali, esclusivamente a fini di tutela igienico-psico-sanitaria delle prostitute e per portare ai minimi termini lo sfruttamento e la criminalità che a essa sono strettamente correlate. La legalizzazione della prostituzione deve compiersi con l’apertura di spazi appositi controllati.

Brescia – Libero professionista – Professionisti – Tania Bertini

Mi ritengo favorevole alla legalizzazione della prostituzione non tanto perché accetto questo tipo di “professione”, che ritengo disdicevole per chi la esercita e per chi la sfrutta, ma perché è fondamentale che nella nostra società vengano arginati fenomeni come lo sfruttamento della prostituzione, il trattamento in schiavitù e l’evasione fiscale di lucciole e magnacci. Sicuramente è fondamentale anche il controllo igenico-sanitario di chi si prostituisce.

Brescia – Manager d’azienda – Adgmi

Si. Sono d’accordo rispetto alla legalizzazione della prostituzione e all’apertura delle case chiuse. E’ un fenomeno presente da sempre. Alla pari del fumo e dell’alcool necessita di una regolamentazione che inevitabilmente porterebbe a benefici sia fiscali che sociali.

Brescia – Medico – Professionisti – Ilaria

Sono favorevole alla proposta.

Brescia – Privato – Elizabeth Bertoli

La prostituzione è un fenomeno che esiste e che non si può eliminare constatandone semplicemente l’illegalità. La legalizzazione favorirebbe il controllo e la gestione di un giro d’affari notevole, per non parlare della salute e dell’eliminazione dello sfruttamento delle donne che praticano questa "professione".

Brescia – Privato – Giul79

No, non sono favorevole alla legalizzazione della prostituzione. Non nego che questo provvedimento potrebbe portare alcuni benefici di carattere fiscale e sanitario (comunque da dimostrare), tuttavia penso che compiremo un passo decisivo per uscire dalla crisi quando troveremo il coraggio di fare non ciò che è utile, ma ciò che è giusto. La prostituzione rappresenta un’idea della vita delle persone e della dignità della donna che non migliora certamente la nostra società.

Brescia – Pr – Professionisti – Marginalia 72

Come è possibile far fare la dichiarazione dei redditi per un’attività immorale, anche se non illecita? Il Fisco sarebbe paragonabile ad uno “sfruttatore” che esige parte di un’attività, che peraltro non riconosce. Si parlerebbe poi di reddito autonomo? Si configurerebbe anche il diritto alla pensione? Riaprire le case chiuse? Probabilmente ristabilirebbe un certo decoro per strada, ma non contribuirebbe a punire lo sfruttamento. La prostituzione schiavizza e avvilisce le donne. L’uguaglianza tra sessi non può essere ottenuta fino a quando si continuerà a comprare, vendere e sfruttare le donne. La prostituzione non è solo un problema di ordine pubblico da regolamentare perché “fa parte della società e ciò deve essere accettato”. La prostituzione è violenza e danno per la società, che sia “volontaria” o forzata

Brescia – Libreria – Commercio – Roberta Bontempi

Riaprirei le case chiuse, sì: conseguentemente, verrebbero pagate le tasse, ci sarebbero controlli sanitari, e più ordine pubblico.

Brescia – Avvocato – Libera professionista – Brescia

Non sono favorevole alle case chiuse perché secondo me non farebbero altro che peggiorare la situazione dello sfruttamento delle donne. Non credo comunque che servirebbero alla lotta all’evasione fiscale perché lucciole e clienti troverebbero comunque il modo di evadere.

Brescia – Impiegata di casa editrice – Ombretta

Concordo nelle case chiuse (ma vigilate) e nel far pagare le tasse. 2. Che la regione Sicilia inizi a pagarle le tasse che poi le potrà trattenere! Tratteniamo in Lombardia i soldi lombardi aiutando anche le piccole aziende. 3. Sono contraria al parcheggio sotto il castello: di parcheggi ce ne sono tanti anche senza andare a trivellare ulteriormente…

Brescia – Impiegato di casa editrice – Brescia

Più che far pagare le tasse alle lucciole, metterei in galera chi le sfrutta (case chiuse comprese)…

Brescia – Titolare dell’Osteria Nonna Mercede – Ruggero Bonometti

La legge Merlin è qualcosa di obsoleto e sarebbe ora che la prostituzione venisse legalizzata. Non intendo dire che la professione più vecchia del mondo vada incentivata, sto dicendo che è giunto il tempo di togliere il velo di ipocrisia che ricopre la questione. Come semplice dato di fatto, il sesso prezzolato c’è sempre stato e sempre ci sarà. Sono convinto che la maggior parte delle donne che vendono il proprio corpo, lo fanno per scelta; anche per questo, penso sia tempo di regolarizzare la cosa, per una serie di importanti ragioni, come la garanzia di controlli sanitari, la tutela delle donne e dei clienti, la creazione di un nuovo gettito fiscale.

Brescia – Commessa negozio di abbigliamento – Brescia

Sì, sarei assolutamente favorevole a far pagare le tasse alle lucciole, sia per un discorso di evasione sia per evitare lo sfruttamento e il racket che c’è dietro! Inoltre credo che riaprire le case chiuse consentirebbe anche un maggior controllo dal punto di vista sanitario, magari con meno rischi di contrarre malattie a trasmissione sessuale.

Brescia – Ingegnere – Libero Professionista – Ilaria L.

Favorevole, sia dal punto di vista fiscale che da quello igienico-sanitario ma soprattutto come mezzo per combattere criminalità e sfruttamento. O facciamo gli struzzi per l’ennesima volta?

Brescia – Libero professionista – Andrea Goffi

Scontato e demagogico il vantaggio in termini di maggior entrate per lo stato. La questione resta sempre morale. Pur essendo personalmente favorevole alla normazione, ritengo che il Referendum possa essere un ottimo strumento per fotografare la nuova coscienza italiana.

Brescia – Insegnante – Daniela

Non credo che la legalizzazione migliorerebbe le entrate dello stato, avremmo solo evasori ufficiali. Penso anche che lo stato che riconosce la prostituzione o la vendita di droga ne diventi complice.

Brescia – Studentessa universitaria – Monica Caratti Considerato il fatto che la prostituzione è un fattore che esiste da secoli e che non avrà mai fine, ritengo che sia più utile ufficializzare le case private. Oltre che essere un ambiente più controllato e igienico, permette di tenere a bada lo sfruttamento delle donne.

Brescia – studentessa universitaria – Elena

Non sono d’accordo a legalizzare la prostituzione, neanche per fini fiscali. La crisi e l’evasione fiscale non verranno risolti dal far pagare le tasse alle prostitute e ufficializzare le case chiuse non è risolvere il problema della prostituzione. Pensare di legalizzare tale attività per far fronte al problema economico sarebbe come legalizzare l’attività dei serial killer! (anche loro hanno delle belle entrate per il loro lavoro! maggiori di quelle delle prostitute!), o quella degli spacciatori. Si deve tendere all’eliminazione della prostituzione, non al suo riconoscimento legale perché non è un mestiere, un lavoro, ma un problema.

Brescia – Medico – Alessandro

Favorevole alla legalizzazione delle case chiuse: molte entrate per il fisco e più sicurezza per le donne che praticano questo mestiere. 2. Giusto trattenere una buona parte della tassazione nelle regioni più virtuose, non so in che termini percentuali ma sicuramente più di quanto si sta facendo ora, in una quota che comunque non arrivi al 100% dal momento che una parte della tassazione regionale è giusto che sia versata allo stato centrale. 3. Contrario alla costruzione di un parcheggio sotto il castello dal momento che per raggiungere il centro storico deve essere incentivato il trasporto pubblico e non l’automobile per la quale sono già presenti sufficienti parcheggi dalle tariffe decisamente salate.

Brescia – Commercialista – Andrea Malchiodi

C’è senz’altro bisogno di una normativa per colmare il vuoto legislativo lasciato dalla legge Merlin, ma regolarizzare la prostituzione considerandola come se si trattasse di un qualsiasi lavoro autonomo, ritengo sia lontano da un concetto di professione che nobilita e dà dignità alla persona. Inoltre, la maggior parte di queste donne sono immigrate costrette da trafficanti alla prostituzione, non certo per loro libera scelta. Pensarlo poi come un business che potrebbe fruttare allo Stato milioni di entrate in tasse, penso abbassi il nostro livello culturale e di valori. Mi chiedo quale esempio e quale formazione alla responsabilità e al rispetto della propria e altrui dignità, daremmo ai nostri giovani che sono alla ricerca disperata di un lavoro.

Brescia – Titolare della farmacia Castello – Alberto Ferrari

Sia considerando il punto di vista sanitario, che quelli fiscale e sociale, non vedo buoni motivi per non procedere all’abolizione della legge Merlin e alla regolamentazione della prostituzione. Ritengo che non ci siano negatività a rendere legale un mestiere che è sempre esistito e che non tramonterà mai, per quanto si possa essere contrari alla mercificazione del corpo. Regolamentando la professione, si possono ridurre notevolmente i rischi di malattie veneree, Aids, epatiti, insomma di tutte le patologie di origine sessuale, di cui si parla poco ma che sono più diffuse di quel che si pensa; si può combattere efficacemente la piaga dello sfruttamento e della violenza; e, non da ultimo, attraverso la tassazione, si possono assicurare allo Stato nuove risorse.

Brescia – Parrucchiere per uomo – Angelo Pagano

Sono favorevole alle case chiuse. Stop allo sfruttamento della prostituzione! Ci vorrebbe anche maggiore controllo fiscale. In questo modo ci sarebbero maggiori entrate nelle casse dello stato, inoltre con la legalizzazione delle case chiuse verrebbero effettuati più controlli igienico-sanitari… E sul lato pratico, ci sarebbero anche meno tamponamenti per strada causati da automobilisti che inchiodano per fermarsi dalla ragazza!

Brescia – Giornalista – Jacopo

Favorevole per la prima parte, parzialmente per la seconda parte della domanda.

Brescia – Insegnante – Flavia Bettoni

In linea di massima sarei favorevole, anche se bisognerebbe debellare a monte il problema: alla radice, combattere il sistema col quale la mafia si arricchisce.

Brescia – Fotografo – Matteo Marioli

Direi di si. Il "mestiere" esiste e non si è mai potuto eliminare: è inutile vivere con le fette di salame sugli occhi. La legalizzazione della prostituzione porterebbe sicuramente un introito nelle casse dello stato ma, cosa ben più importante, è che le dirette interessate non sarebbero più sfruttate (a meno di un contratto a progetto come tanti giovani di oggi!) e avrebbero un controllo sanitario adeguato. Poi ognuno è libero di fare le proprie scelte, viviamo in un paese libero e democratico o sbaglio?

Brescia – Carrozzeria Fiume – Barbara

Il tema è molto delicato. Non trovo giusto che, parlando di evasione, si vada a colpire una categoria piuttosto che un’altra, come non trovo giusto che si colpiscano i pesci piccoli a favore dei pesci grossi (le grandi lobby) che la fanno sempre franca. Il problema prostituzione oggi si è fatto più complesso e non basta mettere in campo strumenti di repressione. Bisognerebbe ribaltare questa società come un calzino, investire in prevenzione, essere più severi nelle punizioni: non può essere ridotto ad un fattore fiscale, della serie basta pagare e poi puoi praticare! Se fosse così si perderebbe di vista il reale problema!E’ chiaro che in una società dove c’è un eccesso di democrazia, non c’è la certezza della pena, ci sono carceri dalle quali esci peggio di prima. Prima di pensare a tassare le prostitute si dovrebbe fare un elenco di priorità laddove questo sia tra gli ultimi posti,anche se ritengo che tutti debbano essere tassati e che questa categoria possa anche essere controllata dal punto di vista sanitario.

Brescia – Impresa di pulizie – Eleonora Rigotti

Il problema va preso a monte: non si tratta di tasse, lavoro, legalizzazione. Qui bisognerebbe parlare di prevenzione. Legalizzare questo fenomeno, secondo me, significherebbe mantenere lo sfruttamento esistente, e favorire l’inserimento di organizzazioni malavitose nella società civile ed economica, cosa che tra l’altro già accade. Si sta parlando della dignità di donne e persone e quindi nessuna legalizzazione, ma fenomeno da fermare.

Brescia – Programmatore – Edwt

Di fondo sarei per il no: il pensiero che delle persone, donne o uomini che siano, vengano costrette a vendere il proprio corpo è becero. Allo stesso tempo sono però cosciente che la prostituzione esiste da quando esiste l’uomo e come fu inutile ai tempi il proibizionismo, così oggi è inutile chiudere gli occhi. Quindi sì, facciamo in modo che il mestiere sia reso tale e che su di esso vengano pagate le tasse. Sulle case chiuse non ho un metro di giudizio: sono nato che già non esistevano e quindi non saprei che effetto avrebbe la loro riapertura.

Brescia – Industriale – Enrico B.

Sono assolutamente d’accordo alla legalizzazione delle “case chiuse” anche se penso che tale scelta implichi dei ragionamenti di più ampio respiro e non mi limiterei alla sola valutazione sull’impatto “fiscale” della scelta. Sicuramente tale soluzione migliorerebbe la situazione di schiavitù/prigionia nella quale versano alcune poverette in mano a trafficanti criminali senza scrupoli, agevolando la lotta alla criminalità. In Italia, però, purtroppo queste soluzioni si dimostrano sempre utopistiche ed ogni modifica allo stato delle cose incontra ostacoli da uno dei “poteri forti”. 

Brescia – Industriale – Krapp

Io più che altro proporrei una licenza d’esercizio con forfait annuo. E certificazioni igienico-sanitarie ASL. Ma sul fatto che le lucciole paghino le tasse, dubito nella stessa misura secondo cui i politici corrotti vanno in galera. Gliele farei pagare, ma a nome di chi fanno la fattura? 

Brescia – Libera Professionista – Anna Leopaldo

Non ritengo la prostituzione un lavoro, non gradirei vivere in uno stato che giustifica lo sfruttamento della sessualità per soldi nè per le donne nè per gli uomini nè per i transessuali. Giustificare una violenza e renderla socialmente accettabile non sempre è una soluzione ma a volte è una resa, e se avessi un figlio che mi dice "ho deciso di prostituirmi" la prima cosa che penserei non è  chiama il commercialista per vedere se rientri nel regime dei minimi…. 

Brescia – Libera professionista – Ila

Assolutamente sì, per tutte le questioni elencate (con la ovvia premesse che la prostituzione è in ogni caso una piaga e un dramma) 

Bassa Bresciana – Insegnante – Giga

Legalizzare la prostituzione, per me, farebbe aumentare il profitto dell’attività criminale, e non eviterebbe lo sfruttamento delle donne e degli uomini cosiddetti "deboli"; preferirei che le risorse dello Stato fossero veramente impiegate a debellare questa piaga infliggendo severe ed esemplari pene, anche pecuniarie, a questi malavitosi che schiavizzano le persone (donne, uomini, bambini). Non giudico, ma non concordo con la scelta di quelle persone che si prostituiscono volontariamente.

Bassa Bresciana – Dirigente d’Azienda – Max

Dal momento che è praticamente impossibile debellare la prostituzione con tutti gli annessi per quanto concerne la criminalità, sarei propenso alla legalizzazione della prostituzione, sia a fini fiscali che igienico-sanitari, ma soprattutto per combattere le organizzazioni criminali e lo sfruttamento.

Bedizzole – Artigianato commercio all’ingrosso – Cecilia F.

Conosco realtà straniere (Germania), dove la prostituzione è una vera e propria professione e questo sistema funziona, anzi in alcuni casi la "prostituta"professionale svolge ruoli di sostegno in cure alla persona. Lasciare illegale la prostituzione non serve ad altro che a mantenere sistemi di potere basati sul disprezzo della persona. Legalizzarla e permettere a chi esercita questa professione di essere riconosciuto e dunque protetto dallo Stato civile non servirebbe solo a procurare allo Stato ulteriori entrate fiscali (a mio avviso questo è un effetto collaterale) bensì contribuirebbe a trasformare la concezione della donna/uomo e della sua dignità, eliminerebbe un bel po’ di delinquenza e andrebbe a scardinare una visione del mondo bigotta e ipocrita, tipica dell’Italia, dove si mostra una facciata pulita, ma le azioni sono abbiette.

Bovezzo – Tabaccheria – Commercio – Elena

Mi reputo d’accordo. La prostituzione c’è e ci sarà sempre: se riaprissero le case chiuse, almeno ci sarebbero i giusti controlli sanitari. In altri paesi del mondo, questo fenomeno è già stato legalizzato: perché non qui? È giusto, inoltre, che queste persone contribuiscano a portare soldi nelle casse dello Stato, pagando equamente le tasse.

Brescia – Responsabile negozio di oggetti per la casa – Migliorati Mariarosa

Si sono a favore. Tutti devono pagare le tasse ed è un lavoro anche quello, quindi dovrebbe essere regolarizzato. Penso inoltre che bisognerebbe fare più chiarezza verso quei “centri benessere”.

Brescia – Responsabile Bar – Turati Natale

Sono favorevole sia dal punto di vista fiscale che igienico sanitario. Ci sarebbero anche meno problemi sulle strade e diminuirebbe la criminalità. La situazione attuale non porta a nulla se non all’aumento di fenomeni malavitosi. E poi, con le case chiuse, come quelle di una volta, i “centri benessere” (che non sono solo gestiti dai cinesi) sarebbero davvero posti dove si va per il benessere e non per altro.

Brescia – Disoccupata – Mery 83

Sarei favorevole alla legalizzazione della prostituzione perché comunque viene praticata e pare non ci sia una diminuzione drastica, quindi farei fare la fattura a chi propone questo tipo di servizio. Il nostro cancro peggiore è il Vaticano, e con esso aumentano anche le malattie veneree che, se controllate, sarebbero meno diffuse. Lo sfruttamento non verrà eliminato, poiché avviene anche senza praticare questo genere di "servizi", ma sicuramente sarebbe più sotto controllo, come anche la persona a livello di salute.

Brescia – Insegnante – Ilaria

Senza dubbio e senza falsi moralismi riaprire le case chiuse agevolerebbe e legalizzerebbe la situazione delle lavoratrici che , non in tutti i casi ma in parecchi, potrebbero vedere migliorata la loro situazione da un punto di vista di emergenza sociale( racket, rischi di strada, violenze). Non sono quindi del tutto contro, supponendo di considerare la prostituzione un lavoro come gli altri. Il vero problema è di natura etica e ideologica: non riesco a considerarlo un lavoro come gli altri perchè lo trovo ancora legato a logiche terrificanti di  mercificazione del corpo e monetizzazione di uno scambio che vorrei vedere libero. Legalizzare tutto questo vorrebbe dire avvallare quest’idea. 

Brescia – Imprenditore -Ivan

E’ inutile fare i moralisti, la prostituzione è l’attività più vecchia del mondo, attorno alla quale, ora, c’è tutto un giro malavitoso. La legalizzazione di questa attività, oltre a portare denaro fresco nelle casse dello Stato, risolverebbe anche parecchi problemi di legalità e di giustizia. 

Brescia – Artigiano – Roberto L.

Ripristinando le case chiuse, sicuramente sarebbe più agevole il controllo e la repressione dei reati che comunque restano, come lo sfruttamento e l’induzione alla prostituzione. La “professione” deve essere una libera scelta, se svolta in case chiuse non creerebbe disturbo a persone sensibili e minori, e ci sarebbe maggiore controllo igienico-sanitario, amministrativo, fiscale ecc.   

Brescia – Pensionata – Elisa Ferrari

Sono favorevole alla legalizzazione delle case chiuse sia per un controllo fiscale ma soprattutto per agevolare la lotta alla prostituzione “selvaggia”.

Capo di Ponte – Impiegata acquisti – Ale L

Sì sono favorevole alla legalizzazione di queste “lavoratrici” in nero! E’ giusto che anche loro ricevano un’assistenza sanitaria ma che paghino come noi lavoratori i contributi.

Castel Mella – Estetica -Commercio – Elisabetta Boschini

Sono favorevole per forza: per me è una risposta scontata, e spero che sia evidente anche per gli altri. Anche senza case chiuse, vediamo che il problema resta e si sviluppa. Che paghino le tasse anche loro, quindi.

Castel Mella – Disoccupata – Roberta

Sono favorevole alla legalizzazione della prostituzione ai fini fiscali, ma anche per quanto riguarda l’aspetto igienico-sanitario, trovo che vedere prostitute per strada sia veramente squallido.

Castenedolo – Commercio – Stefano

Questa scelta eliminerebbe il cosiddetto “sommerso”: sarebbe positivo, ma dipende in che modo viene progettato. In Italia il sistema è diverso rispetto a quello di altri paesi europei, quindi è facile che qui, poi, i controlli non risultino essere adeguati.

Castenedolo – Ottica Faustini – Stefano Faustini

Questa scelta eliminerebbe il cosiddetto “sommerso”: sarebbe positivo, ma dipende in che modo viene progettato. In Italia il sistema è diverso rispetto a quello di altri paesi europei, quindi è facile che qui, poi, i controlli non risultino essere adeguati.

Cazzago San Martino – Edicola – Commercio – Anonimo

Appoggerei in pieno questa proposta: lo Stato non potrebbe che guadagnarci. Però nessuno ne parla seriamente.

Cazzago San Martino – Bar – Commercio – Anonimo

Reputo giusto riaprire le case chiuse: oltre a pagare le tasse, ci sarebbero meno "schifezze" sulle strade

Chiari – Abbigliamento – Commercio – Michela Galli

Sono combattuta. Di principio, sarei contro, ma esistono anche dei pro, come i controlli sanitari, la diminuzione della criminalità… E’ una realtà difficile.

Chiari – Sementi – Commercio – Gianpaolo Guarneri

E’ una questione che andrebbe discussa bene: ci sono molti pro e contro, s’innescherebbe una spirale complessa. Pensiamo, ad esempio, alla locazione di queste "case chiuse": si farebbe come in Olanda? Come reagirebbe il mercato immobiliare?

Coccaglio – Bar birreria – Commercio – Marco

Sono d’accordo con la riapertura delle case chiuse. Tanto questo è un problema che non si risolve.

Concesio – Pensionata – Privato – Gabriella Barzani

Favorevole eccome, sarebbe ora! A Brescia, se ne vedono tante, anche minorenni, in mezzo alla sporcizia.

Concesio – Titolare Cmb immobiliare – Alessandro Morandini

Sono pienamente a favore della riapertura delle case chiuse, o, comunque, dell’inquadramento della prostituzione come professione a tutti gli effetti. Il mio convincimento non significa che sia favorevole alla prostituzione in sé, anzi. Dipende solo da una considerazione di carattere pratico: che sia legale o no, il sesso a pagamento esisterà sempre, e, dunque, tanto vale renderlo ufficialmente un’attività professionale, con tutti i benefici che ne deriverebbero, a partire dal reperimento di una nuova, e sostanziosa, fonte di introiti fiscali. Così, magari, si potrebbe fare a meno di imposte come l’Imu, tassa che ha ammazzato il mercato.

Concesio – Pensionata – Gabriella Barzani

Favorevole eccome, sarebbe ora! A Brescia, se ne vedono tante, anche minorenni, in mezzo alla sporcizia.

Concesio – Ragioniera – Privato – Anna

D’istinto sarei portata a dire che è ingiusto che uno Stato usufruisca di introiti derivanti dalla prostituzione il cui esercizio è condannabile in linea di principio. È indubbio però che è impensabile ipotizzare di debellare il fenomeno, trattandosi del mestiere più antico (anche se ora più "globalizzato" ) ed alla cui offerta di servizi corrisponde una domanda che sembra non conoscere crisi. Inoltre per il principio di equità contributiva non è corretto che i redditi che ne derivano non siano assoggettati a tassazione come qualunque altro "lavoro". Ne consegue che per poter realizzare una tassazione in capo a questi redditi, occorre avere la possibilità di identificarne i percipienti e quindi si renderebbe necessaria l’istituzione delle cosiddette " case chiuse". È’ anche vero che alcune delle nostre strade sono diventate teatro di spettacoli a dir poco indecorosi e che, dietro a corpi così’ spudoratamente esibiti, si nascondono spesso storie di violenza e sfruttamento. Se diamo quindi per scontato che con il fenomeno e necessario convivere, trovare una soluzione per una sua regolamentazione, diversa dalle azioni di polizia, può essere valutata un modo positivo anche a tutela dell’ordine pubblico ed a protezione della salute e della libertà’ di scelta delle persone che svolgono tali attività.

Erbusco – Bar – Commercio – Giordano Lini

Io mi reputo d’accordo con la riapertura delle case chiuse: riconoscere innanzitutto la professione, ed adeguarsi, visto che non si può purtroppo eliminare dalle nostre strade. Ma penso che Stato e Chiesa non approverebbero.

Erbusco – Commercio – Anonimo

Se riaprissero le case chiuse ci sarebbero meno cose brutte per la strada, controlli sanitari (dunque riduzione delle malattie), e soldi allo Stato, visto che queste persone lavorano tutti i giorni, anche più di noi.

Erbusco – Macelleria – Commercio – Anonimo

Sono contrario, a livello etico e morale: la prostituzione non dovrebbe esistere.

Flero – Biancheria casa – Commercio – Mariella Fibreni

Sarei propensa a riaprire le case chiuse, in primis per un questione igienico sanitaria, poi anche fiscale.

Flero – Biancheria per la casa – Mariella Fibreni

Sarei propensa a riaprire le case chiuse, in primis per un questione igienico sanitaria, poi anche fiscale.

Gardone Val Trompia – Studente universitario di Gardone – Cristian Rizzini

Sarei favorevole ad una legalizzazione della prostituzione per fini fiscali, previa regolamentazione seria e che cerchi in modo netto di controllare il fenomeno: non vorrei che la riapertura di case chiuse possa diventare una sorta di tappeto dove nascondere il problema, che dovrà comunque essere costantemente monitorato, sia dal punto di vista sanitario che da quello che riguarda lo sfruttamento delle persone coinvolte.

Gardone Valtrompia – Studente universitario – Andrea Pezzoli

Io sì, sarei favorevole alla legalizzazione. Non solo per la questione economica, ma anche perché sarebbe una sicurezza dal punto di vista igienico per le "lavoratrici" e per i "clienti".

Gardone Valtrompia – Graphic designer – Tanfoglio Marco

Sono pienamente d’accordo con la riapertura delle case chiuse per i seguenti motivi: tasse, sanità, sicurezza e igiene. Credo che in questo momento nei “centri benessere” ci sia sfruttamento della prostituzione.

Gussago – Bar – Commercio – Tiziana Gigola

Sono pienamente d’accordo con la legalizzazione della prostituzione, la riapertura delle case chiuse: le prostitute ci saranno sempre, ed è meglio quindi inserirle in un contesto controllato, sia a livello sanitario che fiscale.

Gussago – Insegnante – Ersi63

Sono pienamente favorevole alla regolarizzazione delle lucciole,che paghino sia le tasse e che siano controllate a livello sanitario come avviene per altri lavoratori. Questo mestiere è già stato legalizzato da molti anni in altri Paesi, è ora che anche l’Italia si adegui ai tempi. Questo non credo che risolva molti dei nostri problemi, ma può essere un inizio per un futuro migliore.

Iseo – Bar – Commercio – Monica

D’accordo: tanto ci sono ugualmente. Proprio in questi giorni, sui giornali, si parla di chiusure di "centri massaggio" che guadagnano 30mila euro al mese! Pazzesco. Almeno paghino le tasse.

Iseo – Pensionata – Privato – Giacinta

Sono una donna, ma penso che le prostitute, nelle case chiuse, starebbero più al sicuro, al riparo da botte e malattie.

Lumezzane – Abbigliamento – Commercio – Mara Ghidini

Certo. La prostituzione è un fenomeno che c’è e ci sarà sempre. Riaprendo le case chiuse ci sarebbe pulizia, decoro

Lumezzane – foto – Commercio – Sergio Lorenzi

Molto favorevole, per tutela e pulizia. Oramai questo non è più un tabù: negli altri stati è una cosa quasi normale… dopotutto siamo nel 2013!

Lumezzane – Autoricambi – Gabriele Leo

E’ sicuramente giusto: sia a livello fiscale, sia per non dover giudicare nessuno, e poi perché si leverebbe la sporcizia dalle strade

Lumezzane – Abbigliamento – Commercio – Stella

La prostituzione non dovrebbe esistere, ma da che mondo è mondo c’è. Ci si convive. Io condanno innanzitutto chi va a prostitute, e li sanzionerei: ci sono ragazze che vengono obbligate, sfruttate al massimo, giovanissime di colore… Preferirei cercare di recuperare queste ragazze che non lo fanno certo per vizio: quelle operano in altri ambienti e per ben altri tornaconto. Poi, le case chiuse ci sono già: vi pare che i nostri ricchi vadano a raccogliere le giovani sui marciapiedi?

Nave – Abbigliamento – Commercio – Sabrina e Vania Brunori

Vediamo nascere questi “centri benessere” ogni giorno… Siamo favorevoli alla legalizzazione della prostituzione: è un mestiere che esiste da sempre, ed è giusto che oggi paghino le tasse (non pagheremmo così l’Imu!), ma anche che sanitariamente sia tutto in regola.

Nuvolento – Industriale – Meccanica – Gilberto

In merito al mercato della prostituzione, è giusto che ci sia un controllo igienico-sanitario, così pure controllo fiscale: è sempre un reddito, però diventa molto difficile da gestire, in quanto ci sono quelle che lo fanno in privato e non sono controllabili. Comunque non è la prostituzione che può risanare la bilancia dei pagamenti.

Ospitaletto – Commercio – Gabriella

La mia esperienza personale è legata all’imbarazzo col quale ho dovuto spiegare più volte ai miei figli piccoli chi erano quelle persone e cosa facevano sul ciglio della strada. Il massimo, ovviamente, è che la prostituzione non ci sia, ma nessuno ahimè la debella: è il mestiere più antico del mondo. Non ci si può trovare d’accordo con questa realtà, tantomeno con lo sfruttamento ad essa collegata. Riportarla in un ambiente più ristretto, tutelando i bambini ed instaurando norme igieniche, sarebbe quindi il "male minore".

Palazzolo sull’Oglio – Commercio – John Garner

Direi che sarebbe giusto: ci sarebbero più controlli per quello che è definito "il mestiere più antico del mondo". Per le tasse, però, è tutto da vedersi. Io, innanzitutto, diminuirei gli stipendi agli onorevoli…

Palazzolo sull’Oglio – Commercio – Marpiz

Sono pienamente d’accordo con la legalizzazione della prostituzione: di soldi ne escono parecchi, in un settore che non si può ignorare, tantomeno risolvere. Perché dunque non sfruttarlo?

Prevalle – Artigiano – Leandro

Si, sono d’accordo. Secondo me c’è un’ipocrisia spaventosa sull’argomento. Qui non si fa perché c’è il Vaticano, ma basta attraversare i confini e tutto diventa lecito. Ha presente il detto " Metà mondo vende e metà compra?" Ecco, finché c’è qualcuno che compra questo mestiere esisterà.  Finché è tutto illecito l’evasione cresce e la mafia si arricchisce. Sulle case chiuse dico no, avere dei luoghi con il timbro dello stato non mi trova d’accordo. Libertà invece a una donna che decide di fare regolarmente questa attività anche in una casa.  

Provaglio d’Iseo – Industriale – Renata Pelati

La tassazione dei proventi delle prostitute è cosa diversa dalla riapertura delle case chiuse, perchè il problema non è il controllo ma è il sistema di tassazione. Se si pensasse ad un sistema che progressivamente riduce l’imposizione sul reddito a favore di imposte di scopo e sui patrimoni, le prostitute pagherebbero come tutti perchè il loro lavoro produce reddito ma anche ricchezza e patrimonio. L’aspetto della riapertura delle case chiuse invece è una questione di libertà nell’esercizio della propria (chiamiamola così) professione. Credo che le persone possano liberamente fare quello che ritengono opportuno per sè sino a quando non mettono in discussione i diritti degli altri. Il problema del controllo sanitario non si risolve con le case chiuse che permetterebbero solo quello delle prostitute e non dei clienti che sappiamo spesso contagiare le prostitute che poi veicolano le malattie. Quindi sarebbero privilegiato il diritto alla salute dei clienti ma non delle prostitute e questo non lo trovo accettabile. Quindi prostituzione come libera scelta delle parti non normata dalla stato.

Provezze – Vigile del fuoco – Antonietta

Argomento difficile a cui rispondere… se da un lato ufficializzare le case chiuse mi sembra una sorta di sconfitta verso la lotta alla prostituzione, in quanto mi sembrerebbe un modo quasi per legalizzarla, è comunque vero che dal punto di vista amministrativo, fiscale, igienico-sanitario potrebbe contrastare molto lo sfruttamento. Ma non essendo io comunque fiduciosa nel sistema italiano, probabilmente riaprire le case chiuse rappresenterebbe soltanto spostare la prostituzione da un posto ad un altro: non più per strada ma all’interno di quattro mura. E la delinquenza e lo sfruttamento riuscirebbero probabilmente a penetrarvi ugualmente. Non so quanto la riapertura delle case chiuse possa contribuire alla regolamentazione della prostituzione.

Rezzato – Artigianato – Rossella Goffi Il costume di questi ‘’centri benessere ‘’ deve sparire, bisogna regolarizzare meglio questo settore per evitare questa cosa. Ci vogliono dei requisiti tassativi e regolamentati per evitare che tutti possano buttarsi in questo mercato, creando tale mal costume. Sulle case chiuse potrei essere favorevole solo se controllate in modo severo, con controlli sanitari non solo sulle donne, che altrimenti vengono ghettizzate, ma anche sui clienti che ci vanno.

Rodengo Saiano – Grafica pubblicitaria – Yuki

A mio parere le case chiuse non dovrebbero essere né ufficializzate, né tassate. Non dovrebbero esistere. La prostituzione non è un lavoro che una donna farebbe volontariamente se non in uno stato di disperazione o crisi economica profonda. E sono convinta che ufficializzarlo non aiuterebbe perchè chi sfrutta lo farebbe comunque.

Rovato – Ortopedia – Commercio – Lidia Gandossi

Mi trova d’accordo sulla riapertura delle case chiuse, non solo dal punto di vista fiscale ma anche etico, del decoro pubblico.

Rovato – Complementi d’arredo – Commercio – Alice nel Paese delle Meraviglie

Bene far pagare le tasse, ma questo è un problema grave e complicato. Certo, se le case chiuse riaprissero ci sarebbe meno "sporcizia".

Tavernole sul Mella – Autotrasporti –Angelo Bregoli

No, non sono favorevole alla legalizzazione della prostituzione perchè non può essere considerata una professione e le case chiuse, secondo me, farebbero  aumentare in maniera esponenziale il giro d’ affari malavitoso. 

Torbole Casaglia – responsabile commerciale – Mario

Favorevolissimo alla legalizzazione della prostituzione, in primis per una questione igienico-sanitaria e poi per quanto riguarda il discorso amministrativo, che ci permetterebbe di avere un’entrata (parlo a livelli di stato) che ora non abbiamo.

Verolavecchia – Industria-artigianato – Gabriella B. Per quanto riguarda il legalizzare la prostituzione non credo sia una buona idea. Fa parte delle attività gestite dall’ambiente malavitoso e temo che in questo modo ne aumenteremmo e legalizzeremmo il potere (col redditometro anche loro hanno bisogno di giustificare le uscite mettendo nero su bianco le entrate). Vero è che paesi del nord l’hanno legalizzata, ma stiamo parlando di un paese che attua un processo di rispetto delle leggi serio. Qui si parla di Italia, di italiani! Meglio combattere che legalizzare. Lo stato ha il monopolio del fumo e dell’alcol e del gioco. Con questi ingrassa le casse dello stato. Ma quanto costano alla società i danni del fumo, dell’alcol, e la dipendenza da gioco ? Vogliamo aggiungere anche la prostituzione?

Vestone – Studentessa universitaria – Marcella A.

Sarebbe bene se lo Stato fosse in grado poi di gestire le case chiuse in maniera corretta e quindi senza fare speculazione.

Villa Carcina – Commercio-Ristorazione – Marzia

Se una donna sceglie liberamente di fare questo mestiere, vivendolo come un vero e proprio lavoro, allora sono d’accordo sia a far pagare le tasse, sia alla riapertura delle case chiuse.

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  1. Quanta ipocrisia in chi dice di no… La prostituzione è già legale in Italia, solo che queste non ci pagano sopra le tasse…. Chi dice di lasciare le cose come stanno pensa forse di cancellare il fenomeno chiudendo gli occhi? Ridicoli!!!

  2. Perché dovremmo dire che è legale sfruttare il corpo della donna e perché dovremmo rendere facile la vita dei mariti che vogliono andare con le donnine facili?

  3. ..le.. signorine.. debbono pagare le tasse come tutti gli altri…..vuoi fare la professione ? liberissima di esercitare…ma con iscrizione all’albo e relativi controlli sanitari obbligatori, tasse comprese…..il meretricio oggi è forse l’unica fonte di reddito in nero con i quali pappa, organizzazioni criminali si arricchiscono (e la droga ) , vale anche per le signorine di tutte le nazionalità che esercitano di propria volontà e sono la maggior parte( tranne le nigeriane e le albanesi, soggette a bande di schiavisti ), x le altre che non hanno papponi ma si autogestiscono in proprio, obbligo censimento . ma dimentichiamo una cosa…..in italia c’è il vaticano quindi aspettiamoci anatemi ( però se fanno scandali loro , leggasi pedofilia e abusi sessuali quasi tutto viene insabbiato … ).

  4. ipocrita pensare che NON si possa vendere il proprio corpo, molte le fanno per comperarsi le scarpe di prada o la macchina, o la casetta in romania, comunque liberamente e coscienti di quello che fanno…ipocrisie vaticanesche…
    su 1000 ragazze, 950 lo fanno per i soldi piuttosto che fare l’operaia o la domestica e non lo cercano nemmeno un lavoro perchè guadagnerebbero ben poco al confronto..libera scelta dunque, per le schiave è diverso….le organizzazioni criminali sono da eliminare, forse con un censimento e regolarizzazioni finirebbe la tratta delle miserande e dei criminali .

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