Mattinzoli (Assoartigiani): “Irresponsabile caricare di costi chi assume disoccupati o è costretto a licenziare”

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Una posizione netta contro l’Amministrazione dello Stato che aumenta i costi per le imprese. E’ quella del presidente dell’Associazione Artigiani Enrico Mattinzoli all’indomani delle recenti novità in tema di sgravi fiscali a chi assume lavoratori in mobilità e di contributi sui licenziamenti. “Non vediamo dove sia la ragionevolezza nel continuare a gravare la piccola e media impresa, vero motore dello sviluppo e del possibile rilancio del Paese, di costi che rendono sempre più complesso il fare impresa e  mortificano la voglia di fare degli artigiani. Ci piacerebbe che la Politica e le Istituzioni si rendessero conto delle potenzialità del sistema delle piccole imprese per l’uscita dalla crisi e non che le vedessero solo come soggetti su cui fare cassa senza un disegno d’insieme. Ma c’è anche di peggio. Con questi provvedimenti si rende ancora più complicato il reinserimento lavorativo di chi viene licenziato, soprattutto delle persone più avanti negli anni”. Per Mattinzoli poi “questo mortifica quei pochi imprenditori che erano nelle condizioni di assumere e che oggi non se la sentono più di far firmare contratti”.  

 

Il primo riferimento è alla circolare Inps 4679 del 18 marzo 2013 che dalle retribuzioni di marzo 2013 sospenderà i benefici contributivi riservati alle imprese che avessero assunto lavoratori iscritti alle liste di mobilità. “Una vera beffa per le piccole e medie imprese dato che la questione riguarda solo coloro che erano stati licenziati da aziende con meno di 15 dipendenti” ha precisato Mattinzoli.

Il secondo riferimento è al contributo Aspi e al licenziamento: la riforma Fornero infatti ha introdotto l’obbligo in capo alle aziende che interrompono un rapporto di lavoro a tempo indeterminato di versare un contributo a sostegno del finanziamento della nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. Una circolare Inps, la 44 del 22 marzo 2013, ha chiarito l’ammontare dell’importo che varia da un minimo di 483,80 euro ad un massimo di 1451 euro a seconda dell’anzianità del dipendente. "Si tratta di un tiket sul licenziamento che viene versato dall’azienda all’Inps". Non secondario il tema delle tempistiche: "Per i licenziamenti da aprile in poi il versamento del tiket è fissato per il 16 del secondo mese successivo – ha spiegato ancora Mattinzoli – ma per chi ha dovuto interrompere rapporti di lavoro in gennaio, febbraio e marzo la scadenza unica è il 17 giugno. Abbiamo casi di artigiani che dovranno versare anche 15mila euro". Una serie di provvedimenti che sono termometro di una più ampia situazione di stallo: “Con questi ulteriori adempimenti che pesano sulle imprese – ha aggiunto ancora Mattinzoli – ci troviamo davanti al paradosso di aziende che non hanno neppure i soldi per chiudere. Il mondo delle associazioni di categoria e anche l’Associazione Artigiani hanno da tempo fatto una serie di proposte per il rilancio del settore. Speriamo che possano portare presto ad una concreta e più efficace azione legislativa”.

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