Tram-treno Brescia-Castegnato, Legambiente: “Progetto già fallito 2 anni fa. Priorità alla bonifica della Caffaro”

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Legambiente prende posizione sul progetto del tram-treno che collegherebbe Castegnato a Brescia, definendolo un progetto inutile, già fallito in passato, che toglierebbe soldi che invece potrebbero essere impiegati nella risoluzione del Caso Caffaro.

 

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

 

Quando Legambiente sente parlare di mobilità sostenibile ( autobus, metro, tram e treno) non può che essere felice. Ma ciò non autorizza a pensare che gli ambientalisti abbiano l’anello al naso e si bevano tutto. Esaminando i primi dati resi pubblici dall’apertura del metrobus non basta una riduzione del 5% del traffico veicolare sul ring o il milione di viaggiatori nel mese di marzo, per ritenere soddisfacente un servizio ancora privo di integrazione tariffaria urbana ed extraurbana, ma soprattutto senza il funzionale ridimensionamento dei servizi di superficie. Questo andava predisposto prima dell’avvio del Metrobus, per evitare doppioni di servizi e di costi. Grazie a ciò nell’anno in corso, la spesa del Comune per autobus e metrobus raddoppierà passando da 21 milioni del 2012 a 45 milioni del 2013. Lavori durati dieci anni e la spesa di quasi un miliardo di euro meriterebbero ben altri risultati . Costi di gestione inferiori, visto che non c’è l’autista a bordo del metrobus. Invece, è già in corsa, il partito della spesa: “Allungare il metrobus fino alla fiera” oppure "Colleghiamo Castegnato col tram-treno usando i binari attuali della Brescia Iseo Edolo" tuonano a Brescia Mobilità. L’idea è dell’ex assessore ai Trasporti Valerio Prignachi e sostenuta dalla Lega Nord. Come non ricordare che sulla stessa tratta per due anni (2008 e 2009) Prignachi, ora presidente di Brescia Mobilità, ha fatto buttar via alle Ferrovie nord 900 mila euro in due anni, per aver preteso un collegamento metropolitano cadenzato con Castegnato di 16 treni giornalieri? I treni, aggiunti ai 56 diretti a Iseo erano sempre vuoti, tant’è che alla fine sono stati soppressi perché Legambiente ha scritto alla Corte dei Conti. Adesso vengono lanciati nuovi 40 milioni di spesa pubblica in piena spending rewieu e ciò accade mentre non si trova un euro, per avviare la bonifica della Caffaro. Si vorrebbero ripetere gli errori del passato per la solita vetrina politica, per il consenso prodotto da studi e consulenze inutili.

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