Caso Caffaro, oggi in centro il presidio della Rete Antinocività

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Oggi la Rete Antinocivita’ Bresciana ha organizzato un presidio in piazza Loggia – dalle 17.00 alle 20.00 in concomitanza con il Consiglio Comunale – “per chiedere la bonifica urgente del sito Caffaro, la messa in sicurezza di parchi e giardini (a partire dalla scuola Deledda di Chiesanuova ) e il riconoscimento dello Stato di emergenza ambientale della nostra città”. (www.antinocivitabs.org)

Di seguito il testo del volantino che sara’ distribuito in Piazza Loggia

Rispetto al resto del Nord Italia a Brescia solo per il PCB:

+ 49% tumore della tiroide

+ 20% linfoma non Hodgkin

+ 58% tumore al fegato

+ 26% tumore al seno.

Il PCB porta anche lo sviluppo di diabete, di cirrosi epatica, di malattie respiratorie e impedisce il corretto sviluppo del cervello dei bambini, con capacità cognitive e quoziente intellettivo ridotte, passando anche attraverso il latte materno.

A Brescia la quantità di PCB è 9 volte superiore ai limiti di legge e i bresciani hanno il record mondiale di PCB nel sangue.

SIAMO INQUINATI A MORTE… ORA BASTA!

Negli anni di attivita’ la Caffaro di via Milano ha rilasciato 150 tonnellate di PCB nel territorio, contaminandolo in superficie e in profondita’ (40-50 cm). I canali di irrigazione hanno portato il PCB nei terreni a km di distanza (quartiere Primo Maggio, quartiere Chiesanuova, Castelmella e Capriano del Colle, ecc.).

L’inquinamento continua ogni giorno: il Ministero dell’ambiente ancora anni fa aveva evidenziato la mancata adozione delle misure di messa in sicurezza d’emergenza e ritenuto poco sicuro il sistema attuale cosiddetto di " barriere idrauliche " per impedire che sostanze come il PCB, ARSENICO e MERCURIO contaminassero la falda profonda. La mancata attuazione di queste misure provoca il deflusso quotidiano di queste sostanze nel territori bresciani.

Nel terreno della Caffaro ancora oggi troviamo: CROMO ESAVALENTE 18 volte superiore ai limiti, MERCURIO 3 volte superiore ai limiti, SOLVENTI, PESTICIDI, SGRASSANTI la cui somma raggiunge il doppio del limite di legge.

Nei 4 milioni di metri quadrati della zona limitrofa alla Caffaro e’ VIETATO passare sugli spazi verdi sia privati che pubblici.

Nel quartiere Primo Maggio vivono 2500 persone ed e’ PROIBITO il contatto con la terra non asfaltata.

Nel quartiere Chiesanuova vivono 7 mila persone e nonostante l’allarme PCB il Comune di Brescia ha autorizzato coltivazioni di cereali per la nutrizione umana e per il bestiame. Il PCB e’ entrato cosi nella catena alimentare e nel sangue delle persone.

Castelmella (10 km dalla Caffaro): divieto di consumo di ortaggi, carni e uova prodotte sul territorio.

Capriano del Colle (15 km dalla Caffaro): i sedimenti di PCB hanno contaminato una roggia del Comune adiacente ai campi coltivati dove la concentrazione e’ 42 mila volte superiore ai limiti consentiti dalla legge. Su questi terreni si continua pero’ a coltivare ed abitare!

PER QUANTO ANCORA I NOSTRI BAMBINI NON POTRANNO GIOCARE LIBERI NEI PRATI? CHI RISPONDERA’ E PAGHERA’ PER TUTTO QUESTO? QUANTE PERSONE SONO DESTINATE AD AMMALARSI E MORIRE?

NON SOLO PCB…SIAMO MORTI CHE CAMMINANO!

ARIA

Brescia e’ tra le 3 città con l’aria piu’ inquinata d ’Europa per la concentrazione di tre principali inquinanti: BIOSSIDO D’AZOTO, OZONO e PM10; a questo va aggiunta un’anomala concentrazioni di DIOSSINE dovute all’attivita’ di ACCIAIERIE e INCENERITORE.

ACQUA

L’acqua di falda e’ inquinata in corrispondenza del sito industriale Brescia Caffaro da CROMO ESAVALENTE, TETRACLORURO DI CARBONIO e TRI-TETRACLOROETILENE.

Recentemente si e’ aggiunto il problema della possibile contaminazione da CESIO 137, in particolare in corrispondenza di DISCARICHE non messe in sicurezza, contenenti RIFIUTI RADIOATTIVI (ex Cava Piccinelli, discarica Ve-part, ecc.).

SUOLO

Ogni anno in provincia di Brescia scompaiono 1000 ettari di suolo agricolo. La Lombardia e’ una delle regioni più urbanizzate e cementificate d’Europa. Negli ultimi anni il suolo e’ stato consumato al ritmo di 140.000 metri quadrati (l’equivalente di circa 20 campi di calcio) al giorno, per un totale di quasi 5.000 ettari l’anno coperti da cemento ed asfalto, distrutti dall’edilizia residenziale e non, da strade, impianti industriali, centri commerciali e capannoni. Terra che non potra’ piu’ essere utilizzata in altro modo, poiche’ e’ quasi impossibile che un terreno edificato possa tornare fertile.

SOLDI SPESI O DA SPENDERE PER LE “GRANDI OPERE” DI BRESCIA:

– METRO (10 km): 935 milioni di euro (Stato 395, Regione 72 e Comune 400 con interessi che paghera’ nei prossimi 30 anni perche’ si e’ indebitato) nonostante il quorum del no!

– MEGA PARCHEGGIO: 21 milioni di euro

– BRE-BE-MI: 38 milioni di euro

– Abbattimento Torre Tintoretto: 20 milioni di euro

– Bigio: 460.000 euro

– TAV lotto Treviglio-Brescia: 2.050.000.000 di euro

LA BONIFICA DELL’AMBIENTE NON DEVE ESSERE ALL’ULTIMO POSTO NELL’AGENDA DEGLI AMMINISTRATORI

Preso atto di questa situazione la RAB (Rete Antinocivita’ Bresciana) chiede:

– il riconoscimento dello stato di emergenza ambientale in cui versano Brescia e la sua Provincia e la conseguente moratoria di tutti i progetti in essere (discariche, bitumifici, gassificatori, vetrificatori, autostrade, alta velocita’, ecc…)

– misure urgenti e strutturali per diminuire il traffico urbano ed extraurbano e rientrare quindi nei limiti di legge per quanto riguarda la concentrazione di polveri fini

– abbandono delle politiche di incenerimento dei rifiuti e del conferimento in discarica degli stessi.

– Attuazione di un piano a rifiuti zero

– stop al consumo di territorio fertile e sostegno ai piccoli agricoltori locali e sostegno alle famiglie che hanno avuto decessi riconducibili all’inquinamento

– bonifica e messa in sicurezza del sito Caffaro (non a spese dei cittadini) e di tutti i siti inquinati

– realizzazione immediata di aree verdi con funzione di mitigazione (es. Parco delle Cave, ecc…)

– convocazione degli Stati Generali sull’Ambiente che veda la partecipazione di tutti i comitati che in questi anni si sono mobilitati per la difesa della salute e dell’ambiente in cui viviamo

-rispetto dell’esito del voto referendario dello scorso anno: vogliamo acqua pubblica e pulita e la chiusura dei pozzi inquinati!

I BRESCIANI VOGLIONO INFORMAZIONI CORRETTE, E NON IL TIMORE DELLE AMMINISTRAZIONI DI NON SAPER GESTIRE QUESTA SITUAZIONE!

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UN COMMENTO

  1. Verissimo ..quasi tutto. Si dovrebbe con serietà onesta intellettuale e scientifica impegnarsi tutti …di ogni colore e fede per la soluzione del probblema e perchè la cosa non si ripeta.
    Quello che non serve è strumentalizzare a tempo debito, con arte le informazioni per uso di parte, per svendere la salute in cambio di voti. Urge quando serve per la vittoria ….ci si dimentica quando tocca lavorare realmente x la soluzione.
    Molti movimenti svendono la salute dei cittadini….Urlano ma non risolvono….ci serve chi FA non chi dice che altri DEVONO fare….

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