Loggia, Bragaglio (Pd): alle prossime comunali non sarò candidato

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Oggi il consigliere comunale del Pd Claudio Bragaglio ha inviato al segretario provinciale Pietro Bisinella, al cittadino Giorgio De Martin, al presidente di Direzione Piergiuseppe Caldana, al capogruppo Emilio Del Bono e a tutti i consiglieri comunali del Pd una lettera per comunicare la decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative per il Consiglio comunale. 

IN ALLEGATO IL TESTO DELLA LETTERA 

Cari Amici,

con l’avvicinarsi della scadenza amministrativa per il Comune di Brescia ci si trova ad affrontare le problematiche collegate alla formazione della Lista del PD.

I passi politici recentemente compiuti nella direzione di un’ampia coalizione di centro sinistra e civica, nonché l’indizione delle Primarie, trovano anche la mia condivisione. Condivisione che peraltro si era a suo tempo già manifestata nel voto unanimemente espresso sul documento della Segreteria provinciale e fatto proprio, lo scorso giugno, dalla Direzione cittadina. 

In questi mesi ho avuto occasione di esprimere valutazioni, anche fortemente critiche, verso alcune posizioni che sono state assunte. Non è questo il momento per ritornare su quei passaggi, in quanto ben più importante per tutti noi è valorizzare il punto di approdo unitario nel PD, che a mio giudizio comprende anche il sostegno alla candidatura di Emilio Del Bono, a partire dalle Primarie del 14 aprile. Un sostegno ed un impegno per la sua candidatura a Sindaco che ho già avuto modo di manifestare e di motivare, e che desidero anche  in questa occasione confermare. 

Per quanto più direttamente mi riguarda, in questi giorni ho avuto modo di riflettere  sulla mia lunga e coinvolgente esperienza nel Consiglio Comunale di Brescia, sull’opportunità, altresì, di immaginare percorsi di rinnovamento della nostra presenza in Lista. Al fine di interpretare meglio le istanze di cambiamento che stanno potentemente investendo anche la stessa realtà bresciana. 

Alla luce di queste mie riflessioni e valutazioni desidero formalmente comunicare – per correttezza ed in ragione delle responsabilità da Voi ricoperte – la decisione di non riproporre la mia candidatura per la Lista in Consiglio Comunale. 

Non mi sottraggo, peraltro, all’obbligo d’una qualche precisazione, in primo luogo per sgomberare il campo da una possibile, ma infondata motivazione che in qualche modo sia riconducibile alla dialettica interna di questi anni o alla sospensione del sottoscritto dal Gruppo (vicenda A2A), che si è protratta a tutt’oggi dal  maggio del 2009.

Anche in questo caso non intendo ritornare sulle considerazioni espresse dal sottoscritto in merito a quel provvedimento e che sono state oggetto di reiterate e diverse valutazioni. Tale richiamo, in questa occasione, è però opportuno perché mi permette di sottolineare come quella vicenda non m’abbia impedito in questi anni una fattiva collaborazione con tutti i Consiglieri del PD e con lo stesso Capogruppo, e neppure ostacolato lo svolgimento d’un lavoro di colleganza in Consiglio che valuto in modo decisamente positivo, anche sul piano dei rapporti umani e personali, e che mi porta ad esprimere a ciascuno dei Consiglieri una sincera gratitudine ed un amichevole ringraziamento. 

Per essere ancor più esplicito, questa mia decisione odierna nulla ha a che fare con quella vicenda, che – immagino – non rappresenterebbe neppure oggi impedimento formale alla riproposizione della mia candidatura, come peraltro non lo è stato in questi anni alla mia partecipazione ai lavori della Direzione cittadina.

Il venir meno della mia disponibilità, quindi,  concerne valutazioni politiche che mi sento di fare guardando alla mia lunga esperienza in Consiglio, al bilancio che personalmente ne traggo, alla fase politica di cambiamento, nonché l’analisi che faccio sulla situazione che il partito sta attraversando e, più in generale, sulla prospettiva stessa che investe il PD su scala nazionale. 

Tale mia decisione, inoltre, non può essere neppure associata – ritenendomi, per scelta di vita, per storia politica e personale, orgogliosamente e coerentemente un “antirottamatore” – al venir meno d’un mio impegno politico. Impegno che, semplicemente, mi auguro di poter realizzare anche in forme diverse, sulla base d’un contributo che, o nel partito o in ambiti diversi, riterrò – o si riterrà – possibile, utile ed auspicabile.

Questa mia riflessione e decisione, ovviamente, non sono oggetto d’una comunicazione riservata. 

Agli Amici che in questi giorni mi hanno interpellato per esprimere un sostegno alla mia candidatura – e che ringrazio di cuore per la loro fiducia – non mancherò di dare risposte esattamente nei termini e con le motivazioni sopra riportati. Anzi, anche al fine di evitare interpretazioni capziose ed infondatamente polemiche, in una fase particolarmente delicata dell’impegno unitario del PD bresciano e dell’intero centro sinistra per la Loggia, riterrei opportuno rendere esplicite e pubbliche – esattamente come le ho esposte – le  motivazioni di questa mia irreversibile scelta.

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  1. Comunicato n. 1 autorizzato dal comitato centrale
    Le primarie del CIPEC si terranno sabato e domenica. Per ora ci sono due candidature e sono per l’esattezza quelle di Massimo Reboldi e Andrea Curcio. Possono votare solo quelli iscritti al CIPEC da cinque anni e con i globuli rossi superiori a quelli bianchi. (Segue)Comunicato n. 1 autorizzato dal comitato centrale
    Le primarie del CIPEC si terranno sabato e domenica. Per ora ci sono due candidature e sono per l’esattezza quelle di Massimo Reboldi e Andrea Curcio. Possono votare solo quelli iscritti al CIPEC da cinque anni e con i globuli rossi superiori a quelli bianchi. (Segue)

  2. Tra poco probabilmente leggeremo post ironici sul "dinosauro&quot ; Bragaglio, sopravvissuto al Novecento, il secolo della forma-partito, della politica come missione, e professione, delle classi e delle dinamiche sociali solide, e non liquide come ci direbbe Bauman. Ma a Bragaglio, do l’onore delle armi. Lo do per l’onestà morale, che lo ha portato ad essere un uomo di parte, ma non partigiano. Se la politica nelle istituzioni fosse fatta da uomini come Bragaglio, di certo non vi sarebbe stato il degrado della politica. Ma la politica è anche emozioni, passioni umane, debolezze: di queste Bragaglio, severo con se stesso e gli altri, è stato parco. Se ne va, con credo una colpa, grave: non avere discendenti politici. Con questo non intendo tanti piccoli bragaglini, ma una nuova generazione di sinistra, moderata, che sapesse prendere le redini del PD. Peccato.

  3. Era ora. Fortuna che ha di che campare, con la pensione da consigliere regionale e da insegnante; altrimenti mi avrebbe tolto il sonno.

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