Fenaroli: nella Brescia di domani priorità all’ambiente

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(a. tonizzo) “Vista l’urgenza e la centralità del tema ambientale, abbiamo pensato di proporre una riflessione critica sullo strumento del Piano di governo del territorio (Pgt) che è stato adottato nei mesi scorsi”, ha esordito il candidato alle primarie del centrosinistra Marco Fenaroli nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede di corso Mameli di “Al lavoro con Brescia”.

A presentare il “Programma urbanistico finalizzato a guarire la città risanando l’ambiente” sono stati gli architetti Camilla Rossi e Mario Manzoni, focalizzandone i temi centrali: aria, acqua e suolo. “Aumento del verde, riduzione degli sprechi, controllo di fiumi e rogge, attenzione alla qualità dell’aria…: questi sono solo alcuni degli aspetti ambientali da prendere in considerazione”, ha evidenziato l’architetto Rossi, realizzabili attraverso azioni concrete, quali, ad esempio: “la forestazione di zone tangenziali e autostrade, per ridurre l’inquinamento del traffico veicolare; una rete duale dell’acquedotto, per diminuire gli sprechi dell’acqua; la raccolta dei rifiuti porta a porta, per una graduale dismissione dell’inceneritore; parcheggi funzionali e bus locali per incentivare la mobilità sostenibile, attraverso l’uso della metropolitana”.

L’architetto Mario Manzoni ha invece posto l’accento sui “piani urbanistici a corredo”, sottolineando che “zero consumo di suolo è il nostro assunto. Siamo anche consapevoli che serva un modello d’analisi: ad oggi, infatti, non esistono dati concreti, e non si può più agire alla cieca. È necessario un monitoraggio partecipativo”. Un piano energetico su modello delle Smart Cities, ed un PUGSS (Piano Urbano Generale dei Servizi del Sottosuolo) sono, secondo Manzoni, i primi passi da muovere per arrivare alla “rigenerazione della città costruita. Partendo con i centri civici di quartiere – presidi di zona in cui i cittadini possono trovare servizi, nell’ottica dell’invecchiamento della popolazione, comprensivi di un medico in loco: il welfare a km zero – e con un ripensamento delle aree dismesse che preveda piani diversi dallo scambio di m3 riferito alla vendita fondiaria”. L’angolo tra via Dalmazia e via Orzinuovi, le varie ex caserme, il parco delle Cave sono stati degli esempi puntuali.

Al termine della conferenza stampa, Fenaroli ha voluto allacciarsi all’attualità in merito alla “ristrutturazione radicale della Torre Tintoretto, che richiederà tempi lunghi. Per non farla diventare un ghetto, chiedo di trovare un’utilizzazione provvisoria e temporanea per coloro i quali non hanno soluzioni alternative, evitando che il disagio si moltiplichi. Le vicende degli sfratti hanno bisogno di una risposta che finora non si è vista”.

 

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UN COMMENTO

  1. Per l’introduzione del sistema duale anche negli acquedotti, interpellerei il Prof.On.le Gitti quello che, civilisticamente parlando, ne caldeggiò l’adozione sia in A2A che in UBI (con i ben noti risultati a favore dei bresciani). Che almeno le tubature bresciane possano cavarsela meglio ?

  2. Quando la non conoscenza regna sovrana: si informi su cosa sia una rete duale dell’acqua. Capirà che non c’entra nulla con il sistema duale di un’azienda. Ecco cosa succede quando le casalinghe vogliono fare i ministri dell’economia…

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