Braghini: il Calvesi non può chiudere, ma pensiamo subito alle alternative

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Con una nota la Civica Brescia guidata da Valter Braghini interviene sulla questione del Pcb, affermando che il Campo Calvesi “non si può chiudere”, chiedendo che la prossima giunta dia vita a un impianto per l’atletica e suggerendo di riadattare al più presto la pista di Campo Marte.

ECCO IL TESTO INTEGRALE

Era un bubbone che prima o poi sarebbe scoppiato. La trasmissione Presa Diretta ha messo il dito dentro la piaga dell’inquinamento della città di Brescia, che purtroppo non si limita al caso Caffaro e al PCB, speriamo che questo serva a far arrivare risorse a Brescia , come dovrebbe essere avvenuto per la città di Taranto. Un problema in più Brescia ce l’ha, con l’unico campo di atletica leggera inserito nel sito inquinato di interesse nazionale e pertanto dal 2001 soggetto a delle limitazioni d’uso. Il Campo Scuole di via Morosini, dove si sono allenati per anni campioni nazionali ed europei nella corsa con ostacoli, sotto l’attenta guida del prof. Alessandro Calvesi a cui è stato dedicato lo stadio, non può chiudere. Ci sono decine di atleti che sperano di imitare Sara Simeoni (campionessa mondiale a Brescia) o Eddy Ottoz (più volte campione europeo e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Mexico nei 110 ostacoli) o Guy Drut ( medaglia d’oro nei 110 ostacoli alle Olimpiadi di Montreal e poi Ministro dello Sport del Governo Francese), che era di casa a Brescia alla fine degli anni 70, e ogni giorno frequentano la pista e le pedane del “Calvesi”. E’ vero che si possono respirare le polveri, ma considerando che tutta l’area non pavimentata è coperta di erba, è fortemente erbata, dove si respirano più polveri? Forse per strada o nel cortile sterrato della palestra di Brescia scherma adiacente? Ora, in attesa che si sblocchino i finanziamenti nazionali per la bonifica, che si può presumere durerà molti anni, la prossima amministrazione comunale, che uscirà dalle elezioni del 26 – 27 maggio, dovrebbe pensare ad una delocalizzazione dell’impianto. Nessun impianto “coperto”, come voleva il sindaco Paroli nell’area della cittadella dello Sport, ma una struttura più semplice usufruibile da tutti i cittadini atleti e non. A Brescia esiste già un impianto con queste caratteristche: Campo Marte. Dopo l’acquisizione del 2007, è stato speso un patrimonio per una bella recinzione, ma mancano tutti i servizi. E’ necessario che la prossima Giunta metta a bilancio l’acquisizione della palazzina del custode precedente, per realizzare i servizi indispensabili e quanto necessario per la trasformazione della pista attuale in terra battuta, in una pista regolare per allenamenti e competizioni. Questo molti bresciani sperano da anni.

CIVICA BRESCIA Valter Braghini 

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UN COMMENTO

  1. La cosa sconcertante è che si vorrebbe scandalosamente ancora tollerare una simile pericolosa assurdità. Evidentemente con questa uscita l’ex assessore vuole coprire le responsabilità di una simile situazione che al 50% ricadono sull’assessorato allo sport e su quello ai lavori pubblici di cui lui fu assessore all’epoca della Giunta Corsini. La parte dopo la conosciamo tutti e le responsabilità del leghista Bianchini sono sotto gli occhi di tutti, in particolare dei frequentatori ed utenti "ignari" del campo Calvesi.

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