Pcb, il candidato Sindaco Francesco Onofri risponde all’appello di Ruzzenenti

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Francesco Onofri risponde al prof. Marino Ruzzenenti, storico bresciano dell’ambiente, sulla questione PCB, Caffaro e gestione dell’ambiente a Brescia, dopo che il prof. Ruzzenenti aveva inviato ai candidati sindaco una lettera sull’emergenza ambientale che colpisce la nostra città.

DI SEGUITO LA LETTERA DI ONOFRI 

"Caro prof. Ruzzenenti (e cari cittadini) La ringrazio del Suo impegno e per la Sua lettera-invito.

Avrei potuto rispondere già direttamente in occasione dell’assemblea organizzata da S.O.S. Scuola martedì scorso, ma non ho voluto approfittare elettoralmente di questa opportunità in assenza di altri candidati sindaco, anche perché il mio intervento non è stato esplicitamente richiesto.

Riassumo in brevi tratti quanto abbiamo fatto recentemente sui temi ambientali e quanto stiamo continuando a fare. Ricordo la Domenica al Parco delle Cave da noi organizzata a fine settembre 2012, con una dimostrazione vissuta da alcune migliaia di persone di come il Parco possa nascere e vivere con decine di attività sportive e ricreative.

All’interno del nostro gruppo abbiamo una numerosa e qualificata presenza di tecnici e di appassionati ambientalisti, esperti di ingegneria ambientale, di geologia, di urbanistica, di legislazione e di normativa. Alcuni di essi hanno operato professionalmente in prima linea sui temi ambientali di Brescia e provincia.

Consapevoli della preminenza assoluta dei temi ambientali abbiamo avuto, circa un mese fa, un incontro con i tecnici dell’ Assessorato all’Ambiente di Brescia al fine di raccogliere dati sulla situazione di fatto da affiancare alla analisi comparativa su base nazionale eseguita dall’ ISPRA.

I risultati di questa analisi sono stati presentati due settimane fa ad un incontro da noi organizzato al Parco dell’Acqua, nel quale erano relatori tra gli altri anche il presidente di Legambiente di Brescia, ing. Isaac Scaramella, e la presidente regionale del WWF avv. Paola Brambilla. In quell’occasione abbiamo illustrato i fatti che hanno portato la città di Brescia a classificarsi, in una sorta di classifica dell’impronta ecologica, al 27 ° posto tra i 51 capoluoghi delle province italiane con popolazione superiore ai centomila abitanti. Nel medesimo convegno abbiamo posto le basi etiche e giuridiche per il coinvolgimento dei cittadini nel risanamento dell’ambiente nella nostra città.

Sempre in questo convegno, qualche giorno prima della trasmissione di RAI 3, abbiamo presentato la nostra proposta base.

È nostra opinione che sia necessario trattare i temi ambientali anzitutto con il coinvolgimento della cittadinanza. Una forma opportuna ed anzi necessaria di questo coinvolgimento deve essere a nostro parere la presenza anche a tavoli tecnici (come quello dell’ASL per il sito Caffaro) di rappresentanti di cittadini, preferibilmente attraverso associazioni legittimate da attività pregresse e da garanzia di partecipazione democratica al loro interno (ad esempio Legambiente).

I temi ambientali devono essere trattati anche in termini politico-strutturali avvalendosi delle grandi esperienze accumulate negli ultimi decenni su scala mondiale e cercando di uscire dal provincialismo imperante. Per questo stiamo lavorando intensamente e ci stiamo preparando per fare in modo che Brescia operi in forma organica sui temi ambientali secondo le normative internazionali ISO 140001 ed EMAS ISPRA.

Tornando alla Sua lettera-invito sono a disposizione per un pubblico dibattito con gli altri candidati sindaco in qualsiasi sede ritenuta opportuna.

Entrando più nello specifico della nostra visione su ciò che si dovrebbe mettere in essere per avviare un processo virtuoso che affronti compiutamente la questione ambientale a Brescia, pensiamo occorra ripercorrere brevemente la storia che ha caratterizzato la nostra città e da lì pensare ad una ripartenza.

È dunque importante ricordare come, a partire dai primi del ‘900 la nostra città (e la nostra provincia) si sia distinta, nel bene e nel male, come la ‘città dell’industria’. Ciò è sicuramente per tanti versi un vanto per Brescia e, d’altra parte, rispecchia il carattere operoso dei bresciani, rappresentando la storia recente della città (l’idea del MUSIL ne è una prova). L’industria a Brescia, fino agli anni ottanta dello scorso secolo, ha, peraltro, contribuito in maniera determinante alla creazione della ricchezza in termini economici di cui una larga parte dei bresciani ha goduto.

Oggi, dopo la sbornia della ‘finanza facile’, placebo di una realtà ormai arrivata al capolinea, non solo non c’è più quell’industria, ma ci troviamo a pagarne il conto in termini di inquinamento ambientale frutto di errori e sottovalutazioni le cui responsabilità, non sempre intenzionali, devono essere affrontate dalla magistratura. In maniera pragmatica occorre, invece, affrontare la questione delle bonifiche e ciò si può fare appellandosi in primis allo spirito operoso connaturato nel dna del bresciano che potrebbe dar luogo ad una nuova industria: l’industria della bonifica, trasformando un problema in un’opportunità.

Certo non è un’industria facile da avviare, ma con la partecipazione di tutti non è neppure un miraggio. Il tutto potrebbe passare attraverso la costituzione (in parte già esistente) di un centro studi a carattere internazionale composto da più attori, locali e non, che abbia i seguenti scopi:

reperire i fondi comunitari per l’avviamento degli studi. A tal proposito il coinvolgimento di partner europei renderebbe più facile la possibilità di accesso ai fondi necessari, conferendo al contempo dignità internazionale al centro stesso;

avviare gli studi sul campo secondo due principali direzioni: quello relativo alla stesura di protocolli e metodologie per la bonifica di siti (terra, acqua, aria) inquinati da differenti sostanze (e a Brescia la varietà è, purtroppo, vasta) e quello medico-epidemiologico atto a riscontrare le patologie indotte dagli inquinanti e l’individuazione delle possibili cure;

avviare le bonifiche dei siti e le cure sulla popolazione;

esportare i protocolli studiati e messi in atto in altri luoghi nazionali e non.

Il carattere internazionale è imprescindibile non soltanto per questioni di autorevolezza e di minor difficoltà nel reperimento dei fondi, ma soprattutto per avere un controllo incrociato ed indipendente sui dati e, nella fase di bonifica, per scongiurare l’infiltrazione delle ‘ecomafie’ che prolificano soprattutto quando si agisce sull’onda dell’emotività.

Fermo restando che i giornali di oggi danno notizia che qualcosa sembra si stia muovendo nello sblocco di fondi per iniziare effettivamente le bonifica programmate, istituzionalmente, in sintesi, ci impegneremo ad attuare i seguenti punti fondamentali:

Nomina di un commissario "ad acta" per l’attuazione dell’accordo di programma del 2009

Fornitura e ricerca di risorse integrative per la realizzazione dell’ Accordo di Programma per il Sito Caffaro.

Costruzione, per Brescia, del Sistema di Gestione Ambientale (SGA), certificazione ISO 14001, registrazione EMAS ISPRA

Redazione e pubblicazione periodica del Bollettino periodico sull’Ambiente.

Raccolta sistematica e documentata delle proposte-proteste dei cittadini.

Sito o portale internet con accesso ai monitoraggi, ai dati, alle notizie, alle rilevazioni in tempo reale, allo stato dell’arte delle varie questioni e agli hot spot della città.

Farci promotori e ospitare incontri scientifici di livello internazionale sui temi delle bonifiche.

Ci sono poi alcuni aspetti legali della vicenda che possono consentire il compimento di atti concreti da parte del Comune e anche dei cittadini bresciani, riassumibili come segue:

1) La premessa è che nell’accordo di programma del 2009 Regione, Provincia, Comuni di Brescia, Castegnato e Passirano e lo stesso Ministero dell’Ambiente hanno riconosciuto: – improcrastinabile un percorso certo delle attività di messa in sicurezza e bonifica dell’intero sito; – doveroso garantire ai cittadini di Brescia il rispetto dei tempi d’esecuzione degli eventuali interventi di messa in sicurezza d’emergenza necessari, e assicurare le risorse finanziarie e tempi certi per le azioni di risanamento ambientale del sito; – criticabili omissioni o ritardi nell’adozione di misure indispensabili ad impedire la diffusione incontrollata degli inquinanti, tali anche solo da concorrere a determinare un aggravamento dell’inquinamento dell’aria, della falda, delle acque, dei suoli.

2) Nello stesso accordo è stato assunto dal Ministero dell’Ambiente l’obbligo di definire le modalità di attuazione ed i termini per l’espletamento delle attività previste nell’Accordo (messe in sicurezza di falde e terreni, caratterizzazioni, progettazioni e avvio di bonifiche nelle aree più critiche, ecc.) e sono stati elencati gli interventi più urgenti (giardini pubblici, prati nelle scuole della zona, aiuole, campo Calvesi, ecc.) con relativa copertura finanziaria, fino all’importo di euro 6.752.727,00.

3) Ciò detto, in base agli articoli 309 e 310 del codice dell’ambiente (D. Lgs n. 152/2006) e all’art. 2 L. n. 241/1990, il Sindaco, o anche le organizzazioni ambientaliste o i cittadini residenti – previo accesso agli atti per avere conoscenza completa dell’accaduto per valutare le colpe nei ritardi – hanno il diritto/potere di:

denunciare al Ministero il danno ambientale in modo documentato; chiedere al Ministero di provvedere a dare effettivo inizio alle misure di precauzione, di prevenzione o di ripristino previste nell’accordo di programma del 2009 entro un termine congruo; minacciare: (1) azione al TAR contro l’eventuale “silenzio inadempimento” del Ministro e per la nomina da parte dello stesso TAR di un commissario “ad acta” che provveda in luogo e sostituzione del Ministero inadempiente (come è avvenuto nel caso deciso con la sentenza TAR Campania n. 676/2012) e (2) azione di risarcimento del danno ambientale per “ritardo nell’attivazione delle misure di precauzione prevenzione e contenimento” (azioni queste ultime consentite se non si è ancora verificato un effettivo avvio delle operazioni di bonifica); minacciare la richiesta di commissariamento in forza degli artt. 2 e 2 bis della L. n. 241/1990 ed il risarcimento del danno ingiusto per inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento; prospettare in ogni caso la denuncia alla Corte dei conti per danno ambientale da inerzia della p.a. nel fronteggiare la situazione.

Insomma: anche i cittadini possono promuovere azioni formali, se vogliono. Il Sindaco, quale ufficiale del governo, ha invece un potere/dovere di intervenire e non può astenersi dal farlo. Ed è quello che farò se divento sindaco".

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  1. Fa piacere constatare come i commentatori di questo blog quando vi è un articolo che parla di Francesco Onofri si precipitano a commentare facendo spesso polemiche sterili, spesso dando fiato a voci di corridoio, come ad esempio tale "anonimous&quot ; nell’ultimo articolo, mentre quando si tratta di valutare l’unica proposta concreta presentata ad oggi per la situazione PCB a Brescia silenzio totale. Perché non vi date una bella lettura al programma? Noi di PCB e inquinamento a Brescia in generale non ne parliamo da ieri ma da anni sul nostro blog, e il nostro programma per la questione ambientale è pronto da mesi, abbiamo organizzato incontri con personalità di spicco in materia ambientale ben prima della trasmissione presa diretta, abbiamo organizzato una giornata sportiva ai laghetti delle cave l’anno scorso per mostrarne le enormi potenzialità, mentre gli altri cavalcano l’ondata emotiva quando fino a ieri tacevano.

  2. x Giacomo Manenti utente non registrato : Anonimus o anonimous ? mah …noi di inquinamento ecc ecc , domanda noi chi ? sul nostro blog ne parliamo da anni , domanda , quale blog ? cosi almeno da vedere da quanti anni mesi giorni esiste .

  3. Noi siamo Piattaforma Civica, il blog è parlabrescia.it, i nostri incontri ed eventi sono sotto gli occhi di tutti e come sempre lei parla di aria frutta invece di parlare di contenuti..

  4. dal 2010 capirai , sembra una vita che vi occupate di PCB … ma come dissi in un altro post c’e’ o forse c’era un solo comitato apolitico nato all’inizio del 2000 , dopo le elezioni del 2008 con la sconfitta della sinistra guarda caso ne sono nati a decine…mettetevi il cuore in pace che restate sotto il 3% anche a questo giro…

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