Divisione sindacati sul 25 aprile, Cisl: “Gli obbiettivi di Fiom e Cgil erano altri”

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Con un lungo comunicato il presidente della Cisl di Brescia Enzo Torri è tornato sulla questione che ha diviso i sindacati sui festeggiamenti del 25 aprile. 

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

Abbiamo fatto di tutto per evitarlo, altri hanno fatto di tutto perché accadesse, dividendo i lavoratori e continuando a seminare tensione”. C’è grande amarezza nelle parole del Segretario provinciale della Cisl, Enzo Torri, sulla decisione della Fiom e della Cgil di piegare il tradizionale appuntamento dell’Iveco per il 25 aprile alle loro strategie politico sindacali. Segretario, la Fiom ha proclamato lo sciopero all’Iveco e ha fatto una manifestazione fuori dai cancelli per celebrare il 25 aprile. Perché non si è fatta la manifestazione unitaria come tutti gli altri anni? Perché alla Fiom, e alla Cgil, non interessava. Loro erano interessati a continuare nella narrazione epica dei diritti negati, nel sindacato costretto fuori dai cancelli della fabbrica, nella democrazia minacciata. Un racconto che in termini mediatici è per loro sempre molto redditizio, basta vedere come i giornali hanno riferito la vicenda, per cui replicano il copione ad ogni occasione. La manifestazione di oggi era aperta da un grande striscione dei lavoratori della Mac e l’ex candidato sindaco Marco Fenaroli, ex Segretario della Cgil di Brescia, ha parlato di uno sciopero molto riuscito. Allo sciopero ha aderito il 27% dei lavoratori e alla manifestazione c’erano forse 300 persone. Ma non è questo il problema. Non si può usare il 25 aprile come pretesto per tenere accesa i riflettori su quella che per la Fiom e la Cgil è diventata la madre di tutte le vertenze. A Calvisano e Isorella c’è una fabbrica che chiude: perdono il lavoro in 340 e il problema viene gestito come sindacalmente si deve fare; a Brescia chiude la Mac e ci sono 80 lavoratori da ricollocare e la Fiom la elegge a vertenza del secolo per la sua personalissima battaglia contro l’Iveco, contro la Fiat, contro Marchionne, contro i sindacati che fanno i sindacati e si battono per salvare le fabbriche e i posti di lavoro. Senta, ricostruiamo la storia di questo 25 aprile mancato in Iveco. Oltre un mese fa il presidente dell’Anpi provinciale mi ha contattato per l’organizzazione della manifestazione all’interno dell’Iveco. Da sempre questo momento è organizzato dall’Anpi per ricordare il ruolo degli operai nella Resistenza e nella difesa dell’azienda durante l’occupazione nazista; da sempre le organizzazioni sindacali favoriscono la partecipazione dei lavoratori richiedendo l’assemblea retribuita. Ecco, la Fiom ha detto, e tutti i giornali lo hanno riportato pari pari, che voi le assemblee non le avete chieste. La Fiom aggiusta la verità in base alle sue convenienze; quel che è più preoccupante è che nessuno si prenda la briga di verificare quel che dice. Non essendo la Fiom firmataria del contratto di lavoro in Fiat, non ha i diritti previsti da quel contratto, compreso quello di richiedere assemblee retribuite; lo abbiamo fatto noi – Cisl e Fim, Uilm e Fismic – chiedendo un’unica cosa alla Cgil, che non si introducessero nella manifestazione altri temi se non quelli del ricordo del 25 aprile.

Poi cos’è successo?

Richieste le ore di assemblea retribuite all’azienda e convenuto anche sul nome relatore, all’inizio della scorsa settimana le associazioni partigiane ci hanno comunicato che non erano in grado di garantire l’unitarietà della manifestazione in quanto la Fiom avrebbe svolto una iniziativa parallela a quella ufficiale. Successivamente abbiamo saputo che la decisione era stata presa in risposta alla richiesta dell’azienda di non avere bandiere delle organizzazioni sindacali durante la commemorazione, cosa che già l’anno scorso era avvenuta e sulla quale si era tranquillamente convenuto. E’ stato a causa della decisione della Fiom che Anpi e Fiamme Verdi hanno ritirato la disponibilità ad organizzazione l’iniziativa, e solo a quel punto Fim, Uilm e Fismic hanno ritirato la richiesta di assemblea.

Avete provato comunque a cercare una soluzione?

In tutti i modi e sempre in raccordo con le associazioni partigiane. Ma, come ho detto, altri erano gli obiettivi di Fiom e Cgil.

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