I genitori della piccola Valeria vogliono le cure staminali del Civile, in alternativa andranno in Cina per ottenerle

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Tutto per la figlia, la piccola Valeria, tre anni appena compiuti, affetta dalla nascita da tetraparesi. La nascita di Valeria Debortoli è avvenuta presso l’ospedale Poliambulanza dopo un travaglio difficile. Per questo la piccola non vede, non parla, ha le funzionalità cerebrali compromesse e riesce a malapena a ingerire cibi semisolidi. Perdipiù è diventata farmaco-resistente, le medicine insomma non le fanno più effetto. I suoi genitori, Mauro e Angela, di Cazzago San Martino, vorrebbero sottoporre la piccola alle cure con il metodo Stamina presso l’ospedale Civile. La richiesta formale, raccontano nell’edizione odierna di Bresciaoggi, è già stata inoltrata, ma è già arrivata pure la risposta, negativa. L’agenzia nazionale del farmaco infatti ha bloccato l’utilizzo del metodo Stamina, e le cure non sono ancora state approvate.

Demordere? I genitori di Valeria per migliorare le sue condizioni sono disposti a tutto. Sarebbe già pronto il ricorso presso il giudice del lavoro di Brescia, ma se le cose dovessero andare male sono disposti a portare la loro figli in Cina, a Pechino, per le infuzioni di cellule staminali.

Ricordiamo che alcuni giorni fa si è cocnlusa, anche a Brescia, la raccolta firme a favore della sperimentazione del metodo (leggi la notizia)

(a.c.) 

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