Fondazione Cariplo, Delbarba: amareggiato per le ragioni dell’esclusione

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L’ex presidente di Cogeme Gianluca Delbarba, con una nota, interviene sulla questione della sua corsa per la Fondazione Cariplo, sostenuta da 36 importanti realtà bresciane, e sottolinea il rammarico per l’esclusione della sua candidatura, dovuta a un’incompatibilità introdotta recentemente fra la carica di consigliere e la guida delle società controllate dal pubblico. 

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Vorrei poter esprimere alcune brevi ma necessarie considerazioni in merito agli articoli apparsi in questi ultimi giorni sul Corriere e che esplicitamente a me fanno riferimento. Ho avuto l’onore di capeggiare una terna di candidature per la Commissione Centrale di Beneficienza della Fondazione Cariplo. Un onore che è dipeso da tre considerazioni:

1. Il prestigio e la grande rilevanza della Fondazione Cariplo e i suoi risultati, ricordati con giusto orgoglio dal Presidente Guzzetti;

2. La compagnia di Mario Gorlani e di Daniela Mena nella terna presentata: due amici che sono splendidi interpreti del valore assoluto della società civile bresciana;

3. In primis, per il sostegno straordinario ricevuto da un numero elevatissimo (36) di enti, fondazioni, cooperative, onlus della Franciacorta, della Città, della Bassa, della Valtrompia. Sono il cuore grande del tessuto sociale della nostra Brescia. Realtà che si sono mobilitate, insieme, nel tentativo (che giudico legittimo) di trovare una loro diretta rappresentanza nella Commissione di Fondazione Cariplo.

Non sono sorpreso dalla ufficiale esclusione dalla Commissione. Anzi confermo e ringrazio il Presidente Guzzetti per lo sforzo che egli ha mostrato nel tentativo di trovare una soluzione positiva alle difficoltà che la candidatura ha incontrato sotto il profilo della sua coerenza con il nuovo statuto della Fondazione Cariplo. Amareggiato sì: amareggiato perché quel “codicillo” da sempre presente nello Statuto, è da poco stato oggetto di integrazioni e rivisitazioni, che hanno portato ad inserire anche le società di capitali di emanazione pubblicistica tra le categorie della “politica pura” e quindi incompatibili con un ruolo in Fondazione Cariplo. Aspetto discutibile: quale è il torto che si riconosce a un manager che assume un ruolo apicale in una società controllata da enti pubblici? Peraltro credevamo che Cogeme potesse non rientrare in tale situazione di esclusione, per le sue particolari caratteristiche e per la sua governance “atipica” in cui nessun singolo ente locale può da solo governare la società.

Amareggiato perché la presidenza di Cogeme, carica che ho assunto appena ventinovenne, potesse essere l’elemento di forza della mia candidatura. Ho vissuto la presidenza di Cogeme non come un ruolo politico che potesse dare la possibilità di stringere mani e presenziare su tv e giornali, bensì come un lavoro, una sfida manageriale difficile e impegnativa. Sono stati anni in cui abbiamo costruito impianti, efficientato l’azienda, migliorato fondamentali servizi pubblici locali. Ho concluso la mia presidenza riconsegnando agli azionisti un’azienda che aveva nel frattempo raddoppiato il proprio patrimonio netto (da 41 a 79 milioni di Euro), distribuito quasi 16 milioni di dividendi a piccoli comuni della provincia bresciana, erogato quasi 2 milioni di Euro alla nostra Fondazione Onlus per progetti ambientali e sociali del territorio.

Ha ragione il Presidente Guzzetti quando ricorda l’intensità con cui l’opinione pubblica ha chiesto l’estromissione della politica dalle banche (e non solo). Bene ha ricordato anche il direttore Tedeschi il valore e l’importanza delle banche e delle fondazioni bancarie per favorire lo sviluppo territoriale. Io credo che nel nostro Paese a fare disastri sia stata la cattiva politica e non la Politica. Io ho avuto la fortuna di poter essere un giovane manager in una importante realtà del nostro territorio: non è compito della politica quello di spiegare i numeri e i risultati che sinteticamente ho ricordato. Ma è la politica che può insegnare valori ed esperienze che anche a me sono state utilissime e preziose negli anni di governo di Cogeme. Perché oltre ai numeri a premiare questi anni è stata la capacità di tenere insieme un territorio: amministratori locali, spesso di orientamenti politici diversi, cittadini, associazioni, banche locali, università e scuole, realtà imprenditoriali, organizzazioni sindacali. L’esito della candidatura mi rammarica, non tanto per il bisogno di appagare le mie, più o meno legittime aspirazioni personali, quanto per quelle 36 realtà che hanno sostenuto la mia candidatura e che, con il loro lavoro, fanno di questa Piazza un esempio ammirevole per molti. Non ho alcun dubbio che la Fondazione Cariplo continuerà a guardare con attenzione ai progetti e ai bisogni di Brescia. Anche io continuerò il mio lavoro con lo stesso impegno e la stessa passione, convinto che l’economia virtuosa e la buona politica possano, anzi debbano, convivere per il bene del nostro territorio. Gianluca Delbarba 

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