Pisapia critica la nomina di Rossetti all’Amsa. Risponde Labolani: “Snobba la professionalità bresciana”

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Mario Labolani, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Brescia, difende la scelta di Rossetti a guida dell’Amsa, criticando le parole del sindaco di Milano Pisapia che era in disaccordo. Aveva dichiarato Pisapia: " “Non ho condiviso e non condivido la nomina di Paolo Rossetti a presidente di Amsa. Pur apprezzando la professionalità di Rossetti sono convinto che a guidare Amsa debba essere una persona non solo affidabile dal punto di vista ambientale, ma che conosca a fondo la realtà di Milano".

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

"Pisapia alza la voce e, per l’ennesima volta, sembra dimenticarsi e snobbare l’esperienza e la professionalità bresciana. Il Comune di Milano non ha più alcun diritto su Amsa, società da tempo fatta confluire in A2A stabilendo che alcuna partecipazione si mantenesse a favore della locale Amministrazione. Pure Pisapia ha inteso bacchettarne la scelta di Rossetti quale Presidente, giustificando lo sdegno con il fatto che “Chi guida Amsa deve essere una persona che conosca a fondo la realtà di Milano e dell’area metropolitana”. Rossetti è un professionista con oltre 35 anni d’esperienza (molti dei quali spesi alla guida di società afferenti ad A2A), dal 2009 Consigliere di Amministrazione della stessa Amsa e, non bastasse, frequentatore del capoluogo lombardo a partire dagli anni dell’università (si è laureato in Ingegneria meccanica proprio al Politecnico di Milano). In tutta onestà ci sembra che le parole di Pisapia siano non solo fuoriluogo e gratuite, ma tradiscano l’ennesima, insistente volontà di screditare la presenza e la partecipazione bresciana in A2A. Parliamoci chiaro: Brescia era un partner da blandire per assorbirne l’ottima ASM ma, una volta fatto questo, si vorrebbe tarpare le ali ai dirigenti e ai professionisti bresciani?! Da tempo insistiamo sul fatto che una fusione affrettata e mal definita, se non funziona, che piuttosto sia sciolta e permetta alla nostra città di riappropriarsi della società che per essa e in essa era nata e, finché era bresciana, portava utili, vantaggi, crescita e lavoro. Le dichiarazioni di Pisapia non fanno che confermare e rafforzare questa posizione: non siamo mai stati abituati ad avere padroni e non cominceremo ora! E piuttosto che essere gli zimbelli al soldo (politico) di Milano… ognuno per la sua strada!"

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  1. Non è possibile che i Bresciani, repiratori di aria bresciana , siano tenuti nella totale ignoranza di che cosa comporta il fatto che a Brescia si relizzi il polo "ambientale&quo t; di A2A. Il sospetto che sorge da alcuni indizi sfuggiti alla censura politica e mediatica, è che le attività del "polo" siano concentrate per gran parte sugli inceneritori, perpetuando così il destino per Brescia di pattumiera d’Italia. Come al solito i cittadini votanti sono espropriati di ogni potere decisionale. Che democrazia è mai questa che baratta danaro per pochi con l’inquinamento e malattia per tutti gli altri ? Taranto e Brescia pari sono se si esclude l’accettazione passiva della seconda. Non sarebbe giusto che il referendum (senza quorum)tra i bresciani fosse vero strumento per tutto ciò che può pesantemente influire sul futuro dei bresciani ? loro non lo concederanno mai…bisogna pretenderlo perdinci !

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