Forza Nuova tappezza i negozi chiusi di Brescia con croci e necrologi

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Nella serata di ieri, giovedì 9 maggio, il movimento di estrema destra Forza Nuova ha messo in atto un’azione dimostrativa per puntare i riflettori sull’aumento delle chiusure di negozi e attività gestite da italiani. Diverse croci sono state apposte davanti alle numerose attività chiuse e appesi cartelli provocatori, che rappresentano i necrologi per “la defunta Brescia” e gli annunci di morte del centro cittadino.

“Negli ultimi anni” si legge nella nota diffusa da Forza Nuova “Brescia ha visto la chiusura di oltre 140 attività commerciali. È ormai un chiaro segnale del declino del centro storico, con i commercianti locali sempre più in difficoltà e sempre più lontani dalla vita politica locale.” Il movimento, che lo scorso 25 marzo aveva anche organizzato un incontro fra i commercianti per parlare e discutere dei problemi del centro storico, prosegue così: “Le colpe e le cause di questo declino sono molte: una pressione fiscale ai massimi europei, una burocrazia puntigliosa e complessa, la concorrenza sleale straniera e il degrado stesso del centro dovuto all’immigrazione e all’insicurezza.”

Sulla questione è intervenuto anche Pierantonio Penocchio, candidato sindaco per Forza Nuova: “Mentre i politici di professione, che negli ultimi anni hanno governato la città, si fanno fotografare (e vedere) solamente alla Notte Bianca e ai pochi altri grandi eventi, il centro storico sta morendo quotidianamente tra l’indifferenza della politica di palazzo; da qui il nostro gioco di parole: ‘Brescia: una città morta, una morta città’. Perché una città che non valorizza e non difende il proprio centro storico e i propri commercianti è inevitabilmente destinata a spegnersi poco a poco; noi non vogliamo e non possiamo permetterlo. Per questo continueremo a essere presenti sul territorio, portando avanti quelle iniziative del nostro programma comunale che potranno rilanciare un centro città che altrimenti, volenti o nolenti, ha letteralmente le ore contate.”

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  1. Il problema non è dato dai BOTTEGAI che chiudono, ma dagli italiani che diminuiscono e dagli extra che sostituiscono vecchi bottegai e residenti.

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