Aperitivi? Ecco i cinque più bevuti dai bresciani – I CONSIGLI DI BSNEWS

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Lo spritz viene servito nei locali in bicchieri di plastica
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L’ora dell’aperitivo, o happy hour che dir si voglia, è un appuntamento irrinunciabile per tanti bresciani, giovani e meno, nel week end come pre-dinner ma anche durante la settimana all’uscita dal lavoro o dall’università. E Brescia ha certamente i suoi aperitivi-doc da proporre, alcuni più conosciuti, altri inventati dai singoli proprietari dei bar, altri ancora meno noti, ma comunque targati made in Brescia. Bsnews.it vi presenta i cinque aperitivi bresciani che meritano almeno un assaggio:

PIRLO

Il pirlo è una bevanda alcolica, solitamente consumata come aperitivo, a base di vino bianco frizzante, campari e seltz. La moda dell’happy hour ha introdotto anche l’uso dell’Aperol (molto meno alcolico e complesso) in luogo del Campari. Viene servito in un bicchiere con stelo alto dalla forma tipica a palloncino. È il tipico aperitivo di Brescia. Sull’origine del pirlo ci sono due ipotesi derivanti da tradizioni orali: secondo la prima ipotesi il pirlo sarebbe già esistito prima dell’avvento degli ingredienti attuali (Campari o Aperol), e veniva miscelato usando vino bianco frizzante con aggiunta di amaro (di solito di non grande qualità) come affermano anziani frequentatori di osterie del centro di Brescia e veniva chiamato bianco sporco; secondo un’altra ipotesi il pirlo comparirebbe nel bresciano dopo la seconda guerra mondiale. Infatti il noto aperitivo locale non poteva venire alla luce, ne tanto meno essere servito, se non grazie alla diffusione, da prima in Italia poi all’estero, del Campari e dell’Aperol.

L’ARAGOSTA (O BICICLETTA)

 

Di varianti al classico Pirlo ne esistono tante, ma una delle più conosciute, specie in provincia, è certamente l’”Aragosta”, in alcune località chiamata anche “Bicicletta”. La ricetta è semplice: due parti uguali di campari e vino bianco fermo con l’aggiunta finale di un top di gin. Sicuramente più alcolico del pirlo, ma altrettanto piacevole al palato.

MASCETTI

Ad inventarlo e renderlo famoso tra i bresciani, specie tra coloro che frequentano la movida del carmine, è uno dei locali del quartiere. L’ingrediemnte, come nelle migliori tradizioni è segreto. Viene servito in un tambler liscio e si presenta di color vinaccia e dal sapore deciso e intenso. Ha una gradazione alcolica media e, tra gli avventori del locale è certamente uno dei pre-dinner piàù richiesti, vale la pena assaggiarlo.

CHAMPAGNONE

Ad inventarlo e renderlo famosa in tutta Brescia è e rimane Viselli. Lo champagnone, chiamato così per il colore d’orato che ricorda quello dello champagne,, è una bevanda rinfrescante con 4 ingredienti: una fetta d’arancia, spumante, ingrediente segreto X ed ingrediente segreto Y (e ghiaccio), purtroppo 2 ingredienti sono irriconoscibili perchè versati nei bicchieri da bottiglie senza etichette. Il risultato è una bevanda che rinfresca e impone sul bevitore un sorriso stampato sul viso di cui non ci si può liberare senza il consumo vorace di almeno 2 pizze o equivalenti in kabap. 2 champagnoni possono causare risate incontrollate e 3 sono il limite assoluto per un qualsiasi umano.

NEGRONI (SBAGLIATO)

 

Le sue origini non sono bresciane, ma milanesi, nonostante questo però rimane uno degli aperitivi più amati e richiesti dai cittadini bresciani. La ricetta è nota, per l’originale si tratta di campari, vermout rosso e gin, per lo “sbagliato”, invece, campari, vermout rosso e vino bianco frizzante. Un ever-green che non tramonta mai, nemmeno a Brescia.

La rubrica con i consgigli di BsNews.it
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