Berlusconi a Brescia: “I magistrati vogliono eliminarmi ma resto io il capo del Pdl”

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Di fronte ad una platea divisa a metà tra sostenitori e contestatori, Silvio Berlusconi ieri è arrivato in piazza Duomo per sostenere la candidatura di Adriano Paroli a sindaco di Brescia. Il suo discorso è durato meno del previsto per poi fare spazio al sindaco uscente e all’ex ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, ma il Cavaliere non ha mancato di attaccare la Magistratura, “che cerca di eleinarmi dalla scena politica”. La rabbia dell’ex premier è tanta ed il comizio a Brescia rappresenta il momento ideale per "sfogarsi" dopo la condanna in appello a quattro anni di carcere per l’affaire Mediaset e l’imminente sentenza per il processo Ruby, giunto ormai alle fasi finali. Ed proprio contro i giudici che Berlusconi, con tono di sfida, si rivolge durante il suo discorso: “Potete farmi di tutto ma non mi potrete mai impedirmi di essere il leader del Pdl, io sono qui e qui rimango”. Berlusconi ha poi rassicurato la platea sul sostegno del Pdl al governo Letta, “ho lavorato per veder nascere questo governo e se l’esecutivo rispetterà gli accordi, come ha fatto fino ad ora, lo stesso faremo noi”. Ma ad alcune condizioni, e il Cavaliere le elenca una ad una: “abolizione totale dell’Imu per prima coso, ma anche sgravi alle imprese, nessun aumento dell’Iva e detassazione per chi assume, tutti punti che il premier Letta ha citato nel suo discorso di insediamento alle Camere”.

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