Scontri in piazza, Bazoli (Pd): sbagliato e ingiustificabile l’assedio al comizio di Berlusconi

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Anche l’avvocato ed ex consigliere comunale Alfreo Bazoli (Pd) era presente sabato alla manifestazione del Pdl. A seguito dell’evento che ha visto protagonista scontri e violenze ha scritto una lettera alla redazione con una sua riflessione sul clima nel quale si è svolto il comizio di Berlusconi in piazza a Brescia sabato pomeriggio, sottolineando come sia stato sgradevoe il clima di quella giornata per l’atteggiamento violento che l’ha caratterizzata.

 

DI SEGUITO LA LETTERA INTEGRALE 

Sabato sono andato in Piazza Duomo al comizio di Berlusconi.

Ero un po’ preoccupato per il clima sovraeccitato che avevo respirato in giornata a Brescia, e temevo che il leader pdl potesse infiammare gli animi. Ma siccome mi fido oramai molto poco, lo ammetto, dei resoconti dei media, volevo vedere e capire con i miei occhi. Già nell’avvicinarmi alla piazza, il clima di tensione era palpabile.

Sono passato davanti alla stele che ricorda i caduti di Piazza Loggia, presidiata da qualche poliziotto in tenuta antisommossa, dove alcune militanti del pd mi hanno fermato spiegandomi che erano lì per impedire ai dirigenti del pdl di avvicinarsi a rendere omaggio, poiché la consideravano una provocazione.

Ho detto loro che io li avrei fatti passare, che mi sembrava sbagliato, ma ho capito che non era aria, e sono passato oltre. Arrivato in piazza Duomo, ho visto la folla tumultuante ed eccitata, contenuta da un cordone di agenti, che ululava all’indirizzo dei manifestanti del pdl.

Giunto in centro alla piazza, mi sono confuso tra i simpatizzanti del pdl, fermandomi a salutare qualche conoscente e amico di centrodestra, cercando di mettermi in una posizione che mi consentisse di sentire le parole che avrebbe pronunciato Berlusconi. Quando è arrivato ovviamente l’eccitazione della piazza, tra gli applausi ed i fischi, è giunta al massimo livello.

Il suo discorso, infarcito di retorica da comizio, è durato una mezz’oretta, nella quale ha sciorinato il suo repertorio, tra accuse ai magistrati politicizzati e rivendicazione delle prime scelte del nuovo governo su Imu e rifinanziamento della cassa in deroga. Io l’ho ascoltato tutto con attenzione, accanto alla carrozzina di un disabile con bandiera del pdl accompagnato dal padre, dietro di me cinque o sei ragazzi infiltrati che provocavano e litigavano con i manifestanti.

L’impressione che ho ricavato dalla giornata è stata molto sgradevole. E non tanto per le parole pronunciate da Berlusconi, che a mio avviso per quanto decisamente opinabili in molti passaggi, sono rimaste entro i limiti della propaganda politica accettabile in un comizio, quanto per il clima teso e sostanzialmente violento che ho respirato, e che in ogni caso io non trovo giustificabile.

Intendiamoci, io lo so bene chi è Berlusconi, so che chi semina vento raccoglie tempesta, e so quanto vento ha soffiato lui in questi anni. Eppure resto convinto che la reazione così scomposta ed eccitata, che si è trasformata in una sorta di assedio al suo comizio, sia profondamente sbagliata, sia per il modo, sia per gli effetti. E’ sbagliata perché credo nel diritto di manifestare liberamente per chiunque, e troverei inaccettabile e antidemocratico se mi trovassi io a partecipare ad un comizio del mio segretario in uno stato d’assedio.

E sbagliata perché così si fa un favore proprio a Berlusconi, che dentro questa guerra civile permanente ha prosperato, e che va invece combattuto e sfidato su altri terreni, quelli dei contenuti e delle proposte, e con altre armi, quelle della politica. Libertà, tolleranza e rispetto per gli avversari politici sono valori irrinunciabili di una democrazia.

L’ho imparato da mio padre, assessore della dc allorchè la bomba di piazza loggia gli portò via la moglie e madre dei suoi bambini: quando nel primo consiglio comunale successivo alla strage una consigliera dell’MSI prese la parola, tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione uscirono dall’aula in segno di protesta, ma lui decise di rimanere, proprio perché sapeva quanto contasse anche allora dare testimonianza di profondo attaccamento a quei principi e valori su cui si fonda la convivenza civile.

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  1. E invece trovo doveroso un grazie di cuore alla Brescia antifascista che accolto con una straordinaria prova di mobilitazione la "calata" di Berlusconi nel luogo dove preferirebbe essere processato. Il Pdl aveva evidentemente sottovalutato la rabbia che cresce dal profondo della società, lo schifo provocato dall’ennesimo inciucio tra Pd, Napolitano e lo stesso Berlusconi incarnato dal governo Letta. I suoi "supporters&quo t; pagati a prestazione questa volta non sono riusciti a riempire piazza Duomo, e la parte migliore della "leonessa d’Italia" ha provveduto a colmare il vuoto con una contestazione mai vista nel ventennio berlusconiano. Il Caimano hadovuto ritardare il suo intervento per oltre due ore grazie a una folla capace di gridare più forte dei suoi altoparlanti. Tanti gli striscioni e i cartelli: "Vi fa tanto terrore la giustizia?", "Legalità e rispetto delle sentenze. Berlusconi dimettiti", "Brescia resiste". Una decina di persone sventolava invece fotografie di Falcone e Borsellino. Il più efficace era però senza dubbio "Berlusconi, hai le orge contate". Una manifestazione così potente da far immediatamente entrare in azione le portaerei della disinformazione di palazzo: "Invece di denunciare questo clima di intolleranza e violenza, tanto antidemocratico da non voler consentire lo svolgimento della manifestazione – si legge in una nota del Pdl -, si preferisce dare una rappresentazione fantasiosa per alimentare la falsa notizia di un popolo che non segue più compatto il suo leader". Che è poi il vero messaggio politico della contestazione, anche se compreso dai berluscones soltanto a metà. Questo popolo, infatti, non segue più nemmeno gli "antiberlusconi ani finti" del Pd, impegnatissimi nel rattoppare il proprio insieme mentre gli iscritti occupano le sedi per protesta, o no, caro signor Bazoli? I media nazionali accennano alla protesta, ma per metterla subito tra parentesi. Molto più "eccitante&quot ;, nella loro bislacca scala dei valori giornalistici, è per esempio:
    – il milionesimo attacco alla "magistratura politicizzata" da parte di un Berlusconi sempre uguale a se stesso e intollerante di ogni patto da lui stesso sottoscritto; con buona pace del suo nuovo super-avvocato, il prof, Franco Coppi, che tutti dicono aver accettato l’incarico solo se vincolato a un cambio di strategia processuale, molto più rispettosa dei ruoli istituzionali. Coppi, del resto, era l’avvocato di Giulio Androtti nel processo di Palermo, e dal "divo Giulio" nessuno ha mani sentito una parola contro i magistrati, al massimo qualche battuta acida delle sue, in occasione di qualche decisione particolarmente sgradita.
    – la presenza al comizio anti-magistrati di Algelino Alfano, in violento conflitto di interessi (è ministro dell’interno, quindi alla guida della "polizia giudiziaria" che deve obbedire alle disposizioni impartite dalla magistratura e "comandante in capo" delle truppe che governano le piazze; nonché, infine, responsabile della macchina elettorale (un ministro dell’interno che risponde più agli interessi di partito che non a quelli istituzionali è altamente sospettabile di ordire brogli, al momento giusto). Insomma, presenziando a un comizio, riduce di fatto la polizia a un "servizio d’ordine" personale (del Cavaliere) e di partito (il Pdl).
    Ma la sacrosanta indignazione dei manifestanti antifascisti ha vista la priorità assoluta, nella giornata di ieri. Alcuni frammenti di testimonianza sono chiarificatori:
    &qu ot;Brunetta, appena uscito dall’auto, è stato scortato fino all’hotel da una decina di carabinieri in assetto antisommossa con caschi, scudi e manganelli."
    & quot;“Fascista”, gridano i manifestanti all’indirizzo di Maurizio Gasparri; “Vai a lavorare”, è invece l’invito rivolto alla deputata Daniela Santanchè".
    Pe santemente contestato anche l’ex presidente della Lombardia, il senatore Roberto Formigoni, l’unico a lasciare il retropalco direttamente dalla piazza, attraversando la folla.
    Il Suo partito, intanto, continui pure ad andare a braccetto con la peggior destra d’Europa (beninteso in nome del bene della Nazione) e Lei continui pure a salutare ed abbracciare i suoi amici e conoscenti (in nome del fair play e delle tradizioni famigliari).
    Grazie ancora, Brescia!

  2. Sempre dalla parte sbagliata il PD. Mai che sia con i suoi elettori. Brescia acquista in dignità e loro si schierano a difesa degli impresentabili rappresentandoli come presentabili. Se non altro sono così distanti da senso comune che proseguono nel loro più che positivo suicidio. Prima ci liberiamo di loro prima liberiam l’Italia dalle cricche partitiche. Chi vota a Brescia tenga presente.

  3. Credo che esprimere le proprie opinioni sia legittimo e quindi, seppur in disaccordo, credo che a Bazoli vada riconosciuto il coraggio di esprimerle. Tra l’altro mi sembra troppo semplice dire che il PD sia dalla parte sbagliata per le esternazioni personali di un suo esponente; dalla parte sbagliata rispetto a cosa? Credo che qui il PD non centri nulla. E’ quindi normale, secondo me, che nelle piazze pubbliche ci possa essere anche chi legittimamente contesti l’oratore di turno, anche con fischi e sfottò che con il soggetto in questione probabilmente vengono più facili! Berlusconi personalmente non mi rappresenta e faccio tutto ciò che è nelle mie possibilità perchè lui e il suo gruppo dirigente non rivestano ruoli di responsabilità nella gestione della cosa pubblica; di contro però porto molto rispetto per coloro che sostengono il PDL, ma così come chi sostiene M5S, Lega ecc…Rispetto per chi non la pensa come me.

  4. ha capito che le "violenze" di Sabato favoriranno la rielezione di Paroli. I Bresciani, non il manipolo di contestatori (peraltro c’ero e non pochi erano extra-comunitari)che ripetevano sempre gli stessi insulti(probabilment e come scimmiette ammaestraste) non amano la violenza ed alla fine pur turandosi il naso, non vireranno a sinistra , purtroppo aggiungo

  5. Grazie Sig. Bazoli per le Sue parole, cui porto un grandissimo rispetto. Lei meriterebbe di vivere la sua esperienza politica, che la invito a limitare nel tempo (per lo meno quella dedicata agli incarichi) in un ambiente meno gretto e ristretto dei vertici attuali del PD bresciano, "meritevoli&quo t; di aver scelto il peggior candidato possibile, e che costringeranno molti dei vostri elettori a rivolgersi ad altri candidati (per sempio Onofri) che hanno, in questi anni, dato prova di ben altra apertura mentale, libertà di idee e caratura personale. Peccato, Lei e Onofri sareste stata la coppia perfetta per scalzare Paroli.

  6. La solita politica dei sinistrorsi : tirare il sasso e poi nascondersi nella folla. Caro Bazoli visto che sei candidato sconosciuto del PD …. forse non hai visto che c’erano tutti i tuoi amici: dai CGIL di fenaroli ai SEL …. fino al magazzino 47 e giù di lì !!! Quindi di che ti lamenti ?

  7. Sig.Bazoli come puo’ vedere dai messaggi qui sotto su FB non hanno proprio capito un caxxo di quello che lei ha scritto , ci rinunci e’inutile …non l’hanno nel DNA.

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