Incidenti sul lavoro, Ferrari (Cgil): “Urgenti prevenzione e interventi mirati”

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Bandiera Cgil
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Un morto sul lavoro e quattro infortuni molto gravi sono il triste, preoccupante bilancio dell’ultima settimana. La vittima del lavoro, titolare di un’impresa familiare dedita all’estrazione della ghiaia, è deceduto per annegamento a causa del ribaltamento della ruspa nel laghetto/cava di proprietà, durante alcuni lavori di sistemazione della riva. Il primo dei lavoratori dipendenti, impegnato nel turno notturno alle Acciaierie Venete Spa di Sarezzo, è caduto in una vasca di raffreddamento riportando gravi ustioni sul 90% del corpo ed è stato trasferito al reparto Grandi ustionati di Verona.

Il secondo, durante le lavorazioni sul tetto di un capannone, è precipitato da un’altezza di circa 10 metri a causa del cedimento di una lastra della copertura. Il terzo, occupato presso una vetreria di Rodengo Saiano, è rimasto incastrato in un macchinario che trasporta grandi lastre di vetro, riportando un trauma cranico e toracico. Si è salvato grazie al tempestivo intervento di un collega.

Infine, il proprietario di un’azienda agricola di Rovato è rimasto schiacciato, travolto dal trattore sprovvisto di capotte anti-ribaltamento. I tre lavoratori dipendenti hanno un’età, rispettivamente, di 56, 55 e 59 anni; collocandosi dunque sul limite alto della fascia di età che, in termini numerici, risulta essere la più colpita dagli eventi infortunistici. L’imprenditore agricolo ha invece 78 anni.

Tre dei quattro infortunati stanno letteralmente lottando tra la vita e la morte. “Tali tragici eventi – scrive Pietro Ferrari del Dipartimento Salute Sicurezza Ambiente Camera del Lavoro di Brescia – ci vedono uniti al dolore ed alla preoccupazione dei compagni di lavoro e delle famiglie. Nel contempo ci richiamano – insieme a tutte parti istituzionali e sociali – a mantenere alto un impegno concreto a tutela delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tale impegno deve vedere tutti impegnati nel dispiegare e rendere esigibili (laddove non poste in essere) le corrette politiche della prevenzione. Anche accentuando l’attenzione alla denuncia rispetto a quanto si dovrebbe, o si potrebbe, fare e non viene fatto”.

 

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